In questo articolo parliamo dell’Accademia della Crusca: cos’è, quando nasce e perché si chiama così, sebbene si occupi di lingua italiana e non di farina.

Accademia della Crusca, la protettrice della lingua italiana

Quante volte abbiamo sentito citare l’Accademia della Crusca anche da persone che non appartengono propriamente al fior fiore della linguistica o della filologia nazionale? “Eh, bah, questa è roba da Accademia della Crusca, io ‘un lo so davvero“.

Sì, perché di nome la conoscono tutti, ma non tutti sanno esattamente cos’è l’Accademia della Crusca, com’è nata, e soprattutto perché si chiama così. E allora ve lo spieghiamo noi.

Edizioni originali dei Vocabolari dell'Accademia della Crusca

Le origini dell’Accademia della Crusca

La storia dell’Accademia della Crusca affonda le sue radici a Firenze nella settima decade del Cinquecento. In questi anni un gruppo di amici fiorentini (poeti, letterati, uomini di diritto), quali Giovan Battista Deti (il Sollo), Anton Francesco Grazzini (il Lasca), Bernardo Canigiani (il Gramolato), Bernardo Zanchini (il Macerato), Bastiano de’ Rossi (l’Inferigno) e Lionardo Salviati (l’Infarinato), si ritrovano per scopi giocosi ed anti-accademici in netta contrapposizione con la solennità, la pedanteria, lo stile severo e classicista dell’Accademia fiorentina protetta dal granduca Cosimo I de’ Medici.

Brigata dei crusconi VS Accademia fiorentina

La “brigata dei crusconi” – così si fanno chiamare, ecco perché l’Accademia della Crusca si chiama così – è dedita alle cosiddette “cruscate” ovvero discorsi ironici, satirici, ironiche, senza però mai compromettere l’intenzione primaria del gruppo, prettamente letteraria ed esplicitata spesso in dispute di alto livello culturale.

Dal profano al sacro: la brigata si trasforma in Accademia

Sotto la fondamentale spinta del Salviati, a partire dal 1583 l’Accademia prende nuova forma, indirizzandosi allo scopo che i suoi membri si propongono: mostrare e conservare la bellezza del volgare fiorentino modellato sugli autori del Trecento. È allora che si abbandona l’impronta ludica e giocosa per sposare il ruolo normativo che da quel momento in poi conserverà fino a oggi.

La pala di "Grattugiato" uno degli Accademici della Crusca

La fondazione ufficiale: 25 marzo 1585

Ufficialmente l’Accademia nasce il 25 marzo 1585. Il simbolo scelto è quello del “frullone“, strumento utilizzato per separare la parte buona della farina dalla crusca. Ossia una metafora di ciò a cui aspira la nuova istituzione: distinguere la parte pura della lingua (la farina) da quella cattiva (la crusca). Ad accompagnare lo stemma, vi è anche il motto del Petrarca: “Il più bel fior ne coglie come insegna”.

Le tradizioni: dalle sedie alla Sala delle Pale

Le sedie accademiche da cerimonia sono 18 “gerle” realizzate con una sporta di pane rovesciata, con una pala come schienale.

L’esempio forse più noto legato alla simbologia della Crusca è infatti la Sala delle Pale, che ospita i 153 antichi stemmi (“pale”) personali dei membri dell’Accademia dal Cinquecento al Settecento.

Questa tradizione è viva tutt’oggi: anche gli accademici contemporanei hanno una propria pala conservata in una sala a parte. Ogni pala è composta dal nome accademico, da un’immagine e da un motto tratto da alcune tra le opere più significative della lettura italiana, con citazioni di Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso e Giovanni della Casa.

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Il "frullone" simbolo dell'Accademia della Crusca

Vocabolario degli Accademici della Crusca

La prima importante attività dell’Accademia della Crusca risale al 1590, con l’inizio della stesura del suo primo Vocabolario, prendendo spunto dai termini dei più grandi autori trecenteschi. Il Vocabolario degli Accademici della Crusca viene dato alle stampe nel 1612, a Venezia, suscitando curiosità ma anche feroci critiche in merito ai metodi adottati.

Successivamente il Vocabolario viene ampliato e ripubblicato diverse volte fino al 1923. Si tratta di una delle maggiori imprese lessicografiche europee, che, pur criticata per i limiti imposti alla lingua viva, si è rivelato nel tempo uno strumento fondamentale tanto per l’identificazione e la diffusione della lingua italiana, quanto per la realizzazione di lessici analoghi in altre lingue.

Dagli Anni ’50 al 1985 il Vocabolario ha esclusivamente una finalità di documentazione storica. Oggi viene realizzato dall’Opera del Vocabolario Italiano, Istituto del CNR affiancato all’Accademia.

La IV edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca del 1729

Cosa fa l’Accademia della Crusca?

Sin dalla sua costituzione l’Accademia della Crusca si è distinta per aver portato avanti l’obiettivo primario di “purezza” della lingua italiana originale, tanto che ha sempre accolto importanti studiosi italiani e stranieri appartenenti a diversi campi del sapere, quali, a esempio, Tassoni, Monti, Leopardi, Manzoni, Carducci, Galilei, Torricelli, Muratori, Botta, Capponi, Voltaire.

Oggi l’Accademia rappresenta il principale punto di riferimento, in Italia e nel mondo, per le ricerche sulla lingua italiana. Ha sede a Firenze, nella Villa medicea di Castello.

Le finalità dell’Accademia

1. Alimentare e sostenere l’attività scientifica e la formazione di nuovi ricercatori nella linguistica e filologia italiana.
2. Diffondere la storia della lingua italiana e la sua attuale evoluzione nella società e soprattutto nelle scuole.
3. Favorire il plurilinguismo del nostro continente grazie alle collaborazioni con le istituzioni simili presenti in altri Paesi e con le istituzioni politiche italiane e dell’Unione Europea.

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Villa Reale o Villa medicea di Castello a Firenze, è la sede dell'Accademia della Crusca

L’Accademia oggi

Tra il 2010 ed il 2011 il destino dell’Accademia della Crusca è stato messo seriamente in pericolo per l’ipotesi di chiusura imminente. La forte crisi che ha interessato l’intero Paese ha rischiato di porre termine a una delle più importanti istituzioni in Italia, e non solo, sul piano della ricerca scientifica.

Oggi, tuttavia, l’Accademia prosegue nella sua attività editoriale e permette al pubblico di accedere alla Biblioteca specialistica e al suo Archivio. Non mancano numerosi seminari, convegni e incontri sulla lingua italiana, ma si mantengono ben saldi anche i rapporti con istituzioni straniere simili, oltre che con il mondo della linguistica nell’UE.

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Si ringrazia l’Accademia della Crusca per le immagini Riproduzione Riservata ©Copyright TuscanyPeople

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