Un viaggio a Siena per scoprire un dilemma che si perde nella notte dei tempi. Sono andato nel cuore della Toscana, per risolvere un enigma che vede al centro il simbolo di Siena e di Roma. Avevate mai pensato che è molto simile, potremmo quasi dire lo stesso? Oggi vi sveliamo perché Siena ha la lupa come simbolo della città?

Perché Siena ha la lupa?

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La leggenda della lupa di Roma che allatta i gemelli Romolo e Remo è ben nota ai più e siccome Roma è la mia città di origine, ma vivo in Toscana da molti anni ho voluto intraprendere questo viaggio tra storia e mitologia per scoprire perché Siena ha la lupa.

Scopriamo perché Siena ha la lupa come simbolo della città

Il legame tra Siena a Roma è avvolto dal mistero. Si perde nella notte dei tempi, ammantato da un’affascinante leggenda che vede protagonisti i figli di Remo, Senio e Ascanio (chiamati secondo altre fonti storiche anche Seno e Aschio), e Romolo, fratello e assassino del padre.

La sete di potere di Romolo per il dominio su Roma lo portò a pianificare l’uccisione dei nipoti, tanto che Senio e Ascanio decisero di fuggire. La leggenda vuole che lo fecero cavalcando su due cavalli, uno bianco e uno nero, i cui colori si ritrovano nella Balzana, lo stemma di Siena. Decisero però di trafugare dal tempio di Apollo la statua della lupa che aveva salvato il padre, erigendola poi a simbolo della nuova città che avrebbero fondato poco dopo.

Leggenda vuole infatti che i fratelli si spinsero fino alle dolci colline dell’Etruria del Nord dove Senio fondò, Sena, divenuta poi Siena. Ascanio, aiutò il fratello a difendere la nuova città da alcuni attacchi esterni, poi lasciò la città e fondò Asciano.

Scopriamo perché Siena ha la lupa come simbolo della città.

Siena la nuova Roma del Medioevo

La passeggiata per Siena mi ha messo oltre che sete anche fame e quindi mi sono rifocillato in un ristorante, dove ho fatto la piacevole conoscenza di un signore molto distinto. Chissà perché mi ricordava Giuseppe Verdi, con i suoi baffi e barba bianca, occhi chiari e un foulard bianco che gli avvolgeva delicatamente il collo. Mi ha ascoltato parlare al cellulare della mia ricerca sul perché Siena ha la lupa e non ha, evidentemente, potuto fare a meno di rendermi partecipe del suo sapere.

Pare che questa bramosia dei senesi di vantare origini romane per “eredità” fosse legata alla fama dell’impero, che ancora riecheggiava dopo secoli. La leggenda, secondo quanto mi ha detto questo signore, nacque nel Medioevo, quando dei fasti dell’impero romano erano rimaste solo le vestigia. Per Siena invece il Medioevo fu il periodo del massimo splendore culturale ed economico e mi è apparso evidente agli occhi osservando da vicino i monumenti che sono stati edificati tra ‘200 e il ‘400.
La Torre del Mangia che svetta sulla città, il Palazzo pubblico, che allora era detto e”Dei Signori”, riferito ai “Nove” priori che governavano la città.

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Tanti dei monumenti di Siena sono caratterizzati dal contrasto bianco e nero della balza senese e tra questi non ho potuto non soffermarmi su quella del Duomo, nel quale ho trovato anche una delle tracce che cercavo.

La lupa nel Duomo di Siena

Il mio viaggio alla scoperta del perché Siena ha la lupa ha seguito un filo rosso a tappe che collegano i luoghi dove si trovano, appunto, le statue della lupa di Siena. Il pavimento del Duomo è già un capolavoro con le sue tarsie in mosaico e la più antica pare essere proprio quella che raffigura la lupa, risalente al ‘300. È su uno sfondo rossastro, circondata da alcuni cerchi che rappresentavano le città alleate.
Nel Museo dell’Opera del Duomo sono conservate 2 sculture di Giovanni Pisano, che rappresentano un’altra lupa, a una delle quali manca di alcune parti (zampa posteriore).

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La lupa in città

Dal Museo mi sono spostato all’interno del Palazzo Pubblico, dove si trova una lupa di bronzo di Giovanni Turino. Questa ha la particolarità di avere gli stemmi della città, delle compagnie militari e dei terzi e risale al 1430. In origine era collocata all’esterno, su una colonna, come ne ho viste tante camminando per le strade.

La rappresentazione della lupa con i gemelli si trova spesso su delle colonne e non è un caso, perché in ogni terzo della città se ne trovano 3. I terzi sono paragonabili ai quartieri, a loro volta divisi in contrade. Fatto un calcolo veloce, a Siena ci sono una serie di statue della lupa come non si trovano neppure a Roma.

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Vicino all’Arco di San Maurizio, ne ho individuato un’altra, detta di San Martino. La lupa di Piazza dei Tolomei ha subito un restauro nel 2010 e oggi svetta fiera sulla sua colonna, di fronte al palazzo omonimo del XI secolo. Una curiosità mi ha colpito: ha un nome e si chiama Camollia.
Ho quindi percorso la Via di Città che sbuca direttamente sulla Piazza dei Quattro Cantoni, detta anche Piazza della Postierla e qui mi si è rivelata un’altra colonna con la lupa che svettava sui passanti. Anch’essa ha lo stemma della città e risale al ‘400.

Il mio itinerario per vie di Siena si è concluso tornando davanti al Duomo, dove ai lati della scalinata ci sono altre 2 lupe.

La differenza tra lupa senese e lupa capitolina

Un’ultima curiosità ve la devo raccontare. Se incontrate una lupa con due gemelli, per capire se è senese o romana, guardate la posizione della testa: se è una lupa senese terrà il capo perpendicolare al corpo, mentre se è una lupa capitolina sarà girata verso i gemelli.

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