La guida definitiva sulla Maremma, scaricabile in PDF, per conoscere questa zona della Toscana in tutto il suo splendore e percorrerla senza pensieri in lungo e in largo.

📍Come arrivare in Maremma?

Bene, prima di tutto capiamo a quale Maremma vi state riferendo: ne esistono ben 3. La Maremma si estende per circa 5000 kmq – più o meno un quarto della nostra regione – tra la Toscana e il Lazio, ed è infatti suddivisa in tre macro-aree: Maremma Pisana (o Livornese o Alta Maremma o Maremma Settentrionale), Maremma Grossetana e Maremma Laziale.

Le 3 Maremme: Pisana, Grossetana e Laziale

La prima area comprende il litorale di Pisa e Livorno e si spinge nell’entroterra fino ai primi rilievi della Val di Cecina, della Val di Cornia e delle Colline Metallifere.

La seconda area è compresa sostanzialmente tra il Golfo di Follonica e l’Argentario, e si spinge nella bassa Valle dell’Ombrone e nelle zone collinari interne fino al monte Amiata.

La terza area include la parte occidentale della provincia di Viterbo e l’estremità più settentrionale di quella di Roma, seguendo la costa dell’Alto Lazio fino al vicino retroterra pianeggiante e pedecollinare della Tuscia. Tuttavia l’universalmente accettata tripartizione della Maremma è stata oggetto di contese storiche, gelosie, soprusi, ripicche, rancori.

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📍È più giusto dire Maremma pisana o Maremma livornese?

Storicamente la Maremma pisana comprendeva tutta la fascia costiera e l’immediato entroterra da Rosignano Marittimo fino al confine con la provincia di Grosseto, là dove comincia la Maremma Grossetana. Durante il regime fascista, però, il livornese Costanzo Ciano, conte di Cortellazzo e di Buccari, padre del più noto Galeazzo, genero del Duce, esercitò forti pressioni su Roma perché fossero annessi alla provincia di Livorno numerosi comuni della costa che geograficamente avrebbero fatto parte della Maremma pisana (Rosignano Marittimo, Bibbona, Cecina, San Vincenzo, Castagneto Carducci, Sassetta, Campiglia Marittima, Suvereto, Piombino), tanto che alla fine, nel 1925, passarono sotto il dominio dell’amministrazione provinciale di Livorno.

L’epoca non consentiva contrasti col regime, tuttavia appare logico che i pisani si sentissero ingiustamente defraudati dei loro storici territori e rimanessero molto infastiditi da questa decisione non giustificata da altro che da un’arbitraria acquisizione di potere da parte di Livorno. Per questo riteniamo giusto continuare a chiamare l’Alta Maremma (o Maremma Settentrionale) col nome di Maremma pisana, lo stesso con cui è stata da sempre conosciuta.

La Maremma, bellissimo territorio della Toscana, si divide in 3 zone: Maremma Pisana (o Settentrionale), Maremma Grossetana e Maremma Laziale

👉Maremma: cosa significa👈

Il toponimo “Maremma” è di incerta  etimologia: secondo alcuni studiosi deriva dal latino “maritima”. A partire dal IX secolo era chiamata “Maritima Regio” la fascia costiera del Tirreno che si estende dalla foce del Cecina fin oltre Tarquinia.

Secondo il Repetti “Maremma” e “Marittima toscana” erano termini che in passato designavano tutta la costa toscana, dalla foce del fiume Magra, al confine tra Toscana e Liguria, alla foce del fiume Chiarone nel grossetano che segna il confine tra la Toscana e il Lazio.

Secondo altri studiosi, il nome deriverebbe invece dal castigliano marismas che significa: palude. Il nome Maremma si riscontra anche nella regione francese della Maremne, di etimo simile, dal latino mărĭtĭma, all’estremità sud-occidentale delle Lande di Guascogna.

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La Riserva della Diaccia Botrona si trova a Castiglion delle Pescaia

📍Cosa vuol dire “maremma”

Aldo Santini scrive che in realtà: “La parola maremma nasce con la emme minuscola perché sta a indicare una qualsiasi regione bassa e paludosa vicina al mare dove i tomboli, ovvero le dune, ovvero i cordoni di terra litoranea, impediscono ai corsi d’acqua di sfociare liberamente in mare provocandone il ristagno. Con il risultato di creare acquitrini, paludi. Non Maremma, allora, bensì maremma.

E siccome la maremma più vasta della penisola, la più nota, la più micidiale, quella dove la malaria ha imperversato spietata per secoli interi, era la zona costiera della Toscana meridionale e del Lazio occidentale, al punto che nella storia della medicina, e anche della letteratura popolare, la malaria legò il suo nome, il teatro delle sue rabbrividenti nefandezze, a questo territorio, la maremma tosco-laziale prese la emme maiuscola. Divenne Maremma per indicare la regione abitata un tempo dagli Etruschi. Una regione così grande che Maremma passò ben presto al plurale. Si parlò di Maremme.

La costa della Maremma grossetana

👉La bonifica della Maremma👈

📍 La formazione della palude nell’Alto Medioevo

Sì perché fu proprio questo che accadde: nell’Alto Medioevo l’innalzamento dei tomboli, i cordoni d’acqua costieri, iniziò a causare il ristagno delle acque dei fiumi provocando l’impaludamento della parte bassa del territorio e il suo conseguente spopolamento. Così il “pingue granaio d’Etruria”, com’era nota la florida Maremma fin dall’epoca etrusco-romana, subì una profonda crisi.

La Maremma si trasformò in una palude malsana e inabitabile, ammorbata dalla malaria che si trasmette con la puntura della zanzara anofele. Inoltre la terra poco fertile, il fenomeno del brigantaggio, e le terribili invasioni di cavallette che si successero dall’inizio alla fine del ‘700  distruggendo anche quei pochi, miseri, raccolti, contribuirono a costruire l’immagine d’un’area mortale e desolata da cui, chi poteva, fuggiva a gambe levate.

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📍La grande bonifica del Granduca Leopoldo II

Finché, il 27 aprile 1828, il Granduca di Toscana Leopoldo II emanò l’editto in cui si ordinava la bonifica della Maremma a spese dello Stato. Cinquemila operai lavorarono duramente a quella che passò alla storia col nome di “grande bonifica della Maremma”.

Diretti dal cavaliere Alessandro Manetti, ma soprattutto guidati dall’esperienza di Giuseppe Mazzanti – detto “il fattore di Bolgheri” –, abilissimo a osservare il movimento delle acque durante le piogge, si riuscì a incanalare la corrente dell’Ombrone in un modo che rese fertili vasti campi fino ad allora paludosi.

Da allora, nonostante il brigantaggio creasse ancora problemi agli abitanti, la Maremma conobbe una nuova fase di prosperità che, cent’anni dopo l’editto di Leopoldo II, culminò nel decreto mussoliniano che ne ordinava la bonifica “integrale”.

I resti dell'antica città di Roselle sono tra i più importanti siti archeologici della Maremma toscana per quanto riguarda Etruschi e Romani

📍La bonifica nel Ventennio fascista

L’opera fu principalmente idraulica, ma non solo. Con la partecipazione dell’Opera nazionale Combattenti vennero introdotte nuove razze bovine, nuove colture di qualità, furono potenziate le infrastrutture, inoltre si favorì l’immigrazione di contadini veneti che lavorassero la terra.

È qui che la Maremma cambiò definitivamente volto e che lentamente, con la successiva colonizzazione post-bellica, si trasformò nella meravigliosa terra che oggi tutti ammiriamo.

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👉Aree naturali e borghi della Maremma👈

📍Maremma Pisana

Il clima della Maremma Pisana è particolarmente mite e soleggiato, grazie anche al mare e alla costante ventilazione che ne deriva.
Il tratto di costa dell’Alta Maremma è un misto di rocce e lunghi, piacevoli arenili. Da segnalare le scogliere di Calafuria, in cui si apre l’omonima spiaggia, le interessanti coste di QuercianellaCastiglioncello, il litorale di Cecina, e la famosa Costa degli Etruschi, prima di arrivare a Piombino.

Il territorio è straordinariamente vocato alla produzione di vini eccellenti, soprattutto nell’area di Bolgheri (ma non solo) che si trova nel comune di Castagneto Carducci, località nota per essere stata la terra natia di Giosuè Carducci, che le dedico la celebre poesia “Davanti a San Guido” e per l’affascinante, lunghissimo, Viale dei Cipressi.

Bolgheri e l'Alta Maremma, come alcune delle persone più ricche ed influenti del mondo, sono finite su Forbes, l'importante rivista americana

📍Cosa vedere in Maremma pisana

Tra le attrazioni di questa parte settentrionale della Maremma ci sono lo stesso Bolgheri, oltre ad alcuni deliziosi borghi medioevali come Suvereto e Montescudaio. Il primo, Suvereto, giace in una zona collinare della Val di Cornia. Il suo antico nome  significa “bosco di sugheri”, pianta di cui un tempo la zona era ricca. Colpisce la sua struttura medioevale che mostra un fitto reticolato di stradine che salgono e scendono, dominate dalla Rocca Aldobrandesca, torre risalente al XII secolo.
Montescudaio, in Val di Cecina, è un piccolo borgo immerso nella natura su cui s’impone un castello medioevale originariamente di proprietà della famiglia Della Gherardesca. Il comune è annoverato tra “I Borghi più belli d’Italia” dall’omonima associazione.

Oltre a Bolgheri, Castagneto Carducci, Suvereto e Montescudaio, tra le località principali della Maremma Pisana  sono da ricordare Cecina, Rosignano Marittimo, Riparbella, Casale Marittimo, Guardistallo, Bibbona, Campiglia Marittima, Populonia, San Vincenzo e Piombino.

Campiglia Marittima è un borgo tra la Maremma e la Costa degli Etruschi, ideale per un weekend in Toscana tra mare, parchi e sapori tipici

📍Maremma Grossetana

La Maremma Grossetana, o anche solo “Maremma toscana” (per antonomasia), è quella zona centrale che si estende nella provincia di Grosseto e lungo la costa, ed è compresa tra il Golfo di Follonica e la foce del torrente Chiarone (che sfocia nel mare a sud del promontorio dell’Argentario) includendo anche la bassa valle dell’Ombrone. Un tempo era chiamata Maremma senese perché apparteneva alla Repubblica di Siena, poi, in epoca lorenese, dopo l’istituzione del Compartimento di Grosseto, assunse la nuova denominazione.

In genere col termine “Maremma” s’indicano anche aree collinari interne escluse, sul piano geografico, dalla Maremma propriamente detta, quali, per esempio, le Colline Metallifere grossetane, l’Area del Tufo, le Colline dell’Albegna e del Fiora, fino alle alture del monte Amiata.

Pitigliano, detta la "piccola Gerusalemme di Toscana, si trova nell'Area del Tufo nella Maremma grossetana

📍Le 4 aree della Maremma Grossetana

Da nord a sud, la Maremma Grossetana si divide in quattro aree principali. La prima area è la piana del fiume Pecora, che gira attorno al Golfo di Follonica e comprende la maggioranza del territorio comunale di Follonica, dei comuni di Massa Marittima e Gavorrano, oltre alla fascia costiera del comune di Scarlino, delimitata a sud dal promontorio di Punta Ala.

La seconda è la piana del fiume Ombrone, tra il promontorio di Punta Ala e i Monti dell’Uccellina e comprende la bellissima Riserva naturale Diaccia Botrona. All’interno si trovano i comuni di Castiglione della Pescaia e Grosseto, l’area meridionale dei comuni di Gavorrano e Roccastrada e il tratto costiero del comune di Magliano in Toscana.

La terza zona è la piana del fiume Albegna che si estende tra i Monti dell’Uccellina e il promontorio di Ansedonia includendo il promontorio dell’Argentario, la Laguna di Orbetello, il comune dello stesso Orbetello e la parte pianeggiante dei comuni di Magliano in Toscana e Manciano.

La quarta e ultima area è la piana del fiume Fiora, compresa tra il territorio comunale di Capalbio e il Lazio. Si estende oltre il promontorio di Ansedonia e non trova soluzione di continuità con la Maremma laziale, includendo il Lago di Burano.

Orbetello, borgo toscano che sorge di fronte al Monte Argentario, nasce in epoca etrusca è oggi uno dei centri del turismo made in Tuscany

📍Cosa vedere in Maremma grossetana

La Maremma grossetana è probabilmente la parte più suggestiva e affascinante di tutta la Maremma toscana. Mare di purezza cristallina, verdi e blu intensi, azzurri sognanti, i mutevoli colori dell’odorosa macchia mediterranea, vigne, olivi, saliscendi collinare, il giallo del grano maturo, incantevoli insenature, cale, calette, promontori, laghi, fiumi, oasi naturali, stupefacenti lagune, un caleidoscopio di bellezza mozzafiato da cui è impossibile uscire indenni.

E poi antichi borghi, città, cittadine, località alla moda, porti vip, specialità marinare, vini d’eccellenza. Un’esperienza totalizzante, un ritorno alla primigenia purezza virginale in un caleidoscopio di immagini evocative d’altri tempi, di struggenti tramonti, di spiagge del colore dell’oro, di immobili specchi d’acqua da cui favolosi stormi di uccelli si alzano in volo, di passeggiate al chiaro di luna, di umide e fitte pinete in cui perdersi o ritrovarsi, di mandrie governate da antichi butteri avvolti nello spolverino di tela grezza e nel mito.

E dalle coste, scorci di Elba, di Montecristo, delle Formiche di Grosseto, del Giglio, di Giannutri, le isole meridionali dell’Arcipelago Toscano e, nelle giornate più terse, anche dei lontani monti della Corsica. Qualcosa di inimmaginabile. Qualcosa che va vissuto con tutto se stessi.

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📍I parchi della Maremma

Dal punto di vista naturalistico, il complesso formato dalla pineta di Marina di Alberese, dai Monti dell’Uccellina, dalla Foce del fiume Ombrone e dalle Paludi della Trappola rappresenta un insieme di ecosistemi praticamente intatto, una vasta area conosciuta anche come il Parco Naturale della Maremma.

Un territorio da scoprire a piedi, facendo trekking o in mountain bike o a cavallo. Da Capalbio, da Orbetello, da Castiglione della Pescaia, ci si può poi spostare nell’entroterra fino alle famosissime terme di Saturnia.

Alla scoperta della Maremma in bicicletta, scoprendo il Parco Naturale, le campagne e i borghi

📍I borghi toscani dell’Area del Tufo

La Maremma grossetana trabocca di favolosi borghi antichi che si trovano soprattutto nella cosiddetta “Area del Tufo”. Manciano, antico possedimento degli Aldobrandeschi, è dove sorge il meraviglioso Cassero Senese. Pitigliano, soprannominato “Piccola Gerusalemme” per la sua sinagoga, è celebre per elevarsi sopra un gigantesco masso di tufo. Da vedere la chiesa di Santa Maria Maddalena e le terme di acqua sulfurea.

Sorano, noto per la bellezza del suo centro storico, con l’antichissima Porta dei Merli e la Collegiata di San Niccolò. La favolosa Sovana, di origine etrusca, un unico immenso capolavoro a cielo aperto che parte dalle rovine della rocca aldobrandesca, passando per la suggestiva piazza del Pretorio, fino all’incredibile Duomo medioevale. Scansano, rinomato per la produzione del Morellino.

Tra le 10 più belle piazze della Toscana, troviamo la piazza medievale di Sovana (GR)

📍I borghi del Monte Amiata

Da visitare anche i borghi toscani del comprensorio amiatino, come Seggiano Semproniano, risalente al 1000 dc, con la Chiesa di Santa Croce, il Palazzo del Vicario Mediceo e il Palazzo Civico; l’abitato di Arcidosso, col Castello Aldobrandesco e le chiese di San Leonardo e Sant’Andrea; Santa Fiora, caratteristica per la Peschiera voluta dalla famiglia degli Aldobrandeschi.

Castel del Piano, famoso per il Palio delle Contrade; Cinigiano, eretto nel XII secolo, in cui spiccano la Chiesa di Santa Maria delle Nevi e la Torre dell’Orologio, fino a Roccalbegna, paese dominato dall’omonima rocca.

La Peschiera di Santa Fiora è uno specchio d'acqua sul Monte Amiata, vicino all'omonimo paese, ideale per un rilassante weekend in Toscana.

📍Le spiagge

Se invece procediamo lungo il mare, partendo da Follonica e andando verso Punta Ala, troviamo incantevoli spiagge come Torre MozzaCala Violina o Cala Civette. Quindi, continuando, dopo la spiaggia de Le Rocchette, ecco Castiglione della Pescaia, gradevolissima località turistico-balneare.

Da non perdersi l’intramontabile fascino della Costa d’Argento, dal bel porto di Talamone fino al promontorio dell’Argentario, coi due deliziosi paesini di Porto Santo Stefano e Porto Ercole, dove morì Caravaggio. E poi Orbetello e la sua celebre laguna, e proseguendo sempre verso sud, Ansedonia, sede dei resti dell’antica città romana di Cosa.

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📍L’entroterra

Nell’interno è assolutamente da visitare la superba Capalbio, meta del turismo d’élite e antico borgo risalente al dominio aldobrandesco che dall’alto di una collina domina tutta la vallata fino al mare e ancora conserva una meravigliosa doppia cinta di mura.

Nella parte più interna della Maremma grossetana vale assolutamente la pena visitare la bellissima Massa Marittima, col suo imponente Duomo intitolato a San Cerbone; Gavorrano, sede del Parco Minerario Naturalistico e luogo della leggendaria morte di Pia dei Tolomei, e ovviamente Grosseto, con le sue interessanti architetture, nonché importanti monumenti come il Duomo di San Lorenzo, il Palazzo degli Aldobrandeschi, il Cassero del Sale e l’antico Convento delle Clarisse.

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📍Maremma laziale

La Maremma laziale si trova fuori dai confini toscani. Si estende tra la foce del torrente Chiarone e Capo Linaro, e va dalla parte occidentale della provincia di Viterbo e all’estremità nord-occidentale della provincia di Roma (Lazio), lungo la costa dell’Alto Lazio e nell’immediato retroterra fino ai piedi della Tuscia.

Tra le località principali spiccano Montalto di CastroVulciCellereCaninoIschia Di CastroTuscaniaTarquinia.

Tuscania si trova nella Maremma laziale, vicino al confine con la Toscana

👉Mangiare in Maremma: cucina tipica e ristoranti👈

La cucina è un altro piatto forte (nel vero senso della parola) della Maremma. Le pietanze, a base di legumi e verdure, prevedono ingredienti genuini e naturali, nella migliore tradizione contadina. Alcuni piatti tipici, tutti da gustare, sono l’acquacotta, cugina della più celebra ribollita, i tortelli maremmani di pasta fatta in casa, il cinghiale, il caldaro, una particolare zuppa di pesce, il ciaffagnone, una specie di crepe locale.

Se invece si preferisce una cucina gourmet, di alto profilo, soprattutto la Maremma grossetana vanta ben 5 ristoranti stellati: due con 2 stelle e tre con una stella.
Bracali, a Ghirlanda, nel comune di Massa Marittima e Caino (la cui chef ha creato il menu del Winter Garden by Caino, ristorante del St. Regis a Firenze) a Montemerano, hanno 2 stelle. Mentre, con una stella, abbiamo Il Pellicano, a Porto Ercole, Silene, a Seggiano, e infine la Trattoria di Enrico Bartolini, a Castiglione della Pescaia.

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Il vino

Per quanto riguarda i vini, la grande bandiera della Maremma è il territorio di Bolgheri (Alta Maremma), una delle DOC più rinomate d’Italia e del mondo. Proprio davanti all’Oratorio di San Guido si trova l’omonima tenuta in cui i Marchesi Incisa della Rocchetta producono il celeberrimo Sassicaia, fiore all’occhiello dell’intera area, con addirittura una DOC dedicata (Bolgheri Sassicaia), primo vino italiano sullo stile dei grandissimi chateau francesi.

Ma la maggioranza dei vini della Bolgheri DOC, (es. Masseto, Ornellaia, Le Macchiole, Grattamacco) beneficiando di quel particolare terroir, raggiungono un altissimo livello di qualità.

Il Sassicaia è un vino toscano d'eccellenza; nato a Bolgheri negli anni '40,oggi è uno dei migliori prodotti tipici della Toscana

Un’altra DOC importante, nell’Alta Maremma, è quella di Montescudaio, mentre nella Maremma grossetana possono raggiungere un ottimo livello i vini delle DOC Sovana, Capalbio, Pitigliano, oltre al famoso Morellino di Scansano.

 

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