Cosa vedere a Sinalunga, bellissimo borgo toscano tipicamente medievale, ubicato sulla collina che separa la Valle dell’Ombrone dalla Valdichiana senese.

Sinalunga, imperdibile borgo medievale toscano

Il borgo di Sinalunga sorge sulle colline che separano la Val di Chiana senese dalla Valle dell’Ombrone, al confine con le province di Arezzo e Perugia, non troppo distante da Siena. Il paese è diviso in 2 parti: Sinalunga Paese, in alto, e Pieve di Sinalunga, in basso.

Siamo nella terra delle Crete, delle terme, degli Etruschi, siamo in un paradiso di benessere e ospitalità. Siamo in territorio che affonda le radici nell’enogastronomia, su cui dominano incontrastati la tagliata di Chianina – leggendario bovino bianco pronipote del bue apis sacro agli etruschi – e il vino Nobile di Montepulciano, che Francesco Redi, nel suo seicentesco “Bacco in Toscana”, celebra come il re di tutti i nostri vini.

Ora non è più così, ma questo nettare, derivato da un’antica selezione clonale del Sangiovese, il Prugnolo gentile, rende quest’area vitivinicola una delle più importanti della regione.

Veduta del borgo di Sinalunga al tramonto da una tipica stradina toscana di campagna

Da dove proviene il nome del borgo?

Nel 1864 un Regio Decreto modificò il precedente nome di Asinalonga in Sinalunga. Il Repetti, nel suo Dizionario Geografico Fisico e Storico della Toscana, ci dice che il toponimo Asinalonga derivava dalle caratteristiche morfologiche del luogo. Sul bordo occidentale della Valdichiana infatti, si può infatti notare una lunga insenatura (Sinus Longus) formata dal Torrente Foenna.

L’ambiente in passato era palustre, finché nel Medioevo la Repubblica di Siena non costruì degli argini per far defluire le acque verso la Valdichiana centrale. La zona allagata si ridusse molto, dividendosi però in tre piccole aree ancora umide che fecero mutare il toponimo dal singolare Sinus Longus al plurale Sina Longa. Per i viandanti quindi divenne “Ad Sina Longa”, verso Sina Longa o, più semplicemente, “Asinalonga”.

Veduta del borgo di Sinalunga nella Valdichiana senese

Qualche pillola sulla storia d Sinalunga

All’inizio del Medioevo, sulla collina sopra la vecchia mansio romana di Ad Mensulas, si ergeva il castello delle Ripe. Intorno a questo iniziarono a insediarsi i sinalunghesi spinti in alto dal progressivo impaludamento della pianura sottostante. Purtroppo le canalizzazioni etrusche, funzionanti perfettamente per tutta l’epoca romana, in seguito alla fine dell’Impero Romano d’Occidente vennero abbandonate all’incuria.

Era il 782 d.C., e Asinalonga iniziava ad acquistare una sua identità. Infeudata all’influente famiglia dei Cacciaconti, nel 1303 divenne libero comune. Eletta dalla Repubblica di Siena sede di vicariato, la località nel XVI secolo fu poi occupata, insieme ad altre limitrofe, dalle milizie di Carlo V di Spagna, che pose fine alla Repubblica Senese, orientando Sinalunga verso la protezione del Granducato di Toscana.

L’Unità d’Italia

Altra data importante fu il 1814, anno in cui il comune trovò una sua completa autonomia poi legittimata dall’Unità d’Italia.

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Il Palazzo Pretorio, la Cattedrale e la torre campanaria del borgo toscano di Sinalunga

Cosa vedere a Sinalunga

Il tesoro di Sinalunga è rappresentato dai palazzi e dalle belle chiese, ricche di opere d’arte, che testimoniano il suo lungo passato.

La Collegiata di San Biagio

Notevole è la Collegiata di San Biagio, a Scrofiano, una frazione del borgo. Fu edificata nel XIII secolo, ma ha subìto vari interventi nel Cinquecento e nel Seicento. Una raccolta d’arte sacra, allestita nei locali adiacenti alla chiesa duecentesca, ospita pregevoli dipinti di artisti toscani, soprattutto di fine Cinquecento, ma anche arredi sacri e stoffe preziose, nonché un archivio di libri liturgici e storici.

Le pale più interessanti sono collocate negli altari monumentali: due appartengono al fiorentino Domenico Cresti, detto il Passignano, un’Immacolata Concezione e una Sacra Conversazione. Si fanno poi notare un dipinto di Madonna col Bambino coi santi Lorenzo, Antonio abate, Orsola e un apostolo, di un anonimo artista del Seicento toscano, una pala di Santi di Tito e una tela ottocentesca di Nicola Monti.

Altri oggetti particolari di questa collezione sono il Breviarium Romanum, stampato alla metà del Cinquecento dal leggendario Paolo Manuzio, oltre a un reliquiario in argento realizzato da un artista senese settecentesco e contenente il dito di San Biagio.

La Collegiata di San Martino

Nella Collegiata di San Martino, principale luogo di culto del paese, nel 1595 venne officiata la prima messa. Sulla stessa Piazza Garibaldi si affaccia la Chiesa della Madonna delle Nevi, del Seicento, il cui interno è abbellito da una coppia d’opere interessanti: la Madonna col Bambino, dipinto su tavola di Benvenuto di Giovanni, sovrastante l’altare maggiore, e la Madonna col Bambino e angeli, bassorilievo di bottega senese.
Da non perdere nemmeno una visita alla Chiesa di Santa Croce, che contiene lo Sposalizio della Vergine, attribuito a Luca Signorelli.

Cosa visitare a Sinalunga nel centro storico

Sempre nel centro storico svetta la torre campanaria del medievale Palazzo Pretorio. Eretto tra il 1337 e il 1346, e restaurato sia nel XV che nel XVII secolo, era la sede dell’autorità civile. Sulla facciata principale e sul lato orientale del palazzo si notano vari stemmi dei Podestà dell’epoca della Repubblica di Siena, oltre a quelli dell’epoca medicea. In particolare, nella parte destra del portale principale, ecco una gogna in cui i condannati venivano esposti al pubblico ludibrio.

La gogna – strumento di tortura e punizione per criminali di scarsa importanza, consistente in tavole di legno forate in cui venivano bloccate la testa e le mani del prigioniero – era in genere allestita nelle piazze dei mercati, o agli incroci di strade. Un cartello era di solito appeso al collo del malfattore con l’iscrizione del delitto e della pena. La vittima veniva esposta alla folla che la scherniva e la umiliava. Era normale che fosse bersaglio di sterco, sassi o verdure marce. Il condannato poteva inoltre anche essere ustionato o lacerato, e le sue ferite ricoperte di sale. Tutto questo poteva durare da poche ore a qualche giorno, a seconda di quanto disponeva la sentenza.

Il Palazzo Pretorio di Sinalunga, borgo toscano nella Valdichiana senese

Cosa vedere nei dintorni del borgo senese

A poca distanza da Sinalunga si erge il piccolo borgo medievale di Castelmuzio, col suo castello fortificato e una piccola torre da cui lo sguardo abbraccia tutto il centro storico.

Da visitare: il Convento Francescano di Poggio Baldino, che conserva l’immagine della Madonna del Rifugio; nella piccola frazione di Guazzino, la settecentesca Pieve di Santa Maria delle Grazie, col bell’affresco della Madonna delle Grazie.

Da scoprire: la Chiesa di San Giovanni Battista e il Castello di Farnetella, nell’omonima località.

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Castelmuzio è un affascinante borgo medievale vicino a Sinalunga

I principali eventi durante l’anno

Il borgo di Sinalunga è molto vivo durante l’intero arco dell’anno. A giugno si celebra la festa di Biancalana che propone tanti diversi appuntamenti enogastronomici e d’intrattenimento, tutte ottime occasioni per familiarizzare con le tradizioni locali.

Ogni settembre, inoltre, per le vie del centro storico si svolge la Festa dell’Uva e del Vino, in cui è possibile osservare la tradizionale pigiatura dell’uva, e quindi degustare la varietà dei vini tipici della zona.

Dove mangiare: Forcillo Ristorante Locanda & Camere; Trattoria del Forno “da Italo e Alessandra”
Dove dormire: Abbadia Sicille; Fonte del Castagno

Torchio a vite di legno con mosto di vino

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