Castelfranco di Sopra, dal 2014 Castelfranco Piandiscò per la fusione col comune di Pian di Scò, è uno dei 23 borghi più belli d’Italia in Toscana, progettato dal grande architetto Arnolfo di Cambio. Si trova sull’antica Strada dei Sette Ponti, nel Valdarno superiore, tra l’Arno e le pendici del Pratomagno, circondato dalla natura fiabesca dalle Balze del Valdarno.

Castelfranco di Sopra: nella natura fiabesca, il borgo creato da Arnolfo di Cambio

Sole e vento. E striature quasi trasparenti di nuvole bianche che si confondono con le scie degli aerei. La strada è molto bella. Vigneti, uliveti, boschi. Verde e azzurro. Respiro ampio, fresco.
Sono diretto a Castelfranco di Sopra, un altro dei nostri borghi più belli d’Italia in Toscana, che si trova lungo l’antica Strada dei Sette ponti, tra l’Arno e le pendici del Pratomagno, più o meno a metà tra Firenze e Arezzo, nel comune di Castelfranco Piandiscò.

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Castelfranco di Sopra, progettato da Arnolfo di Cambio tra le magiche Balze del Valdarno, è uno dei 23 borghi più belli d'Italia in Toscana

La Strada dei Sette Ponti

La strada dei Sette Ponti è un percorso storico che parte da Porta San Gallo, a Firenze, e arriva in Piazza Grande, ad Arezzo. Un tempo era molto importante per Firenze perché collegava la città col versante destro del Valdarno superiore e consentiva di raccordarsi, a Pontassieve, col più orientale tra i percorsi transappenninici del contado fiorentino: la via che, per Dicomano, San Godenzo e l’Alpe di San Benedetto, conduceva a Forlì. Era il tragitto dell’antica Cassia Vetus che procedeva in mezzo a paesaggi fiabeschi come quelli delle Balze del Valdarno.

Le Balze del Valdarno

La “Balze” sono particolari conformazioni geologiche ai piedi del Pratomagno create da un fenomeno erosivo di rocce arenarie, residui di un antico lago pliocenico. Il paesaggio giallastro, suggestivo, vagamente preistorico, immerso in una natura che sa d’irreale, sembra un’antica magia che ha sempre eccitato l’immaginazione degli artisti.

Tra questi non poteva mancare l’incredibile Leonardo, tanto che secondo la maggioranza dei critici le Balze del Valdarno costituirebbero lo sfondo di vari dipinti e disegni nati dal suo genio, tra cui potrebbe rientrare addirittura la Monna Lisa.

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Castelfranco di Sopra, progettato da Arnolfo di Cambio tra le magiche Balze del Valdarno, è uno dei 23 borghi più belli d'Italia in Toscana

Castelfranco di Sopra

Sono arrivato alle balze dell’Acqua zolfina, all’incrocio con la provinciale di Botriolo. Laggiù, la medievale torre di Castelfranco incorniciata dai calanchi. Scatto una foto, non mi rimane altro, non sono Leonardo da Vinci e neppure il più mediocre dei pittori. Riesco soltanto ammirare.

Riparto e arrivo a Castelfranco di Sopra. Il comune di Castelfranco Piandiscò è nato nel 2014 per la fusione di due borghi limitrofi: Castelfranco di Sopra e la frazione di Pian di Scò. Da non confondere con Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, che tuttavia aveva una funzione analoga, visto che i castel-franchi (castelli franchi) beneficiavano dell’esenzione dalle tasse anche per lunghi periodi allo scopo di favorire il ripopolamento dell’area.

Castelfranco di Sopra ha un impianto urbano che ripropone il tipico castrum romano, le vie ortogonali, la piazza centrale che raccoglie gli edifici del potere: il palazzo del podestà e la chiesa (di San Pietro, oggi scomparsa).

Castelfranco di Sopra, progettato da Arnolfo di Cambio tra le magiche Balze del Valdarno, è uno dei 23 borghi più belli d'Italia in Toscana

Notevole il fatto che i lotti abbiano misure multiple del vecchio “braccio fiorentino” (0,5836 metri) e che allontanandosi dal centro i palazzi degradino in altezza e le strade si restringano. Quando si dice: piano regolatore. Quello chiaro e semplice d’una volta. Senza autostrade, tangenziali, tranvie, aeroporti, parcheggi. Vabbè. D’altronde, a disegnare la città sarebbe stato, secondo Vasari, un certo Arnolfo di Cambio, tanto che l’impronta fiorentina è lampante non solo nel tracciato urbano ma anche in alcuni edifici del primo tratto della via Maestra molto simili alle case a schiera del centro storico di Firenze.

La storia di Castelfranco di Sopra

Castello Franco era il nome della “terra nuova” fiorentina fondata dalla Repubblica alla fine del XIII secolo che doveva servire come avamposto difensivo atto all’approvvigionamento delle derrate alimentari. Il castello era detto “franco” perché, per indurre la popolazione a stabilirvisi, i fiorentini avevano deciso di affrancare per un decennio i nuovi abitanti dal pagamento delle imposte. “Di Sopra” perché, logicamente, si trovava a nord di Firenze.

Castelfranco di Sopra, progettato da Arnolfo di Cambio tra le magiche Balze del Valdarno, è uno dei 23 borghi più belli d'Italia in Toscana

Nei primi decenni del Trecento furono completati il palazzo Comunale, la Loggia antica di Arnolfo di Cambio, nella piazza, oltre alle mura.

Nel XVII secolo avvenne un profondo rinnovamento della vita sociale che portò alla costruzione di nuovi edifici: il palazzo Renzi, il Convento delle Agostiniane, l’Oratorio di San Filippo. Nel XIX secolo vennero distrutte numerose testimonianze storiche del passato –  le mura e la Loggia – e Castelfranco di Sopra venne staccata da Firenze e accorpata alla provincia d’Arezzo. Questa la storia in pillole.

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Uno dei borghi più belli d’Italia

Sono nella piazza, davanti al palazzo Comunale. Il piano terreno è originale, le carceri ancora intatte. Sulla facciata, gli stemmi dei podestà. Dentro, nella sala consiliare, è interessante l’affresco della “Madonna del Latte” che risale alla fine del XIV° secolo. Dalla piazza, scendendo lungo via Cavour, incontro la chiesa di San Filippo Neri.

Castelfranco di Sopra, progettato da Arnolfo di Cambio tra le magiche Balze del Valdarno, è uno dei 23 borghi più belli d'Italia in Toscana

La facciata è del 1761, ma il primo oratorio fu costruito nel 1631. Sull’altare centrale, seicentesco, si nota una “Pala di San Filippo” del fiorentino Matteo Rosselli, ma ancor più notevole è la “Vergine col Bambino”, della scuola di Andrea del Sarto, nella cappella laterale.

In fondo a via Cavour m’imbatto in torre d’Arnolfo, detta anche Porta Campana, l’unica sopravvissuta dopo 7 secoli. Costruita intorno al 1300, mostra, quasi orgogliosa, il giglio di Firenze. Anche sulla facciata di Casa Campa, in via Piave – stazione di posta per cavalli -, è scolpita l’immagine d’un cavallo con accanto l’immancabile giglio fiorentino. Mentre sul lato opposto della strada, ecco la cappella della Compagnia dei Bianchi, ristrutturata nel Cinquecento.

Trovo interessante il percorso lungo via Arnolfo, dove c’è l’unico tratto di mura rimasto in piedi, completo del camminamento della guardia.
Senz’altro un altro edificio da vedere è il palazzo Sassolini, in via Veneto, che risale al XVII secolo,  così come i i resti d’edifici del XV e del XVI secolo.

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Svolto in via Roma e sono davanti al teatro Comunale intitolato a Wanda Capodaglio, nota attrice dei primi decenni del secolo scorso, che trascorse a Castelfranco di Sopra gli ultimi anni della sua vita e fu nominata cittadina onoraria.

La Badia di San Salvatore a Soffena

Proprio alle porte del borgo, tra vigne e oliveti, si trova il bellissimo Complesso della Badia di San Salvatore a Soffena, rappresentato dalla Chiesa, dal convento e dal chiostro. La Badia, già menzionata in un documento del 1014, contiene affreschi del ‘400 a opera di artisti come Bicci di Lorenzo, Paolo Schiavo, il Maestro Liberato da Rieti. Tra questi è interessante “L’Annunciazione” del fratello di Masaccio, Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia.

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Dove mangiare a Castelfranco Piandiscò

Ma a Castelfranco di Sopra si mangia bene? Certo, dove non si mangia bene in Toscana? Crostini con milza e fegatino, pappa al pomodoro, pollo alla diavola (il famoso pollo del Valdarno), rocchini di sedano, schiacciata con l’uva, queste solo alcune della specialità del luogo.

E dove mangiarle? nostro modesto consiglio? La Casa del Contadino in via Piantravigne al numero 50 di Terranuova Bracciolini oppure all’ Osteria il Fiasco in via Vittorio Emanuele al numero 93 di Faella.

E per dormire? Agriturismo Le Balze, Agriturismo La Casuccia, Villa Monnalisa.

Buon Castelfranco Piandiscò a tutti.

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Tommaso Baldassini
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