Intervista a Luciano Massari, artista di fama internazionale; carrarino di nascita, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove attualmente vive e lavora.

Luciano Massari, viaggi interiori su sentieri di marmo

Ho incontrato Luciano Massari nella sua Carrara, luogo dove è nato e cresciuto, presso gli Studi d’Arte Michelangelo. E’ una splendida giornata di sole e il bianco marmo statuario fa brillare le Alpi Apuane come frammenti di stelle in terra.

Luciano Massari è uno sculture toscano di fama internazionale, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara e docente di Scultura.

Prima di tutto, ci sono progetti a cui sta lavorando attualmente di cui vorrebbe raccontarci qualcosa?

Sto lavorando a un grande progetto per Hangzhou in Cina, cittadina deputata ad accogliere i Giochi Olimpici orientali. Mi hanno chiesto di presentare due proposte artistiche per un nuovo quartiere. Ho elaborato due modelli di cui ne sceglieranno uno. Un altro progetto è un concorso in cui sono stati selezionati 10 artisti internazionali per far diventare una scultura un palazzo, trasformandola in architettura vera e vivibile. Una grande soddisfazione.

Luciano Massari, ci dica come si è avvicinato all’arte.

Da ragazzo giravo per i laboratori di Carrara, d’estate dopo la scuola, e stavo a contatto con artigiani, con scultori. Era una generazione di grande esperienza: provenivano ancora dal mondo ottocentesco della lavorazione, tramandando la tecnica manuale, era presente un senso della tradizione molto forte. Era un mondo particolare, con la trasmissione orale del sapere, il sentimento della scultura, la conoscenza del materiale. Da lì nasce la passione per la scultura in marmo, questo materiale fragile, duttile, forte, attento e bello, che si fa portatore delle tue idee.

Luciano Massari è uno sculture toscano di fama internazionale, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara e docente di Scultura.

La opere di Luciano Massari sono un processo di creazione continua, instancabile, quotidiana che privilegia l’uso del marmo.

Com’è questa materia?

Il mio rapporto con il marmo è molto concettuale. Quello che cerco nel materiale è qualcosa in più, è una forma che possa contenere la mia poetica in cui riesco a dare al marmo quelle che sono qualità che in molti casi non si percepiscono: lo sento leggero, arioso, fluttuante nel suo rapporto con la luce. Sento la cava come luogo d’arte che può raccogliere un’idea e diventare parte integrante dell’opera stessa.

Guardando alla sua produzione artistica, quali sono i generi e i modi espressivi che preferisce?

Personalmente, io Luciano Massari, credo sia superato parlare di “generi”: diciamo che tutte le tecniche che uso, dalla scultura al video, anche mixate, hanno lo scopo di trasformare il marmo, stravolgerne la visione, farlo diventare liquido attraverso una lavorazione portata al limite, fargli perdere quelle caratteristiche che gli vengono affidate di immobilità e pesantezza.

Luciano Massari è uno sculture toscano di fama internazionale, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara e docente di Scultura.

Che cosa emerge dalla sua ricerca sull’arte ambientale e sui legami tra arte, società e sostenibilità?

Ciò che è importante è che la mia sia una scultura che si integra nel luogo: la natura deve appropriarsene. Come l’isola installata nel Parco di Celle, in cui l’acqua entra e si rispecchia il cielo: è un’intromissione minimale nel parco che è molto naturalista. Nella scultura urbana si deve allo stesso modo integrare nel luogo accogliendo l’idea.

Cos’è che la ispira?

Principalmente la natura, è una grande fonte di ispirazione da cui c’è solo da imparare e poi guardarsi dentro, cercare in me stesso la poetica giusta per trovare il mio racconto.

Luciano Massari è uno sculture toscano di fama internazionale, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara e docente di Scultura.

Quali sono gli artisti che maggiormente hanno influenzato il suo lavoro?

Difficile dirlo, il mio lavoro è molto personale. Sicuramente gli artisti del passato da cui ho imparato molto e che cerco di riguardare sempre con occhi nuovi, andando oltre le conoscenze tecniche o formali.

Lei possiede un notevole lato artigianale. Come lo allena?

Facendo le sculture, confrontandomi con il materiale, cercando di farne emergere la forza senza cadere nel virtuosismo in cui c’è troppo estetica: non è quello che cerco. Bisogna dare forza al materiale se vuoi che ti dia il valore aggiunto. Non è solo un lavoro di pulizia, ma di forza. Questo parte dalla scelta primaria del materiale, quello fresco, sonoro, con un cristallo sottile, che ha una bella luminescenza.

Luciano Massari è uno sculture toscano di fama internazionale, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara e docente di Scultura.

Qual è il suo marmo preferito?

Lo statuario più puro e il nero scavato nelle miniere del Belgio che diventa profondo, si confonde con il nero del carbone, formando quasi una pelle, mi piace molto questo contrasto, abbinato anche ad altri materiali. Ma è sempre l’idea che comanda.

Con la mostra “Arcipelaghi”, una spettacolare installazione ospitata nell’estate del 2007 alla Fortezza Firmafede di Sarzana, Luciano Massari ha proseguito le riflessioni sul tema dell’isola attraverso il rapporto tra la materia, il marmo, e la dimensione mentale del viaggio come momento di confronto con la propria interiorità.

Luciano Massari è uno sculture toscano di fama internazionale, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara e docente di Scultura.

Che cosa stava indagando con Arcipelaghi?

Il viaggio siamo noi, il racconto è il mio. E’ stato un compendio di quello che si poteva fare con marmo e audiovisivo. In questa fortezza tutte le opere sono state pensate per interagire con il luogo in cui sono state sistemate. L’opera si compone di 3 “isole” realizzate in marmo statuario di Carrara. Le persone venivano accolte dalle proiezioni su tutte le facciate interne e da un sonoro molto significativo e si facevano domande. Gli arcipelaghi diventavano sculture, gli specchi sul soffitto deformavano la realtà in cui chi si guardava si sentiva integrato.

C’erano proiezioni con l’isola di Pasqua, Rapa Nui dove tutto è avvenuto, un’isola vulcanica che nasce a 5.000 metri di profondità, un isolotto, praticamente un diaframma sospeso tra terra e cielo. Una riflessione su quello che sei, che dal centro della terra ti proietta sulle stelle che vedi come non le hai viste mai, un viaggio interiore.

Luciano Massari è uno sculture toscano di fama internazionale, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara e docente di Scultura.

L’anno successivo, nella personale “Impronte”, Luciano Massari ha approfondito le tematiche dell’erranza sviluppandone gli aspetti lirici.

Dove ci ha voluto portare con “Impronte”?

Non so dove andrò a finire, la ricerca continua con le nuove esperienze, i lavori sulla carta, cellulosa, legno, andando a trovare la forza di tutti i materiali che mi aiutano a raccontarmi. L’impronta è sempre qualcosa che ci lasciamo dietro. La mia ricerca parte dal marmo, lo sviscera, parte dai nostri monti, dal nostro materiale e interagisce con i mezzi che aiutano a fare comunicazione, come uno scalpello, la fotografia, il video, la luce mi aiutano a scolpire il marmo. Anche il luogo è importante, come un’installazione che feci alle cave in cui la luna si faceva cava o la cava si faceva luna.

C’è una serie o un pezzo di cui va particolarmente fiero?

Le opere appartengono ad un percorso, una ricerca continua, quello che percepisci è una ricerca solida nei contenuti. Ciascun momento espressivo mi fa approfondire quello che ho dentro.

Luciano Massari è uno sculture toscano di fama internazionale, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara e docente di Scultura.

Che cosa significa essere un artista oggi?

Parola grande, importante…mi definirei ‘scultore’, che già è una parola importantissima, piena, non facile. Poi sono definizioni che lascio sempre agli altri.

Luciano Massari è titolare della cattedra di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara di cui è anche direttore.

Sig. Massari, che cosa ama trasmettere ai giovani che si affacciano a questo mondo?

L’esperienza, mia e di altri artisti, scultori, amici; far vedere agli studenti che questo mondo è variegato, cercando al contempo di fargli sviluppare un personale percorso ideativo. Difficilmente si insegna qualcosa. Ai ragazzi cerco di dare l’esempio con il mio impegno e la serietà nel lavoro, poi ognuno sceglie in maniera individuale la propria strada. Ognuno cresce con la propria identità, non con quella del professore.

Luciano Massari è uno sculture toscano di fama internazionale, direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Carrara e docente di Scultura.

Carrara, da toscano che cosa direbbe ai lettori di TuscanyPeople su questa città?

Consiglierei di conoscerla: è una città che ha tanto, è una città vera, sincera, forte, non solo nella sua architettura, nell’impianto urbanistico, volumetrico ma anche nelle persone. Un popolo aperto, apparentemente rude, poco contaminato. Qui si possono innamorare“.

 

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