L’Eremo di Montesiepi (detto anche Rotonda di Montesiepi) e l’Abbazia di San Galgano sono tra i complessi architettonici più suggestivi che si possono ammirare in Toscana. Tra le loro mura albergano antiche leggende, soprattutto legate alla spada nella roccia, che proprio qui ha la sua sede.

Sulle Colline Metallifere: San Galgano, Montesiepi e l’antica spada nella roccia

Questa volta non vi racconterò una mia escursione o un mio viaggio, ma ho pensato di parlarvi di un luogo che ho da sempre considerato magico, l’ho scoperto da bambina e forse proprio per questo mi è rimasto nel cuore. I miei genitori sono nati sulle Colline Metallifere, quindi fin da piccola ho frequentato queste zone, rimanendone subito affascinata. Inoltre le storie e le leggende che si sentono raccontare dagli abitanti di questi paesi sono veramente tante e la mia fantasia, ogni volta che le ascoltavo, correva verso immagini e favole fantastiche, che puntualmente creavo.Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.

Tutto questo territorio parla della mia famiglia e chi non c’è più riposa nel piccolo cimitero vicino all’Abbazia. Seguitemi dunque! Vi farò conoscere questa bella parte della nostra Toscana.

Chiusdino

Tra le Colline Metallifere, la Montagnola Senese e la Val di Farma si trova il territorio di Chiusdino (27 chilometri a sud-ovest di Siena), caratterizzato da paesaggi ricchi di vegetazione e corsi d’acqua. Chiusdino è  un tipico borgo toscano costruito su un rilievo delle Colline Metallifere ed ancora oggi  conserva intatto gran parte del suo tessuto urbano medievale. Nonostante nei dintorni ci siano tracce degli antichi insediamenti etruschi (la Necropoli di Papena), il suo nome indica un’origine longobarda: le prime notizie infatti risalgono al VII ed al VIII secolo d.C..Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.

Il nucleo originario di Chiusdino è ben visibile sulla sommità del colle, ovvero il rione del Portino, una zona stretta intorno al cassero e al torrione. A partire dal XII secolo, intorno a questo primo nucleo urbano venne costruito un piccolo borgo ed una nuova chiesa, la Pieve di San Martino. All’epoca su Chiusdino esercitavano la loro signoria feudale i Vescovi di Volterra, col titolo di Conti. Il loro dominio fu presto contestato dai vicini Conti della Gherardesca di Frosini e soprattutto dalla Repubblica di Siena. La contesa si concluse coll’annessione del paese da parte di Siena nel 1215.

A partire da quest’epoca, il paese ebbe un grande sviluppo grazie anche alla costruzione dell’Abbazia di San Galgano, terminata dai cistercensi nel 1288. Durante il XIV secolo Chiusdino raggiunse le dimensioni comprese nell’attuale centro storico. Dell’epoca rimangono le mura castellane e la Porta che dava la via di accesso alla strada verso Siena.

La Propositura di San Michele

La Propositura di San Michele Arcangelo è la chiesa parrocchiale di Chiusdino. Purtroppo il restauro eseguito nel  1964, utilizzando anche materiali impropri,  trasformò moltissimo la struttura originaria. Il successivo restauro generale coordinato dall’Arch. Antonio Cappelli (2001-2003) ha restituito alla chiesa il suo equilibrio. All’interno sono conservate due belle tele di ambiente senese tra XVI e XVII secolo: San Galgano in preghiera e la Madonna del Rosario di Alessandro Casolani.

Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.Foto: © archeologiamedievale.unisi.it

L’oggetto liturgico più rilevante è il reliquiario che contiene la testa di San  Galgano, il cavaliere-eremita nato a Chiusdino intorno al 1148 e morto sul colle di Montesiepi, che aveva scelto quale suo romitorio, nel 1181. Il reliquiario fu restituito a Chiusdino nel 1977 dopo essere stato a lungo nel Museo dell’Opera del Duomo a Siena. Tra i racconti più suggestivi che ho ascoltato è proprio la storia di San Galgano, le cui tracce si possono trovare proprio in questi luoghi: Ma chi era questo cavaliere?

San Galgano e la spada nella roccia

Proprio perché certe storie mi hanno sempre colpito e affascinato voglio ora ricordarvi la storia di questo santo, San Galgano. Il suo vero nome era in realtà  Galgano Guidotti, nato nel 1148 a Chiusdino da una famiglia di piccola nobiltà locale, e morto il 3 dicembre 1181. Visse la sua adolescenza da cavaliere libero e incline ai divertimenti più sfrenati, finchè la sua vita cambiò radicalmente, diventando un vero Santo Cavaliere di Dio.Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.

Un giorno, mentre viaggiava, ebbe improvvisamente due visioni dell’Arcangelo Michele. Nella prima l’Arcangelo gli si manifestò innanzi, nella seconda lo invitò a seguirlo. Galgano, accettato l’invito e attraversati un ponte e un prato fiorito, raggiunse Montesiepi, dove vide un edificio rotondo e i dodici apostoli. Fu da loro accolto e, aprendo un libro sacro, gli apparve il Creatore che lo convertì definitivamente. Riprese poi la sua normale vita, finchè si verificò un altro importante episodio, un secondo episodio, definitivo per il suo destino.

Durante una passeggiata, il suo cavallo si rifiutò di continuare il cammino e di sua iniziativa lo ricondusse di nuovo a Montesiepi, esattamente nello stesso luogo dove precedentemente aveva incontrato i dodici apostoli. Galgano non ebbe più dubbi, quello era un luogo sacro e meritava un’identità, una croce. Provò a cercare del legno per costruirla ma non lo trovò, allora decise di prendere la propria spada e conficcarla nella roccia. In questo modo appariva una croce praticamente perfetta a tutti coloro che l’avessero guardata.

Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.Foto: © leggendemetropolitane.net

Prese poi il suo mantello e lo indossò come saio. Sentì anche una voce santa che lo invitò a fermarsi per tutta la vita in quel luogo; Galgano così fece e diede inizio alla sua autentica vita da eremita, vivendo da quel giorno nei boschi e nutrendosi solo di erbe selvatiche. Durante una sua assenza, per un pellegrinaggio a Roma, la spada nella roccia subì un tentativo di furto e venne forzata da tre ladri che, non riuscendo nell’intento di sfilarla, la ruppero e l’abbandonarono (la spada nella roccia è infatti realmente spezzata).

Il castigo divino non perdonò l’atroce misfatto e raggiungendoli, uno venne fulminato all’istante, un altro annegato, mentre il terzo venne aggredito da un lupo che gli tranciò entrambe le mani (nell’eremo, in una bacheca è possibile vedere le ossa delle mani del ladro), ma venne risparmiato all’ultimo momento, perché, pentito, invocò il perdono di Galgano. Al ritorno il santo trovò la spada spezzata. Ne fu molto dispiaciuto e si ritenne responsabile dell’accaduto per essersi allontanato. Intervenne la voce divina che gli disse di unire i pezzi e così facendo la spada si ricompose miracolosamente.Viaggio tra le principali abbazie della Toscana, luoghi ricchi di fascino, immersi in mistiche atmosfere di ultraterrena bellezza

Da quel momento Galgano restò in quel luogo fino alla fine dei suoi giorni, morendo in preghiera sulla spada nella roccia. Quattro anni dopo la sua morte venne santificato da papa Lucio III e il culto di San Galgano si  diffuse ovunque  tra i cavalieri e San Michele Arcangelo, diventò il protettore della cavalleria. La leggenda rende questi luoghi veramente magici, colmi di energia e certe similitudini si possono trovare in altre storie come quella di San Francesco. Impossibile una volta conosciuti non avere il desiderio di tornarci, per respirare questa incredibile aria di mistero di pace e di leggende.

L’Eremo di Monte Siepi

Per vedere la spada nella roccia di San Galgano si deve entrare nell’Eremo di Montesiepi, situato su una piccola collina. La Rotonda di Montesiepi è una chiesa dalla pianta circolare che riveste e custodisce appunto la famosa spada nella roccia. Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.

Fu costruita dopo la morte di San Galgano, laddove egli aveva vissuto per tanti anni in preghiera. La cupola è costituita da cerchi concentrici e riporta ad un simbolismo pagano, essendo a pianta circolare come gli antichi templi. La struttura riconduce anche ai templari ed è per questo che ancora oggi si pensa che sia uno degli ipotetici nascondigli del Santo Graal. A seguito di accurate indagini è stato scoperto che al di sotto del pavimento, c’è una camera vuota, mai visitata a causa della mancanza delle autorizzazioni per gli scavi. La spada nella roccia che tutti entrando possono ammirare, è stata sottoposta ad esami metallografici che ne hanno confermato l’autenticità quale arma antecedente al XII secolo. Ogni anno inoltre accade un evento molto particolare e suggestivo.

Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.

Infatti ogni 21 giugno per il solstizio d’estate, quando sorge il sole, un raggio di luce penetra nell’Eremo di Montesiepi dalla monofora posta dietro all’altare, formando un cerchio luminoso sulla parete che pian piano si sposta fino a toccare la spada e il sepolcro di San Galgano. Entrare in questo luogo toglie letteralmente il fiato ed è inevitabile pensare come poteva essere la vita di Galgano e della gente di quel periodo, sembra ancora sia vicino a noi, l’emozione è veramente forte!

L’Abbazia di San Galgano

Scendendo dalla collina si può raggiungere l‘Abbazia di San Galgano, incontrata sulla strada di arrivo. L’Abbazia di San Galgano risale al 1218 è una struttura imponente in stile gotico ed è davvero impressionante per chi la vede per la prima volta, sia per l’isolamento in cui si trova, sia per l’assenza del tetto. Trovarsi infatti all’interno di una chiesa e avere come copertura il cielo non è cosa comune e quando arriva la sera le stelle offrono uno spettacolo meraviglioso.

Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.

L’Abbazia ebbe fino al XIV secolo, anche grazie al sostegno economico di Federico II, una notevole ricchezza, tanto  da essere contesa tra il Papato e la Repubblica di Siena. Purtroppo dopo tanto splendore giunse una grande decadenza, che la adibì addirittura a magazzino di materiali edili, vendendo addirittura il tetto di piombo per farne munizioni e trasformandola in ciò che vediamo oggi. Molti studi sono stati effettuati sulla sua geometria sacra, confrontata non solo all’Abbazia di Chartres, ma anche alle antiche strutture egizie. Pare che l’architetto abbia realizzato l’edificio seguendo il rapporto dell’ottava musicale detta Scala Diatonica naturale applicata all’architettura geometrica della chiesa.

Palazzetto

Continuando la strada a ritroso ritroviamo questa piccola frazione di Chiusdino, Palazzetto. Questo minuscolo paesino è formato da poche case dalla struttura tipicamente toscana e poderi dove ancora oggi si coltiva e si allevano animali. Qui è nata la mia mamma e i miei parenti hanno ancora una loro abitazione. Questo mi ha permesso di passare molti giorni d’estate in questi luoghi dove da piccola potevo giocare libera e senza pericoli assieme a mia cugina e a tutti i bambini del paese.

Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.

Oggi gli abitanti rimasti sono veramente pochi, gli anziani ormai non ci sono più mentre i giovani prima sono andati a studiare nella vicina Siena, poi ognuno ha scelto altri luoghi per vivere. Ogni volta che ci torno riaffiorano in me meravigliosi ricordi di gite nei boschi e giochi inventati, dove ci si divertiva con le meraviglie della natura, gli alberi, i ruscelli, gli animali incontrati per caso. Fortunatamente la tecnologia di oggi era lontana e per chiamarci bastava un urlo o un fischio e nessun cellulare era a nostra disposizione, rimpiango veramente quei periodi.

Dove mangiare a Palazzetto

Per un buon pranzo proprio nel paese c’è un ristorante dove ancora andiamo quando ci ritroviamo con tutti i parenti, magari per festeggiare anche avvenimenti importanti. Si chiama proprio “Albergo Ristorante Il Palazzetto“, la gestione è familiare (conosco i proprietari e da piccola giocavo con la figlia….) e si possono assaggiare tutti i tipici piatti della cucina toscana, compresa la selvaggina. Questi sono infatti luoghi di caccia e ricordo quando da bambina il gruppo di cacciatori rientrava in paese e facevano bella mostra di tutto il “bottino” conquistato. Nell'Abbazia di San Galgano e nell'Eremo di Montesiepi, Siena, si può vedere l'autentica spada della roccia e magari trovare il Santo Graal.

Si fermavano nella piazzetta, parlavano, si confrontavano e tutti scendevano a vedere o si affacciavano alle finestre. Nel ristorante non possono mancare il cinghiale e  i funghi, di cui questi boschi sono ricchi. Per chi vuole fermarsi più di un giorno, nello stesso stabile si trovano le camere dell’albergo, molto semplice e ben curato. Si ha così l’opportunità di godere di bellissime passeggiate nei dintorni e proseguire poi verso i luoghi di San Galgano o andare invece verso il mare, verso le belle spiagge della Maremma.

 

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