Il simbolo del gallo: storia, significato e tradizioni legate ad uno degli animali più comuni delle nostre campagne che nella tradizione popolare si lega ad un’emblematica ambivalenza: colui che rappresenta il traghettatore tra luce ed ombra, fine e inizio, morte e resurrezione.

Il simbolo del gallo

Occhio vigile, posizione eretta carica di potenza e d’orgoglio, il fiero gallo osserva le tenebre in attesa del giorno che introduce e che annuncia al contempo. Creatura dall’alone magico, dotata perlopiù di connotazioni positive, il gallo è un animale che porta luce, allegria, traghettando l’uomo fuori dagli incubi della notte.

Scrive Leonardo da Vinci: “L’allegrezza è appropriata al gallo, che d’ogni piccola cosa si rallegra e canta con vari e scherzanti movimenti”.

Il simbolo del gallo, animale portatore di luce

Il gallo nell'antica Grecia era simbolo del dio del sole e del dio della morte.

Il gallo rappresenta in sé la gioia, la certezza della luce, il desiderio di essere attivi, l’annuncio del sole di Cristo che sale da oriente. Si dice che quando il gallo canta all’alba allontani gli spiriti maligni. Anche se non canta solo all’alba ma durante tutto l’arco del giorno (a volte pure di notte se, ad esempio, un po’ di luce filtra all’interno del ricovero) perché la principale funzione del suo canto è di dichiarare la propria presenza e affermare il proprio impero sul suo territorio e sulle sue galline.

Nell’antica Grecia, Asclepio (divinità che rappresenta morte e rinascita) associava il rosso del gallo al sole (Apollo, il dio del sole) e il nero del piumaggio alla malavita (Ade, dio degli inferi). Tale ambivalenza di valori che coinvolge sia la vita che la morte è anche collegata all’idea del gallo come simbolo di potenza sessuale (Eros e Thanatos). Il gallo è infatti il vero, incontrastato, maschio-alpha, il re del pollaio, al vertice di quella “società gerarchica” (definita dall’ordine di beccata) che si struttura tra i membri di un gruppo di avicoli che vive assieme.

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Il simbolo del gallo nella storia

Il gallo è simbolo di luce e resurrezione

Originario dell’Asia, il gallo dalla Persia passa in Egitto, dall’Egitto in Grecia, da Atene a Roma. Saeven lo chiama “il leone degli uccelli”. I Caldei lo venerano come un dio. A Roma, essendo il simbolo della forza e della salute, lo si sacrifica a Esculapio. Presso le popolazioni del Sudan il gallo è un feticcio e la sua cresta un talismano. I Fenici l’adorano, e, vogando verso le assolate rive dove un giorno sorgerà Marsiglia, gli audaci abitanti di Focea hanno un gallo dalla testa superba dipinto sulla poppa delle loro navi.

Emblema guerriero dell’antica Gallia, il simbolo del gallo è nella bandiera di Brenno. Entra a Roma, si pone trionfalmente sul tempio di Delfi e detta le sue condizioni: guai ai vinti! Più tardi, quando i Romani invaderanno la Gallia, si slancia dal suo ramo d’oro, e, con l’ala spiegata, il becco minaccioso, ferma per 10 anni le aquile di Cesare.

Il gallo nella tradizione popolare

Il gallo è simbolo di luce e resurrezione

Secondo la tradizione popolare il canto solare era così potente da scacciare anche leoni – «un animale talmente battagliero da terrorizzare persino i leoni» riporta Plinio il Vecchio – e basilischi, e ogni altro animale che popolasse sogni inquieti. Perciò, nel Medioevo, a chi soffriva di incubi veniva somministrata cresta di gallo. L’animale appare anche associato a insegne mediche, spesso non lontano dal serpente e dal bastone di Esculapio. Cesare Ripa, in Iconologia, spiega che l’animale, in medicina, interpreta simbolicamente l’attenzione diagnostica.

In Cina, esisteva un’immagine di “gallo celeste” che canta tre volte durante il giorno: al mattino, quando il sole si bagna nell’acqua del mare, a mezzogiorno quando è al suo zenit, al tramonto. Questo gallo è considerato l’antenato dello yang, l’universo maschile.

Il gallo nel Cristianesimo

Il gallo è simbolo di luce e resurrezione

E tre volte Pietro rinnega Cristo prima che il gallo canti, ricordando in certo qual modo l’ineluttabilità del suo riconoscere il sole che per debolezza umana rinnega nel corso della persecuzione. E fu sempre un gallo che cantando annunciò la nascita di Gesù, oltre al momento della Resurrezione, dopo i giorni di Passione.

Per questo il gallo è simbolo del dovere cristiano di essere prudenti e vigilare contro le tentazioni del demonio, tanto che sui campanili delle chiese spesso viene affissa una banderuola a forma di gallo. Anche come simbolo massonico il gallo ha significato di vigilanza e dell’avvento della luce iniziatica, corrispondendo al mercurio alchemico.

Allo stesso tempo, però, il gallo nero, viene considerato un simbolo del demonio. Secondo lo Zohar, il gallo canta tre volte prima che l’uomo muoia. Il gallo, quindi, come segno dell’approssimarsi della morte. Il gallo come inizio e come fine, si potrebbe dire.

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Perché il Chianti Classico ha come simbolo il gallo nero?

Perché il Chianti Classico ha come simbolo il Gallo Nero? Che gallo è? Ma soprattuto perché non tutte le bottiglie di Chianti ce l'hanno ?

Ed è proprio il simbolo del gallo nero, uno dei simboli più conosciuti della Toscana nel mondo: il Chianti Classico Gallo Nero. Un tempo se ne vedevano molti di galli neri nelle campagne toscane, per la maggioranza appartenenti a due prestigiose razze autoctone: la Livorno nera e la Valdarno.

Il Gallo Nero era inoltre lo storico simbolo dell’antica Lega Militare del Chianti (wikipedia). Ma la scelta del simbolo per uno dei vini più conosciuto a livello mondiale deriva da una leggendaria sfida tra fiorentini e senesi che avrebbe ridisegnato i confini dell’intero territorio chiantigiano e che avrebbe visto prevalere l’astuzia di Firenze nel conquistarsi la fetta di Chianti più ampia.

 

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