Cosa vedere a San Gusmè, borgo fortificato nel Chianto Classico, famoso per la sua bellezza e per la statua di Luca Cava. 

San Gusmè, il borgo di Luca Cava e non solo

Il borgo di San Gusmè è un paesino fortificato nell’area del Chianti Classico, a pochi chilometri di distanza da Castelnuovo Berardenga. Dall’alto del suo colle domina la vallata sottostante, mentre all’orizzonte si riconosce l’inconfondibile profilo di Siena con la Torre del Mangia e il Duomo. Questo borgo toscano, autentico gioiello tutto da scoprire, conserva per intero, tra le sue strade, i suoi vicoli, le sue piazze, il fascino della storia che lo ha caratterizzato.

Porta del borgo fortificato di San Gusmè nel Chianti Classico

Dove si trova San Gusmè, borgo fortificato di Toscana

È situato sul collo del monte presso le prime sorgenti dell’Ombrone sanese, sulla strada rotabile che da Siena guida a San Gusmè, già detto in Campi, ch’ebbe e conserva il nome dell’antica sua chiesa parrocchiale San Cosimo in Campi.”

Così il Repetti descrive geograficamente il borgo. Mentre per quanto riguarda il curioso toponimo, lo stesso dizionario ci spiega che deriva da San Cosimo, una variante di Cosma, il gemello di Damiano, i due santi taumaturghi. Gusmè è quindi il risultato di una storpiatura di Cosma, nata dall’uso e dalla pronuncia nel tempo.

Il borgo fortificato di San Gusmè tra le vigne del Chianti Classico

Storia del borgo toscano di San Gusmè

San Gusmè viene citato per la prima volta in un atto di vendita del febbraio 867, nel quale il conte senese Winigi di Ranieri dona al Monastero di San Salvatore della Berardenga tutti i suoi beni compresi nei dintorni della chiesa dei Santi Cosma e Damiano.

Nel XII secolo il paese era un feudo della famiglia Ricasoli, poi confermato nel 1187 dall’imperatore Arrigo VI. Agli inizi del Duecento appariva come un villaggio non fortificato di modeste dimensioni, intorno al quale conobbe un notevole sviluppo la proprietà dell’abbazia della Berardenga.

Nel 1370, a causa delle frequenti scorrerie delle compagnie di ventura, gli abitanti decisero di fortificarlo con una cinta muraria. Tra il 1477 e il 1479 venne ulteriormente fortificato, anche perché nel 1478 le truppe di re Alfonso di Aragona occuparono il castello.
Il 13 maggio 1554 l’esercito imperiale saccheggiò e bruciò il paese che fu successivamente ricostruito.

Il borgo fortificato di San Gusmè tra le vigne del Chianti Classico

San Gusmè, perfetto esempio di borgo fortificato circolare

San Gusmè rappresenta ancor oggi un esempio di borgo fortificato di forma più o meno circolare, delimitato da una cinta muraria ancora in parte esistente.

Della cinta, il cui tracciato e ben delineato in una planimetria di fine XVI secolo, si conservano alcuni tratti abbelliti da bastioni rettangolari, in buona parte inglobati in edifici che vi sono addossati. Si conservano inoltre le due porte, per quanto rimaneggiate, che davano accesso al castello. La Porta Senese è sormontata da una lapide rettangolare in marmo con la balzana di Siena tra due foglie.

Al 1939 risale invece la realizzazione di una terza porta, Porta Nuova, che si apre a fianco della chiesa dei Santi Cosma e Damiano.

Porta del borgo fortificato di San Gusmè nel Chianti Classico

Cosa vedere a San Gusmè

All’interno del borgo sono collocate le chiese dei Santi Cosma e Damiano e della SS. Annunziata.

Pieve dei Santi Cosma e Damiano

La Pieve dei Santi Cosma e Damiano è nota fin dall’867. L’attuale edificio, in stile neoromanico, con facciata a capanna ornata da una bifora, risale però al XX secolo.

Compagnia della Santissima Annunziata

Mentre per quanto riguarda la chiesa della Compagnia della Santissima Annunziata, interessante è il campanile neomedievale edificato tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. L’interno, coperto a capriate, mostra due altari laterali in stucco del 1701. Sull’altare maggiore è collocata una cinquecentesca Annunciazione attribuita a un giovane Pietro Sorri. Le due tele, raffiguranti San Paolo e San Pietro, sono copie da dipinti di Rutilio Manetti conservati a Siena (Museo civico) e provenienti probabilmente da questa chiesa.

Porta del borgo fortificato di San Gusmè nel Chianti Classico

La statua di Luca Cava all’ingresso del borgo

Ma c’è qualcos’altro che rende unico San Gusmè: un monumento, all’ingresso del paese, che incuriosisce a prima vista. Si tratta di una piccola e singolare statua in terracotta che raffigura un uomo intento a espletare i propri bisogni. Una targa prova a spiegare la buffa rappresentazione: “Luca Cava. Re, imperatore, papa, filosofo, poeta, contadino e operaio: l’uomo nelle sue quotidiane funzioni. Non ridete, pensate a voi stessi”. Interessante, ma perché è posta lì? Qual è la ragione?

La vera storia di Luca Cava da San Gusmè

La ragione è antica e somma differenti versioni. La più accreditata racconta che alla fine dell’Ottocento un contadino avesse scolpito quella statua e l’avesse sistemata sul suo campo per invitare i viandanti a depositare il loro obolo naturale da utilizzare poi come fertilizzante.

Un’altra leggenda narra invece che l’oste del paese, stanco di dover pulire di continuo la sporcizia dei suoi maleducati avventori, costruì uno stanzino esterno con la scritta Bagno Pubblico. Ma essendo i clienti analfabeti, nessuno lo usava e il problema dello sporco e del cattivo odore rimaneva. Decise quindi di far creare una statuetta che rappresentava un uomo accovacciato intento ai propri bisogni. Le persone finalmente capirono l’utilizzo dello stanzino e il luogo tornò pulito. La statuetta fu per questo battezzata “Luca Cava” che, pronunciato inevitabilmente alla toscanaccia, crea un fonema di facile intuizione.

Il nuovo monumento a Luca Cava

Pare poi che la statua fosse distrutta, intorno agli Anni ’40, proprio dai sangusmeini, stanchi dei motteggi degli abitanti dei paesi limitrofi. Quando però il senese Silvio Gigli – noto giornalista, cronista storico del Palio, nonché uno dei primi presentatori di quiz radiofonici –  venne a sapere della storia, fece realizzare una nuova statua dal maestro Neri delle ceramiche Santa Caterina di Siena, su disegno di Emilio Giannelli, celebre vignettista.

Ebbe così inizio la Festa in onore di Luca Cava che, grazie all’interessamento di Gigli, ogni anno – i primi due fine settimana di settembre – annovera tra gli ospiti nomi di spicco del panorama musicale italiano.

La statua di Luca Cava a San Gusmè in Toscana

Dove mangiare e dormire a San Gusmè

Per quanto riguarda i ristoranti a San Gusmè, vi consigliamo: La Porta Del Chianti e Borgo San Gusmè. Per dormire invece vi segnaliamo: Borgo San Felice e Borgo San Gusmè.

Eccoci qua, cari amici e care amiche di Siena e dintorni, vi è piaciuto l’articolo su San Gusmè e la divertente storia su Luca Cava? Avete altre storielle, leggende o aneddoti da raccontarci? La gente ha tanto bisogno di leggerezza adesso, scriveteci, ci contiamo.

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