Oggi vi raccontiamo chi è e cosa fa l’Accademia dei Georgofili di Firenze, il più antico istituto al mondo a occuparsi di agricoltura e difesa dell’ambiente.

Accademia dei Georgofili, il primo istituto green della storia

Nel maggio del ’93 l’Accademia dei Georgofili si ritrovò d’un tratto tristemente famosa nel mondo per la strage di via dei Georgofili a Firenze. L’attentato terroristico compiuto da Cosa Nostra – un’autobomba scoppiò nel cuore della città, nei pressi della Galleria degli Uffizi, uccidendo cinque persone – fece balzare l’antico istituto agli onori della cronaca. Anche se, scommettiamo, avrebbe preferito arrivarci in altro modo. Ma chi sono i Georgofili, cosa fanno, qual è la loro storia?

Foto di via dei Georgofili a Firenze dopo la strage mafiosa del '93

Chi sono i Georgofili

La parola “Georgofili” proviene dal greco dotto, come si usava dal Cinquecento in poi. Il primo termine è “georgo”, fare il contadino o l’agricoltore. Il secondo, “filo”, è il prefisso usato in greco per amico o amante di qualcosa (es., filosofo: amante della sapienza; filantropo: amante dell’umanità). Quindi i georgofili sono gli  amici, gli amanti, dell’agricoltura.

Lo stemma

Nello stemma dei Georgofili si notano la spiga di grano, il ramoscello d’olivo, il grappolo d’uva. Ossia i simboli dell’attività agricola dedicati alla dea Cerere, oltre a quelli dedicati a Mercurio, i serpenti incrociati e le ali del suo bastone Caducèo, metafore dell’attività economica e del commercio

Il motto dell’Accademia

Anche il motto “Prosperitati Publicae Augendae”, “Per accrescere la prosperità dello stato”, chiarisce come l’attività dell’Accademia sia stata rivolta, fin dagli albori, all’interesse pubblico, senza alcun scopo di lucro, all’insegna di un volontariato costantemente perseguito con orgoglio.

Francobollo con motto e simbolo dell'Accademia dei Georgofili

Breve storia dell’antico Istituto “amico dell’agricoltura”

L’Accademia dei Georgofili venne fondata a Firenze nel 1753 per iniziativa di Ubaldo Montelatici, Canonico Lateranense, allo scopo di:

«far continue e ben regolate sperienze, ed osservazioni, per condurre a perfezione l’Arte tanto giovevole della toscana coltivazione».

Il Governo Granducale Lorenese sancì poi il suo carattere di istituzione pubblica (prima nel mondo), affidandole importanti incarichi.

Con l’Unità d’Italia, l’Accademia dei Georgofili, che già di fatto possedeva una dimensione extra-toscana, divenne anche formalmente nazionale.
Nel 1897 fu riconosciuta come Istituzione Statale. Nel 1932 fu eretta in “Ente morale” e, sempre nello stesso anno, ottenne la concessione in uso gratuito dell’attuale sede demaniale.

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Il palazzo dell'Accademia dei Georgofili a Firenze

Cos’è l’Accademia dei Georgofili

Possiamo definire l’Accademia dei Georgofili come la più antica Istituzione al mondo a occuparsi di agricoltura, ambiente, alimenti, oltre a promuovere il progresso delle conoscenze, lo sviluppo delle attività tecnico economiche e la crescita sociale. L’Accademia ha sempre mantenuto il proprio ruolo e i suoi obiettivi, adeguandosi ai tempi, all’organizzazione, alle nuove metodologie e ai moderni strumenti di lavoro.

Nella sua pratica quotidiana è insito un costante richiamo alla vitale importanza dell’agricoltura, da sempre fonte principale del nostro sostentamento alimentare e fondamentale fattore di equilibrio per la biosfera di cui l’uomo è parte integrante.
I Georgofili rappresentano uno strumento per il confronto e la circolazione delle idee e contribuiscono a mantenere alto il prestigio della nostra cultura nel mondo.

Olivo in memoria delle vittime della strage mafiosa dei Georgofili del '93

Cosa fa l’Accademia dei Georgofili

L’Accademia ha sempre accompagnato lo sviluppo delle scienze agrarie nella loro accezione più ampia e, nel trascorrere del tempo, prosegue ad affrontare le nuove sfide che via via si pongono all’agricoltura, oltre a seguire l’evoluzione dei rapporti tra l’uomo e l’ambiente naturale.

I Georgofili conducono studi e ricerche attraverso le più avanzate metodologie e promuove concrete iniziative. I risultati vengono poi esposti e discussi pubblicamente in apposite “Adunanze pubbliche” riportate nell’annuale volume degli Atti.
Per lo studio di ogni singola problematica l’Accademia si avvale della libera collaborazione dei più qualificati studiosi, arrivando anche a realizzare Sezioni geografiche per potenziare attività e collaborazioni sull’intero territorio nazionale.

L’attività editoriale oggi comprende la «Rivista di storia dell’agricoltura», le «Informazioni dai Georgofili», monografie su specifici argomenti, pubblicazioni commentate di antichi manoscritti, cataloghi vari.

Un antico mappamondo con l'America del Nord non ancora scoperta

Un’inestimabile raccolta di conoscenza

La Biblioteca, la Fototeca e l’Archivio offrono agli studiosi un patrimonio documentario tematico di ineguagliabile valore. L’archivio storico – dal 1753 al 1911 – conserva oltre 12.000 documenti e circa 8.000 lettere. Tra cui memorie, saggi, atti, acquarelli. La biblioteca, con oltre 70.000 volumi fra monografie, opuscoli e periodici, è suddivisa fra più sedi, inclusa quella in piazza Alberighi e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
Il pregio delle raccolte è tale che si sono potute realizzare numerose esposizioni su temi specifici, talvolta accompagnate dalla pubblicazione di cataloghi che ne preservino la memoria.

Fra le attività dell’Accademia vi sono anche altre iniziative, quali corsi di formazione e aggiornamento.

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Georgofili famosi e no

Fin dai primordi l’Accademia dei Georgofili ha avuto rilevanza internazionale, e fra i numerosi, insigni, accademici si possono addirittura ricordare tre Presidenti degli Stati Uniti: Jefferson, Madison e Monroe.
Da allora ad oggi si sono susseguite generazioni e generazioni di Georgofili nominati in base ai meriti conseguiti.

Una curiosità

Sulle scale dell’Accademia sono conservati i ritratti di tutti i presidenti tranne quello del suo fondatore, Ubaldo Montelatici, che tuttora non sappiamo che aspetto avesse. C’è invece quello di Francesco Guicciardini, politico, ministro, sindaco di Firenze, e presidente dell’Accademia a inizio secolo, e quello del marchese Cosimo Ridolfi, uno dei massimi agronomi del Risorgimento.

Attualmente all’Accademia si prospetta la nuova sfida agronomica dei complessi anni Duemila. Non sarà facile, però è bello sapere che la comunità agricola, sempre alle prese con mille problemi, può contare sulla vasta conoscenza di oltre 900 Georgofili e del Comitato Tecnico Scientifico.

Hai avuto anche tu un’esperienza all’Accademia dei Georgofili? Hai consultato un volume? Hai assistito a un evento? Condividi la tua esperienza con noi e cogli altri lettori. Siamo curiosissimi.

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