Porto Santo Stefano, nella provincia di Grosseto, è il capoluogo del comune sparso di Monte Argentario. Situato sulla sua costa nord-occidentale del Promontorio, insieme a Porto Ercole ne costituisce uno dei due maggiori centri abitati.

Porto Santo Stefano, bellissimo borgo all’Argentario

Rinomatissima località turistica, di grande tradizione marinaresca, Porto Santo Stefano è un attivo centro commerciale, peschereccio e balneare che si affaccia su una baia dominata dalla Fortezza Spagnola.

Bello, clima mite, aria balsamica, pace, tranquillità, riposo assoluto fanno dell’Argentario il più ricercato luogo di soggiorno e di villeggiatura per un turismo di classe”, scriveva Guelfo Civinini in “Trattoria di paese” (Premio Viareggio 1937).

Porto Santo Stefano, borgo toscano dell'Argentario

La fondazione di Porto Santo Stefano

La straordinaria bellezza dei luoghi, con le punte protese sul mare che racchiudono cale ventilate, incantevoli, hanno favorito fin dall’antichità romana insediamenti di ville di grande magnificenza, come la “Domiziana” di S. Liberata, ampia come un intero paese.

Dopo la caduta dell’Impero romano

Con la caduta dell’Impero romano, sulla zona calò il silenzio, anche se l’importante golfo costituiva per le navi un punto di rifugio sicuro in caso di tempesta e una tappa notturna per la navigazione a vista.

Dal 312 d.C., con le disposizioni di Costantino, e nell’805, con la “discussa” bolla leonina-carolingia, il luogo fu assegnato ad alcuni ordini monacali, ultimo dei quali, l’Abbazia delle Tre Fontane di Roma. Va da sé che il sito, già “Portus Traianus”, doveva mutare il nome da laico a religioso: e così ecco nascere Porto Santo Stefano.

Banchina di Porto Santo Stefano, borgo toscano dell'Argentario

La storia del borgo

Dal punta di vista amministrativo il borgo fu “infeudato” alle famiglie Aldobrandeschi, quindi Orsini, infine conquistato con la forza dal libero Comune di Siena. In quest’ultimo periodo, fior di architetti e viaggiatori segnalarono la zona come “perfettissima” per far sorgere una città ideale, ma Siena non ne volle sapere.

Lo Stato dei Presidi di Spagna

Solo con la costituzione dello Stato dei Presidi di Spagna, nel 1559, nei primi anni del ‘600 l’allora Governatore Egidio Nuñes Orejon fece costruire un giardino, un bel palazzo, una piccola chiesa, un’osteria e la fortezza.
Attorno a questi edifici si muoveva un piccolo contingente addetto ai lavori, al servizio militare, oltre a pescatori meridionali che giungevano per la stagione di pesca.

Prima del Congresso di Vienna

Dopo la Spagna, Porto Santo Stefano conobbe la dominazione austriaca, napoletana e, nei primi dell’800, della Francia napoleonica, per poi essere assegnato dal Congresso di Vienna al Granducato lorenese di Toscana.

Il Granducato di Toscana dei Lorena

A Leopoldo II, detto Canapone, estimatore dell’Argentario, si deve, nel 1842, l’erezione della diga di Orbetello, la posa in opera della darsena, e soprattutto l’autonomia comunale, con capoluogo Porto Santo Stefano.

Garibaldi e il Regno d’Italia

Nel 1860 il borgo dell’Argentario entra fu parte del nascente Regno d’Italia, mentre dal mare Garibaldi faceva rifornimento d’acqua e carbone durante la spedizione dei Mille.

La Seconda Guerra Mondiale

Nel 1943-44 Porto Santo Stefano divenne Paese martire a seguito dei pesanti bombardamenti alleati che distrussero addirittura il 96% del centro abitato. Ma il paese seppe risorgere dalle proprie ceneri per inserirsi, nei primi anni ’60, con iniziative all’avanguardia, nel circuito turistico internazionale.

La Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano, borgo toscano dell'Argentario

Cosa vedere a Porto Santo Stefano

Oggi, arrivando in macchina, già dalla discesa che conduce in paese si può ammirare il bel panorama di Porto Santo Stefano. La prima cosa che si incontra è il cantiere navale, dove i maestri d’ascia rimettono a nuovo autentici gioielli del mare. Costeggiando il mare a piedi si attraversa tutto il porto del Valle, con gli imbarchi per le isole del Giglio e di Giannutri, le imbarcazioni da diporto e la flotta dei pescherecci. Per chi arriva nel pomeriggio è anche possibile assistere allo sbarco del pesce fresco.

Il Lungomare dei Navigatori

Terminato il porto, inizia lo splendido Lungomare dei Navigatori, disegnato dal designer Giorgetto Giugiaro, che conduce verso il porticciolo della Pilarella. Tuttavia, prima di proseguire, è possibile attraversare la strada e visitare l’Acquario che riproduce l’ambiente marino tipico del mediterraneo.

A questo punto si riprende il Lungomare dove le numerosissime panchine rivolte verso l’acqua permettono di fare una pausa e godersi lo spettacolo del golfo dell’Argentario che “guarda” verso Talamone.

Il porticciolo del borgo

Alla fine del Lungomare, si arriva in piazza dei Rioni, affacciata sul porticciolo, il vero e proprio “salotto” di Porto Santo Stefano. D’obbligo una sosta nei numerosi bar e ristorantini con terrazza sul mare, in qualsiasi ora del giorno. Dalla colazione all’aperitivo al dopo cena, l’atmosfera rilassante di questo luogo regala allegria e piacevolezza a piene mani.

Lungomare di Porto Santo Stefano, borgo toscano dell'Argentario

La Fortezza Spagnola, sede del Museo Navale dell’Argentario

Risalendo poi attraverso i suggestivi vicoli e le scalinate del centro storico, si può raggiungere la Fortezza Spagnola: costruita nei primi decenni del XVII secolo, e recentemente restaurata, è un bell’esempio di architettura militare spagnola. Formata da due livelli, poggia su un basamento quadrato di 35 x 35 metri, l’ingresso si trova sul lato a monte ed è costituito da una breve e stretta rampa di scale terminanti con quello che era un ponte levatoio.

L’interno della Fortezza di Porto Santo Stefano

Superato il portone d’ingresso, ecco il cortile con al centro l’apertura di una cisterna, e sui lati i sei locali della guarnigione. Proseguendo, si accede alla terrazza. In posizione dominante sul porto, vi si conservano tutt’oggi i cerchi in pietra che permettevano la rotazione degli affusti dei cannoni ottocenteschi. Per mezzo di due rampe laterali si sale poi al piano superiore dove c’è un’altra terrazza con quattro feritoie per i cannoni che puntavano verso il mare: il panorama che vi si può ammirare è davvero di straordinaria bellezza. Sul lato opposto del forte, verso il monte, ci sono due camminamenti sovrapposti con piccole feritoie per la piccola artiglieria.

L’edificio ospita anche le mostre permanenti dei “Maestri d’Ascia” e “Memorie Sommerse” che esibiscono reperti archeologici recuperati nelle acque dell’arcipelago toscano.

La Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano, sede del Museo della Navigazione

Dove mangiare a Porto Santo Stefano?

Ci sono talmente tanti locali e ristoranti che è anche difficile dare un consiglio – da “Il Moletto” a “La Bussola”a “La Locandina” a “Lo Sconciglio” – probabilmente la cosa migliore da fare è passeggiare sul lungomare: poi si viene colti dall’imbarazzo della scelta.

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