La progettazione è vita”, parola di Moreno Ratti. I suoi oggetti contengono l’idea che dà senso al progetto, oggetti nati da quella magmatica forma di creatività che attinge all’osservazione del quotidiano.

Moreno Ratti: la creatività che nasce dal quotidiano

Moreno Ratti è un designer che abbraccia i mondi delle arti decorative, dell’architettura e degli interni, ma le sue opere sono qualcosa di più dell’artigianato. Immagina e realizza progetti raffinati, contemporanei, studiati e sorprendenti – lavorando il marmo per creare oggetti indelebili. È impossibile guardare il suo lavoro e non riconoscere il suo profondo fascino per l’architettura.

Intervista a Moreno Ratti è uno sculture toscano di fama internazionale, nato a Carrara che ha fatto del marmo il suo materiale prediletto.

Ci racconta la sua visione del product design, e di come ha introdotto un pensiero sostenibile nella progettazione del marmo. Con Stonethica utilizza gli sfridi lapidei come base per una nuova generazione di pietra naturale. La collezione Galleggianti è dedicata all’interazione con il vetro, vasi di marmo che fluttuano nell’acqua.

Svelata rappresenta una serie di vasi fatti a mano ricavati da un unico pezzo di marmo Bianco di Carrara, mentre Fat & Smash è la novità di prossima presentazione con uno stile completamente rinnovato, che indaga il lato ironico legato al marmo.

Cresciuto a Carrara, consegue il Master di architettura a Firenze. Da allora si muove in maniera fluida tra le macro e le micro forme del marmo.

Com’è nato il tuo lavoro?

Moreno Ratti: “Quando ero piccolo giocavo con i pezzi di marmo delle segherie che trovavo vicino casa, da grande mi sono trovato a giocare con altri tipi di oggetti. L’architettura è fatta di compromessi che non mi sono mai piaciuti, non era quello che volevo, dopo l’università ho cercato di applicare i miei studi al materiale che conoscevo meglio, il marmo. Da lì in avanti mi è esploso tutto tra le mani.

Intervista a Moreno Ratti è uno sculture toscano di fama internazionale, nato a Carrara che ha fatto del marmo il suo materiale prediletto.

Quali sono gli step di un progetto, dall’idea alla concretezza?

Moreno Ratti: “Non seguo un iter preciso, molto spesso un oggetto nasce dalle lavorazioni che il materiale stesso consente, magari vedo una waterjet (ndr. tecnologia di taglio che utilizza un getto d’acqua ad altissima pressione per tagliare il marmo) e cerco un approccio critico per realizzare un determinato pezzo che ho in mente.

È una concatenazione di eventi che nasce ragionando con gli artigiani, sono loro che danno i primi input. Lanciare o proporre delle sfide è bello, alcuni mi hanno subito bannato come un eretico ma ho avuto la possibilità di confrontarmi con conoscitori della materia più appassionati di me e così sono nati i nuovi progetti.

Dove trovi l’ispirazione?

Moreno Ratti: “Dal quotidiano, e nel mio quotidiano c’è il marmo“.

Intervista a Moreno Ratti è uno sculture toscano di fama internazionale, nato a Carrara che ha fatto del marmo il suo materiale prediletto

Qual è la tua visione sull’abitare con un materiale naturale come il marmo?

Moreno Ratti: “Dipende dall’uso che se ne fa, ho visto progetti veramente unici che valorizzano il materiale, altri che fanno troppo ‘cimitero’. Se si guardano gli edifici più importanti nel mondo, c’è sempre il marmo, a parete o come rivestimento. La mia famiglia ha sempre fatto lastre, pavimenti, rivestimenti, la mia volontà è integrare questa realtà nel quotidiano, oggetti che si possano fruire.

E lavorandoci mi sono accorto che dietro c’è un mondo stranissimo, fatto di scarti esorbitanti. Chi ha a che fare con questo materiale non se ne cura mentre in Cina hanno bloccato l’estrazione del marmo per preservare il layout della montagna e stanno creando dei caveau con materiale proveniente da ogni parte del mondo.

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Quale esperienza ha cambiato per sempre il tuo modo di lavorare e il tuo sguardo sul design?

Moreno Ratti: “Vedere cassoni di camion che vengono riempiti con marmo destinato alla discarica, le aziende che lavorano con questo materiale pagano per smaltirlo. Questo mi ha fatto cambiare completamente la visione, non è un fatto raro, è un fatto quotidiano. Ogni step della filiera marmo produce scarto e questo scarto molto spesso non viene riutilizzato.

A Carrara c’è un’industria che sbriciola marmo per ricavare carbonato di calcio, ad esempio per fare carta. A livello professionale mi ha cambiato moltissimo la possibilità di rapportarmi con l’Oriente, Taiwan, Cina, dove ho conosciuto un mercato internazionale sempre più variegato e ricco di inedite sfide.

Lì mi vedono come una persona che ha qualcosa da dire, riconoscono il valore di ciò che ho fatto fino ad oggi. Fuori da Carrara c’è una fame pazzesca di questo materiale, ora collaboro con una galleria londinese, il mio pubblico è principalmente straniero.

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Intervista a Moreno Ratti è uno sculture toscano di fama internazionale, nato a Carrara che ha fatto del marmo il suo materiale prediletto

In quali scelte si traduce il recupero degli scarti di cava?

Moreno Ratti: “È come entrare in mare e prendere un secchiello d’acqua … Lo scarto viene riutilizzato, dalla cava alla filiera del piano c’è uno scarto del 50/60 %.

Nel 2008 vinci l’International Competition for Ideas in Architecture “Between architecture and the city”, un concorso che premia l’audacia e l’innovazione architettonica.

Moreno Ratti: “Sì, questo contest prevedeva la realizzazione di un teatro temporaneo nel Giardino di Boboli (mappa), il mio progetto è piaciuto perché univa praticità (facile da allestire e disallestire) e gradevolezza, in armonia con il contesto architettonico.

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Disegni oggetti d’arredo in edizione limitata portati in varie fiere internazionali. Cosa ne pensi del design contemporaneo da collezione?

Moreno Ratti: “È tutta questione di gallerie, conta moltissimo la firma e il luogo in cui viene esposto, se un mio pezzo va a Art Basel a Miami acquisisce una certa quotazione. Il prodotto in serie in marmo è molto difficile, la mano dell’uomo comunque c’è. Ho sempre cercato di dare un valore ai miei progetti perché ciascuno racchiude gran lavoro dietro ed è pietra, non ci sarà mai un pezzo uguale all’altro.

La robotica, come si coniuga lo scalpellino con le nuove tecnologie?

Moreno Ratti: “Purtroppo nel marmo non c’è una figura che fa tutto, conoscendo la realtà di Carrara ho amici e conoscenti che lavorano in più settori, tornitore, fresatore, scalpellino. Con le nuove tecnologie, c’è un rapporto di amore / odio. Il robot ha bisogno dell’operatore per essere funzionante, lo scalpellino ha bisogno del robot per andare più veloce. Con i robot stiamo arrivando a finiture sempre più vicine al prodotto finito.

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Intervista a Moreno Ratti è uno sculture toscano di fama internazionale, nato a Carrara che ha fatto del marmo il suo materiale prediletto

Il progetto di cui sei più orgoglioso?

Moreno Ratti: “Il prossimo! Sono molto contento di questa nuova sfida in cui credo molto. Fat & Smash, Ironic Collection, è un nuovo progetto a livello internazionale in cui ho completamente cambiato stile, cercando un lato ironico legato al marmo.”

Marmo preferito?

Moreno Ratti: “Il nostro Bianco Carrara, Canaloni, con grana fine e molto sodo, che mi permette l’utilizzo anche negli spessori più limitati.

 

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