Intervista a Alessandro Franci, imprenditore toscano al centro dell’innovazione nel campo del marmo e ideatore di Stonethica, progetto eco-sostenibile di produzione di materiali lapidei.

Sostenibilità, design e bellezza: Alessandro Franci racconta Stonethica

“La pietra naturale è uno dei pochi materiali da costruzione per il quale il recupero “a ciclo chiuso” è possibile, per esempio gli sfridi possono essere impiegati per fabbricare il medesimo prodotto, con prestazioni anche migliori“.

Ce lo racconta Alessandro Franci, imprenditore toscano al centro dell’innovazione nel campo del design lapideo, asset cruciale per imprimere una svolta verso un nuovo ciclo economico. Con il lungimirante progetto Stonethica getta le basi per il mondo che ci aspetta, un mondo più sano.

Oggetti di design in marmo realizzato con Stonethica

Che cos’è Stonethica e di quali tecnologie si nutre?

Alessandro Franci: “Stonethica nasce come produzione di materiali lapidei all’interno di un ciclo eco-sostenibile: gli scarti (sfridi) provenienti dalla lavorazione del marmo e della pietra naturale in genere, vengono riciclati e assemblati nelle lastre Stonethica grazie ad una resina bicomponente atossica. La natura è un bene prezioso che va preservato e il marmo è una risorsa destinata all’esaurimento.

Stonethica è un prodotto realizzato con un contenuto di riciclato tra il 98,6 % e il 99,4%, fa parte di un tessuto economico innovativo chiamato Economia Circolare, creato grazie ad un ‘sistema green’ di riutilizzo degli scarti. Ricerchiamo, quindi, selezioniamo ed assembliamo il marmo apuano per condividere una bellezza che non deriva dalla novità, ma da un sapiente recupero.

I ritagli vengono trasformati in strisce di 5 misure diverse che consentono l’ottimizzazione nel ‘recupero degli scarti’, questo modulo segue una successione simile a quella di Fibonacci. L’intero processo permette di rigenerare in media l’80% del materiale di partenza che può contribuire al rispetto dei parametri LEED® e BREEAM® per la valutazione della performance ambientale degli edifici, protocolli internazionali del costruire ecosostenibile“.

Oggetti di design in marmo realizzato con Stonethica

I driver di Stonethica sono l’innovazione e la ricerca. Il risultato?

Alessandro Franci: “Un materiale classico nella sua omogeneità ma originale per le trame stratificate che compongono ogni lastra, generate dall’accostamento e dalla sovrapposizione di strisce lapidee.

Una consistenza materica che, se al tatto rende la finitura del tutto identica a quelle del marmo lucido, levigato o spazzolato, alla vista regala inediti giochi cromatici, senza difetti nelle zone d’intersezione fra gli strati di scarti assemblati. Inoltre è molto versatile, permette molteplici applicazioni – pavimenti, rivestimenti, top di cucine e bagni, design d’interni.

Oggetti di design in marmo realizzato con Stonethica

Non solo lastre, ma anche oggetti d’arredamento ideati da giovani designer. Perché il design è così importante?

Alessandro Franci: “Perché attraverso la visione del designer si riesce ad esaltare le caratteristiche della materia che poi vanno a contaminare le idee di altri designer e architetti.

La collezione Contrasti di Moreno Ratti nasce dall’intuizione di intrecciare i moduli Stonethica in uno spessore e poi scavare dentro, cerare una tridimensionalità da cui partono eclissi forme ellittiche e traiettorie meravigliose, precise e, allo stesso tempo, caotiche. Dalla collaborazione con Paola Navone sono nati due capolavori, il tavolo e la sedia Inout23 di Gervasoni. Con Giorgio Gaudio abbiamo realizzato Futura, una libreria componibile; con Marco Nani: Edge, raro esempio di tavolo di marmo sostenibile, mix di scarti lapidei e scarti lignei in un unico concetto che è quello di confine, limite, bordo. Infine, ho preparato degli spessori per Gauvrit Sylvestre, da cui sono nate delle sculture morbide, zebrate, inedite“.

Sculture by Sylvestre realizzate con Stonethica, foto Marco Petracci

In Toscana possiamo parlare di filiera corta? La nostra regione ha una grandissima disponibilità di marmi di diverse tipologie e fatture.

Alessandro Franci: “È una delle regioni più importanti al mondo per l’estrazione e la lavorazione del marmo. Purtroppo la filiera corta negli ultimi trent’anni si è un po’ persa, la globalizzazione ha penalizzato molto il mantenimento e lo sviluppo delle maestranze del settore, nonché la perdita di centri produttivi specialmente nel settore del granito che arrivava a Marina di Carrara da tutto il mondo.

La convenienza da parte dei cavatori e commercianti verso l’esportazione dei blocchi grezzi invece che delle lastre o lavorati finiti ha penalizzato molto il mantenimento della filiera corta, alimentando i centri di produzione esteri con la nostra materia prima. Credo comunque che siamo prossimi ad un ritorno a tagliare il nostro marmo in loco, ciò dovrebbe essere accompagnato da una volontà comune dei cavatori e degli imprenditori più rilevanti del settore nel facilitare tutte le iniziative volte alle certificazioni del prodotto“.

Oggetti di design in marmo realizzato con Stonethica

Il marmo è particolarmente complesso ma qui c’erano e ci sono maestranze richieste in tutto il mondo. Qual è il suo rapporto con operai, artigiani, artisti?

Alessandro Franci: “In tutta l’area Apuo-Versiliese si trova ancora una specializzazione altissima nella lavorazione del marmo. Quando si vuole un lavoro di alta qualità si casca nella nostra zona, ai nostri laboratori si affidano i più grandi architetti. Personalmente il rapporto con operai e artigiani è sempre trasversale, è dalla ricchezza della collaborazione reciproca, nel rispetto delle esperienze altrui che si riesce a portare a termine commesse talvolta complicate, in un settore nel quale non si finisce mai di imparare.

Il fattore dominante di questo campo è come sempre la passione, quando vedi che in certi laboratori gli operatori non sentono la fatica perché stanno facendo qualcosa di gratificante, da lì vengono fuori i lavori fatti con gusto, magari recuperando del materiale che sarebbe andato nel cassone“.

Pezzi di marmo con cui viene realizzato Stonethica

L’epidemia di Coronavirus ha rimandato l’apertura della 59a edizione del Salone del Mobile. Non era mai successo. Qual è il suo auspicio per la prossima edizione?

Alessandro Franci: “Tutto dipende dalla situazione sanitaria mondiale, se l’emergenza si risolve si farà tutto con il doppio, triplo dell’entusiasmo. Se, invece, dobbiamo veramente convivere con il virus cambieranno i paramenti in tutti i settori, in particolare nel marmo dove il contatto fisico con la materia è fondamentale. Il primo senso che si associa al marmo è il tatto, la prima cosa che si fa è toccarlo.

La vita negli ultimi 20 anni ha visto moltiplicarsi mail, fotografie, web, c’è un’esplosione della realtà aumentata anche nel nostro settore ma non credo nel distaccamento del contatto con la materia prima in questo business: la sua temperatura è tale che la ceramica non ce la fa ad arrivarci, è ancora la chiave vincente del marmo. Toccandolo capisci l’unicità della lastra che stai scegliendo, che non è replicabile, è questo che non si può digitalizzare, spersonalizzare. Credo che non si possa lavorare senza socialità. Oltretutto il marmo è pesante, è difficile da portare alla tecnologia estrema“.

Oggetti di design in marmo realizzato con Stonethica

Che cosa le piace di più degli affascinanti paesaggi marmiferi?

Alessandro Franci: “Le Apuane se non fossero state lavorate sarebbero delle montagne comuni che potresti trovare in qualsiasi parte del mondo, belle, davanti al mare, ma con le cave è un tutto un altro paesaggio. Ora siamo all’estremo, il messaggio di Stonethica è: ‘cerchiamo di darci una regolata’, cerchiamo di coltivarle in modo responsabile.

Questo paesaggio va preservato con un’escavazione oculata, con marcature CE, certificazione del prodotto, dal blocco al piano, si potrebbe mantenere queste cattedrali accrescendo ancora di più il valore del materiale. La bellezza di Carrara è proprio lo scenario delle cave, meraviglioso se rimane così com’è, creato dall’uomo“.

 

📍PER APPROFONDIRE:

👉 Marmo bianco di Carrara, il cuore statuario delle Alpi Apuane

👉 Massimo Galleni: l’artigiano al servizio dell’arte e della scultura

👉 Fondazione Henraux: arte, bellezza e cultura nelle cave di marmo

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Stefania Bacchini
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