Una selezione delle migliori cantine che producono vino biodinamico in Toscana, una guida completa pensata per gli amanti di viticultura, enologia e degustazioni sulle dolci colline toscane

Vino biodinamico in Toscana: breve guida al “chi, dove e come”

Di cosa parliamo in questo articolo:

  • Che cos’è la viticoltura biodinamica
  • La produzione di vino biodinamico in Toscana
  • Le Macchiole a Bolgheri
  • Podere Fornace alle porte di Firenze
  • Ampeleia in Maremma
  • Avignonesi a Montepulciano
  • Pian dell’Orino a Montalcino

Sempre più spesso anche in Toscana capita di trovarsi davanti a etichette di vino biodinamico. Di cosa si tratta esattamente? Quante sono le aziende certificate? Quali quelle da cui partire per assaggi più green? Scopriamolo insieme.

Coccinella posata su grappolo d'uva appena colto in Toscana

Che cos’è la viticoltura biodinamica

Oggi torniamo a parlare di viticoltura biodinamica. Nei nostri articoli abbiamo spesso parlato di agricoltura convenzionale, biologica, biodinamica e naturale, applicate anche e non solo alla viticoltura. Non è certo questa la sede per ricordare quali sono le differenze, spesso molto tecniche, ma vale la pena rinfrescarci la memoria. L’agricoltura biodinamica è un insieme di pratiche basate su una visione del mondo spirituale e antroposofica elaborata dal teosofo ed esoterista Rudolf Steiner.

Bandita dal regime nazista, è tornata in auge con la fine della guerra, anche se in Italia l’agricoltura biodinamica si è fatta conoscere ben dopo l’arrivo di quella biologica. Il fondamento sul quale si basa quella che è più una filosofia che una scienza è che tutti gli elementi di un sistema agrario, che sia esso una fattoria oppure una vigna, sono strettamente interconnessi.

Si tratta di una una visione olistica, filosofica, dove il concetto cardine è che solo garantendo reciproco equilibrio e salute, l’ecosistema in tutte le sue parti può conservarsi sano e prospero. Come raggiungere questo obbiettivo? Mantenendo la terra fertile e le piante in buona salute utilizzando solo concimi autoprodotti, di origine animale e vegetale, rotando le colture, incrementando la biodiversità. Parte dei dettami dell’agricoltura biodinamica si rifanno all’omeopatia, altri all’esoterismo: alcune decisioni agronomiche vengono prese in base alle fasi lunari e planetarie ritenendole influenti su tutta una serie di aspetti riguardanti il risultato finale.

Riempimento di corna di mucca con letame per fare letame di corno biodinamico 500 da usare sui vigneti

La produzione di vino biodinamico in Toscana

Secondo i dati forniti dalla Demeter – l’unica azienda a oggi che garantisce la certificazione – sono soltanto 21 le cantine che producono vino biodinamico in Toscana. Esiste però tutta una serie di aziende che mettono in atto pratiche di agricoltura biodinamica pur non avendone certificazione.

Un panorama frastagliato non necessariamente immediato da codificare. Noi di TP abbiamo individuato 5 cantine che ci piacciono, non necessariamente più delle altre, ma che ci hanno colpito più delle altre. A volte molto piccole, oppure a conduzione familiare, situate in zone blasonate, dove costituiscono un interessante punto di rottura con la viticoltura tradizionale: un punto d’inizio per nuove degustazioni che profumano di futuro, dinamicità, sperimentazione.

Vigne biodinamiche in Toscana

Le Macchiole: eccellente cantina a Bolgheri

Cantina storica nata negli anni ’80 che da sempre interpreta al meglio Bolgheri e il suo terroir, Le Macchiole è un’azienda a conduzione familiare. Oggi è Cinzia a capo dell’azienda, con il decisivo fondamentale apporto dei figli Elia e Mattia. In continua evoluzione grazie a una lettura contemporanea del vino e del suo contesto, inizia la sua avventura nell’83, quindi partono le pratiche di agricoltura biologica nel 2002, per poi passare al biodinamico.

È il 2010 l’anno della svolta aziendale in cui s’inizia con questa pratica dedicando alcuni settori alla specifica sperimentazione. I vini biodinamici de Le Macchiole – a base merlot, syrah, cabernet franc, chardonnay e sauvignon Blanc – si trovano piuttosto facilmente nelle enoteche più fornite, quindi non avrete problemi a procurarveli qualora siate curiosi di assaggiarli. È però indubbio che una visita in cantina sia il modo migliore per immergersi in quello che è un luogo di rara bellezza.

Bottiglia di Bolgheri Rosso della cantina Le Macchiole

Podere Fornace: vino biodinamico alle porte di Firenze

Da oltre mezzo secolo l’Azienda Podere Fornace coltiva e produce in modo sano e naturale seguendo i principi legati alla tradizione contadina, e questo sia nel vigneto che in cantina. A partire dal 2010, proseguendo sulla strada della genuinità, la coltivazione dei vigneti viene eseguita secondo il metodo della biodinamica moderna, mentre in cantina all’uva viene lasciato il compito di trasformarsi in vino biodinamico toscano, senza interferenze.

Il passaggio a questo tipo di gestione è avvenuto in assenza di traumi, raccontano i gestori, come integrazione naturale e perfezionamento delle attività già sussistenti. Con una superficie di 5 ettari di vigneti che hanno un’età che va da 5 a 60 anni, si coltivano Sangiovese, Canaiolo, Trebbiano e Malvasia. Il Podere Fornace offre vini di alta qualità, sani e naturali, la cui produzione è anche frutto della simbiosi perfetta e del rispetto tra uomo e territorio.

Bottigle di vino biodinamico toscano del Podere Fornace

Ampeleia in Maremma: imperdibile esperienza vitivinicola

Ampeleia, a Rocca Tederigi – Grosseto – più che un percorso esclusivamente lavorativo è un percorso di vita. Nata dal sogno spensierato di 3 amici, partita con soli 6 ettari puramente sperimentali e un appena laureatosi viticoltore piacevolmente incosciente, Marco Tatit, oggi l’Azienda conta 26 ettari di vigne.

La loro radice è ilcabernet franc, vitigno che meglio esprime l’identità del territorio. Ma i vini di Ampeleia sono anche a base alicante nero, carignano, sangiovese, alicante bouschet, mourvèdre e merlot. Tanti vitigni internazionali in un terroir che sa esaltarli in tutte le loro sfumature. Sono 9 i vini biodinamici che possono essere degustati e in questo caso davvero vi consigliamo di recarvi ad Ampeleia di persona. Se volete vivere un’esperienza fuori dal mondo questo è il posto giusto: boschi, mucche, vigneti e panorami mozzafiato sul Giglio, l’Elba e la Corsica.

Bottiglia di Kepos, vino biodinamico toscano della cantina Ampeleia

Avignonesi a Montepulciano: la più grande cantina rigenerativa d’Italia

L’offerta vitivinicola della cantina Avignonesi è molto vasta: spazia dai bianchi, ai rosati, ai rossi della tradizione come il Nobile e il Rosso di Montepulciano, arrivando fino ad un Occhio di Pernice e della Grappa. Tenuta enorme – si contano oltre 100 ettari di vigneti – è gestita da Virginie Saverys che si ritrova per una serie di casi fortuiti a capo dell’Azienda senza management e senza sapere nulla di viticoltura.

Decide di rimediare, si reca a Bordeaux e, da già ben convinta del biologico, qui scopre il vino biodinamico. In oltre 10 anni di interventi e sforzi i terreni sono stati sanificati e oggi pullulano di vita. Le piante rinvigorite hanno rafforzato il loro sistema di autodifesa, gli animali hanno trovato un santuario che li ospita e la vita nei campi è tornata con un vigore forse ancora maggiore, come se volesse vendicarsi. Oggi, Avignonesi è la più grande cantina rigenerativa in Italia: fate in modo di capitarci, ne vale davvero la pena.

Vista aerea della Tenuta Avignonesi, azienda biodinamica in Toscana

Pian dell’Orino a Montalcino: il gusto unico di un territorio

Pian dell’Orino si trova a Montalcino, e si sviluppa su 11 ettari e mezzo di terreno, di cui 5,8 a vigneto e 1,5 di uliveta. E poi tanti boschi e bellissimi giardini a perdita d’occhio. L’unico vitigno coltivato in Azienda è il Sangiovese, con 22 diversi cloni. A seconda dell’annata, vengono imbottigliati da 2 a 5 vini, per un totale di circa 17.000 bottiglie: 2 Brunello, 2 Rosso di Montalcino e 1 IGT.

Il rispetto dell’unicità del territorio è la condizione di partenza qui a Pian dell’Orino, valore indispensabile che si ritrova poi nei loro vini biodinamici toscani. Il modo migliore per il raggiungimento di quest’obiettivo è praticare un’agricoltura non solo che non alteri, ma anzi che protegga le correlazioni e gli equilibri dell’habitat, favorendo la maggior armonia possibile tra vigneto e clima, terra e uomo. Qui più che altrove l’uva raccolta è espressione autentica e irripetibile di un’annata, di un luogo e delle azioni di chi quell’uva la coltiva, raccoglie, vinifica, imbottiglia.

Vigneto sperimentale dell'azienda vitivinicola biodinamica Pian dell'Orino a Montalcino

Siamo giunti alla fine di questa breve incursione nel mondo del vino biodinamico in Toscana, vi abbiamo incuriositi/e? Augurandoci di proporre sempre spunti per degustazioni non banali, vi invitiamo a condividere le vostre avventure enologiche su Instagram e Facebook. E nel frattempo, come sempre, salute!

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Informazioni sull'autore

Martina Tanganelli
Wine blogger and Ambassador of Tuscany
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