Come e quando è nata la tradizione dell’albero di Natale e la storia di come la Toscana sia una delle principali produttrici degli abeti preferiti da Santa Claus.

La vera storia degli alberi di Natale

Quando si avvicinano le festività natalizie anche a casa nostra scoppia l’antica e annosa diatriba: allestiamo un presepe oppure l’albero di Natale? In verità la questione è ormai diventata oziosa: tutte e due queste tradizioni si sono ben radicate nell’uso comune anche in Italia, e possono trovare spazio in casa senza generare alcun conflitto.

Per molto tempo però la Chiesa Cattolica ha respinto l’usanza di fare l’albero di Natale, ritenendola tipica dei Protestanti. Il presepe invece, la cui invenzione viene fatta storicamente risalire a San Francesco di Assisi, sembra legarsi più profondamente al credo cattolico. Ma è davvero così?

La Toscana è la principale produttrice di alberi di Natale. Come nasce la tradizione dell'albero di Natale e da dove provengono gli abeti

Alberi di Natale: come nasce la tradizione?

Andando a ripercorrere la storia degli alberi di Natale con i miei bambini curiosi, sono riuscita a scoprire che in verità esso nasce da credenze molto diffuse in epoca pagana, ma anche cristiana. L’albero è da sempre simbolo di vita: lo era per gli antichi celti, che veneravano come fossero divinità queste piante, ma lo divenne anche per coloro che professavano la loro fede nell’unico Dio.

L’albero del Paradiso Terrestre, quello da cui, secondo i racconti biblici, Eva spiccò la mela del peccato per porgerla ad Adamo, è quello che poi è diventata la Croce di Cristo. Lo stesso albero, un tempo simbolo di perdizione, poi si trasforma in possibilità di redenzione.

I primi alberi di Natale

Ecco allora che anche per la Chiesa Cattolica l’albero diventa simbolo del Cristo e si può dunque legare alla sua incarnazione sulla terra, quella che viene festeggiata il giorno di Natale, il 25 dicembre. La diffusione dell’usanza di mettere un albero addobbato in casa è molto recente, anche se i primi alberi di Natale risalgono al XV-XVI secolo. Sono diverse le città che rivendicano la paternità del primo albero di Natale mai allestito, e sono tutte del nord Europa.

La Toscana è la principale produttrice di alberi di Natale. Come nasce la tradizione dell'albero di Natale e da dove provengono gli abeti

Tale pratica si diffuse poi anche in Inghilterra, radicandovisi profondamente, e in Italia. Il primo albero di Natale in Italia fu voluto dalla Regina Margherita di Savoia che, nella seconda metà dell’Ottocento, ne volle uno in Campidoglio. Da quel momento in poi tutti gli italiani hanno dato sfogo alla loro creatività e a sfoggiare nelle case bellissimi alberi di Natale.

Gli addobbi

Un tempo gli addobbi dell’albero erano frutta secca, festoni, nastri colorati, candele; poi alcuni vetrai tedeschi cominciarono a realizzare delle sfere in vetro soffiato e nacquero le prime decorazioni ufficiali. Oggi noi non usiamo più le candele ma le luci elettriche (con buona pace dei Vigili del Fuoco!) e facciamo a gara a chi realizza l’albero più bello, più ricco, più luminoso, più colorato. Molti di noi optano per gli alberi sintetici, anziché acquistare un vero abete.

La Toscana è la principale produttrice di alberi di Natale. Come nasce la tradizione dell'albero di Natale e da dove provengono gli abeti

L’albero che da sempre è stato maggiormente utilizzato questo scopo è il peccio, o abete rosso, e c’è chi non rinuncerebbe mai ad avere in casa quel buon odore resinoso che solo un albero vero può diffondere. Ogni anno noi abbiamo l’abitudine di recarci in un luogo speciale ad acquistare il nostro albero che, finite le feste, rigorosamente piantiamo in terra. Ci rechiamo ad Arezzo che in Italia è il luogo per eccellenza dove vengono coltivati gli alberi di Natale.

Arezzo, la culla degli alberi di Natale

Qui sono tanti i vivaisti che hanno deciso di dedicarsi alla coltivazione di varie tipologie di abeti, i sempreverdi per eccellenza, dando alla montagna toscana un curioso aspetto “nordico”. Addentrarsi nelle loro piantagioni è un vero piacere, perché l’albero deve essere scelto di persona, annusato con il proprio naso, toccato con le proprie mani. C’è anche chi permette di riportare qui il proprio albero, al termine delle feste, per poi tornare a prenderlo l’anno successivo.

La Toscana è la principale produttrice di alberi di Natale. Come nasce la tradizione dell'albero di Natale e da dove provengono gli abeti

Come sottolinea Coldiretti, queste coltivazioni sono sostenibili al centro per cento, poiché non viene deforestato il bosco naturale ma gli abeti vengono coltivati appositamente per il commercio natalizio. Tantissime famiglie come noi hanno deciso di riconvertirsi all’albero naturale. Quelli di plastica inquinano, impiegano molti anni per degradarsi, creano solo altro inquinamento. Un albero vero acquistato nel territorio toscano serve a sostentare l’economia agricola della nostra bella Toscana.

Senza contare poi la bellezza degli alberi di Natale, piccoli e maneggevoli ma ricchi di aghi sui lunghi rami. In casa rendono l’atmosfera natalizia ancora più gioiosa: i miei bambini amano trascorrere ore ed ore ai piedi del nostro albero aspettando che arrivi il momento di scartare i tanti pacchetti incartati che da sempre noi raduniamo sotto l’albero, in vista del prossimo giorno di Natale.

La Toscana è la principale produttrice di alberi di Natale. Come nasce la tradizione dell'albero di Natale e da dove provengono gli abeti

Albero di Natale a Firenze

Ogni anno poi non manchiamo di andare a Firenze per il tradizionale rituale dell’accensione dell’albero: l’albero di Natale fiorentino, che ovviamente proviene dall’entroterra aretino, viene eretto in Piazza Duomo e le sue luminarie vengono accese il giorno dell’Immacolata Concezione, l’8 Dicembre. Spesso fa molto freddo, ma io e la mia famiglia non mancheremmo per nessun motivo al mondo: la folla che sempre interviene infatti riempie di calore e gioia il cuore.

Per me Natale è un vero miracolo che viene incarnato anche dagli alberi di Natale, che ci ricordano che la vita si rinnova sempre e che non bisogna mai perdere la speranza in un mondo e in un futuro migliori.

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