Massimo Galleni apre il suo laboratorio nel 1996 in Via Torraccia, 5, a Pietrasanta. Dopo un periodo ‘in bottega’ dove impara tutte le tradizionali tecniche per la lavorazione artistica del marmo, si specializza in riproduzioni di opere classiche e religiose, arte sacra e funeraria, opere di arredo ed ornato e arte moderna collaborando con artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo. Bravo, no, bravissimo.

Intervista a Massimo Galleni, 

Parliamo degli inizi.

Massimo Galleni: “Questo studio è nato a Pietrasanta, lo dico con orgoglio. Qui c’è l’indotto dell’arte, le fonderie, lo scultore che modella la creta, l’Istituto d’arte, ci sono tanti servizi dedicati alla scultura, all’arte, all’architettura (👉 Scopri Pietrasanta, il borgo toscano dall’anima di marmo). Vengo da Forte dei Marmi, piano piano ho creato il mio mercato, all’inizio mi davano del matto ma negli anni sono sempre andato avanti, mai indietro. Faccio un po’ di tutto, non mi sono mai specializzato in una cosa, mi garba disegnare, dall’ornato alla scultura, non ho mai chiuso le porte a nessuno. Mi sono formato la mia squadra, con pregi e difetti. Ci siamo sempre specializzati nel curare la manodopera e il rapporto con gli artisti.

Mi stupisce soprattutto la perfezione delle ornature, una bellezza fuori dal comune. Come si ottengono?

Massimo Galleni: “Lavorandoli, modellandoli, intagliandoli a mano, attraverso una conoscenza ed osservazione di quelli che sono gli ornati antichi“.

Massimo Galleni ha un importante laboratorio artistico a Pietrasanta, specializzato in lavorazione del marmo e riproduzione di opere d'arte.

Ph Gabriele Danesi

Chromy, Maggi, Mitoraj, Rabarama, Silver, Aramesh, Fillion, Ontani, sono solo alcuni nomi di artisti provenienti da tutto il mondo con cui collabori. Soddisfazioni internazionali?

Massimo Galleni: “Fortunatamente il nostro mercato è americano, russo, cinese, tedesco. In Italia abbiamo già tante opere d’arte, all’estero sono molto richieste per arricchire cimiteri, chiese, ville private. Ho fatto dei caminetti moto pregiati per una favolosa reggia di un anonimo e ricco imprenditore russo.”

Nel tuo laboratorio ci si perde fra tanta bellezza e ci ricorda che qualcuno ancora sa usare mani e testa per creare stupore.

Massimo Galleni: “L’abilità manuale per scolpire si sviluppa con l’apprendistato, le mani si devono allenare allo scalpello, al martello pneumatico, andare oltre…è un po’ come con uno strumento musicale, devi lavorare tanto e devi metterti l’opera in ambiti diversi. Mani e cervello sono collegati; un’artista mi ha detto: ‘ma a te Massimo, ti garba la musica?’. Rispondo: ‘Sì, mi diverto anche a suonare, pianoforte, chitarra ma non conosco le note’. Lei mi dice: ‘Ecco lo sento, lo vedo da come ti muovi, come sei armonioso’. L’agilità, nel manipolare, disegnare, ci deve essere per arrivare a certi virtuosismi.

Pur mantenendo i metodi tradizionali di lavorazione guardi al futuro con un reparto tecnologico attrezzato con scanner 3d e macchina a 7 assi, per soddisfare quella parte di clientela come artisti, architetti, designer, che nello sviluppare i loro progetti fanno uso delle nuove tecnologie digitali.

In che cosa è utile il robot?

Massimo Galleni: “Portare la tecnologia in studio è stato come odio – amore, ero contrario all’inizio, poi ci ho visto delle possibilità per migliorare il lavoro. Il mondo evolve. E anche l’arte cambia, come il cinema, la fotografia… l’importante è essere consapevoli che la macchina è uno strumento, serve per la prima fase, toglie la fatica ed il pericolo, ed è utile per affrontare progetti più tecnologici, delle sfide diverse. Alcuni artisti con questi strumenti realizzano delle opere che altrimenti non sono fattibili, portano la materia al limite. Ma di certo, non sostituisce l’uomo.

Massimo Galleni ha un importante laboratorio artistico a Pietrasanta, specializzato in lavorazione del marmo e riproduzione di opere d'arte.

Ph Marco Petrucci fotografo

L’opera a cui sei più affezionato?

Massimo Galleni: “Sono affezionato al mio laboratorio, il mio studio, come luogo creativo, la mattina quando apro la porta o la sera quando vado via mi piace vedere i vari lavori, mi affeziono ad ogni opera che facciamo ma poi la dobbiamo abbandonare…perché se ne va!

E quella più divertente?

Massimo Galleni: “Ho riprodotto un piatto da cucina con un arrosto con patate per una ragazza che voleva fare una tesi evocando quello che utilizzava Papa Giovanni Paolo II, con marmo bianco, intarsi in mastice blu, patate giallo siena, carne rosso francia, foglie e rosmarino verde alpi, per il bastoncino un rosmarino vero e poi mastice liquido sul fondo per simulare il sugo. Bello!

Massimo Galleni ha un importante laboratorio artistico a Pietrasanta, specializzato in lavorazione del marmo e riproduzione di opere d'arte.

Ph Massimo Galleni Studio

C’è un momento in cui capisci che la statua è ‘perfetta’?

Massimo Galleni: “Direi al contrario: non sono mai pienamente soddisfatto del lavoro quando è finito! Capiscimi, sono soddisfatto, anche degli apprezzamenti dei clienti, ma purtroppo vedo sempre che ci sono delle cose che si potrebbero migliorare.

Che cosa ti hanno insegnato collaborazioni con persone provenienti da tutto il mondo?

Massimo Galleni: “Ogni artista ha il suo carattere, la sua personalità, alcuni sono molto profondi, non è questione di loquacità, attraverso la loro arte esprimono molte cose. Per esempio con Giuliano Vangi, con cui ho lavorato tanto, ho imparato a capire più le forme contemporanee, trasformare le opere classiche in forme diverse, vedere i vuoti e i pieni di una scultura. Oppure con Luigi Ontani: l’atmosfera del suo studio, è particolare, esprime un mondo con sentimenti diversi. Interessanti.

Qual è la lavorazione più difficile da realizzare?

Massimo Galleni: “Fare elementi molto piccoli, ad esempio le gambe o braccia affusolate delle sculture di Alex Pinna. Quando ci ripenso mi fa piacere sapere che sono riuscito a fare queste cose, ti rimangono dentro. Di alcuni sono momenti che provocano un effetto brutto, quando si rompe una testa ad esempio, è come buttare tutto a livello umano. Poi anche la movimentazione è un momento difficile, delicato, in cui bisogna prestare molta attenzione.

Massimo Galleni ha un importante laboratorio artistico a Pietrasanta, specializzato in lavorazione del marmo e riproduzione di opere d'arte.

Il Team di Massimo Galleni

Qual è il concetto che vorresti maggiormente trasmettere alle prossime generazioni di artigiani?

Massimo Galleni: “Mi ricordo sempre quando mi contattò Igor Mitoraj, era quasi una cosa magica, quella mezz’ora lì così a parlare, era come se mi avesse fatto un regalo, qualcuno mi ha dato la possibilità di conoscere un importane artista ( 👉Guarda la mostra che Igor Mitoraj ha fatto a Pisa nel 2014). Forse è scontato, ma credo che il modo giusto di avvicinarsi al mondo artigianale sia tramite l’impegno, magari anche trovando tante difficoltà, e l’umiltà.

Essere orgogliosi è anche giusto, mi è sempre garbato dipingere ma non ho mai pensato di fare l’artista, preferisco realizzare le opere che gli artisti chiedono. Questo è un limite nel nostro mondo, succede che arrivi ad un certo punto che ti senti artista; però se decidi di fare l’artigiano non puoi fare l’artista. Alcuni invece mescolano le due cose: se sei un artigiano sei al servizio della scultura e dell’arte. L’artista è un’altra cosa, l’artista è un genio, punto.

Riusciresti ad immaginare la tua vita senza la scultura?

Massimo Galleni: “Non ci ho mai pensato, penso che morirò qui, in questo lavorato; lo faccio dal 1980, non mi sono mai fermato, ho sempre lavorato tanto, anche se ogni tanto dico: ‘ora smetto’. Non sarei capace di stare fermo, è nel mio carattere. Magari in vecchiaia farò qualcosa di mio, chissà, l’artigiano pazzo!

Massimo Galleni ha un importante laboratorio artistico a Pietrasanta, specializzato in lavorazione del marmo e riproduzione di opere d'arte.

Ph Massimo Galleni Studio

“L’opera d’arte è misura dello spazio, è forma” (Henri Focillon). Quando modelli un’opera, la pensi già in rapporto allo spazio fisico?

Massimo Galleni: “Sì, quando devi realizzare un’opera nuova, anche la scelta della qualità del marmo la pensi in funzione di dove andrà, se il committente non ti dice che cosa devi fare. Se vieni interpellato fin dall’inizio la pensi in tutto, ad esempio il Bianco P è simile al gesso non è adatto per esterni, oppure ci sono lo Statuario, il Bianco C o C/D, più venato, dipende.” ( 👉 Lo sapevi che le Alpi Apuane sono prevalentemente composte di marmo statuario?)

Canova sosteneva che il bello ideale racchiude in sé l’idea di “nobile semplicità e quieta grandezza”. È così?

Massimo Galleni: “Sono d’accordo, siamo talmente dentro questa dimensione tutti i giorni a scolpire, che probabilmente non ce ne rendiamo nemmeno contro. Alcune cose si fanno con naturalezza, solo riguardandole a distanza di tempo ti rendi conto di aver fatto qualcosa di importante oppure a volte di aver fatto cose brutte: a distanza di tempo vedi pregi e difetti di cui sul momento non ti sei reso conto.”

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Foto ©Massimo Galleni Studio – Foto di copertina di Enzo Cei                      Riproduzione Riservata ©Copyright TuscanyPeople

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Stefania Bacchini
Web writer & Ambassador of Tuscany

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