Cosa vedere a Poggibonsi, la cittadina toscana a cavallo tra Chianti e Valdelsa

Il borgo di Poggibonsi, immerso nel cuore dell’Alta Valdelsa, alle propaggini occidentali delle Colline del Chianti, coi suoi oltre 29.000 abitanti è senz’altro un importante centro agricolo e commerciale, sede di varie industrie, ma anche un borgo toscano ricco di cultura, arte e tradizioni.

Centro storico di Poggibonsi in Valdelsa, Toscana

La storia del borgo di Poggibonsi

Il Medioevo

Nel Medioevo, trovandosi proprio sul confine tra i territori di Firenze e Siena, non distante dalla via Francigena, Poggibonsi rappresentava un centro strategico di grande rilievo, e per questo è stato a lungo conteso tra le due città.

Il traffico di persone e merci in continuo aumento lungo la Francigena rese questa zona del Chianti un’importante base commerciale. Nel 1155 i Conti Guidi fecero trasferire l’intera popolazione dell’area nell’attuale collocazione di Poggibonsi, o come veniva chiamata allora, Poggiobonizio, luogo sorto dall’unione di diversi piccoli borghi.

Poggiobonizio prosperò per 115 anni, ma purtroppo la presenza di questa splendida città ghibellina, secondo il Villani tra le più belle d’Italia, oltretutto proclamata nel 1220 “città imperiale” da Federico II di Svevia, ostacolava l’espansione di Firenze verso Siena. Dopo alterne vicende, nel novembre del 1270 venne conquistata dalle armate fiorentine e napoletane, appoggiate dalle milizie francesi da cui i fiorentini “acquistarono” il diritto alla distruzione della città. Mentre i ricchi mercanti riuscirono nottetempo a fuggire, i meno facoltosi e il popolo minuto non abbandonarono la città. I vincitori però obbligarono i vinti a scendere alle falde del poggio e ad amalgamarsi alla popolazione ancora residente nel più antico Borgo Marturi.

Il periodo rinascimentale

Passato nelle mani dei guelfi fiorentini, il borgo fu oggetto di molti, notevoli, progetti, l’ultimo e il più importante dei quali iniziò nel 1484, quando Lorenzo il Magnifico volle dare un nuovo impulso edilizio seguendo il criterio, tutto rinascimentale, della “città ideale”. Antonio e Giuliano da Sangallo vennero incaricati della realizzazione di una fortificazione moderna che cingesse tutta la cittadina, ma purtroppo la definitiva sottomissione di Siena a Firenze e la morte di Lorenzo diminuirono grandemente l’importanza strategica del luogo, e la costruzione della fortezza subì una battuta di arresto fino ad arenarsi completamente, tanto da risultare tuttora incompleta.

Da Lorenzo il Magnifico fino al Novecento

Grazie alla dominazione spagnola del Seicento e al regno dei Lorena, nel secolo successivo, cominciarono le prime forme di industrializzazione, e anche il periodo di Firenze capitale d’Italia portò alla città un lieve benessere economico.

Ma è il Novecento che cambiò il volto di Poggibonsi. Dopo le pesanti devastazioni della Seconda Guerra Mondiale, che quasi rasero al suolo il borgo, negli anni del “boom economico” italiano il centro venne quasi interamente ricostruito. L’attività commerciale, soprattutto basata sul vino Chianti, incrementò, e si ebbe un importante consolidamento in svariati settori industriali, soprattutto nella produzione di camper, per i quali Poggibonsi, seconda produttrice in Toscana, è nota in tutta Italia.

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La cittadina toscana di Poggibonsi vista dall'alto

Cosa vedere a Poggibonsi

1. Palazzo Pretorio

Databile tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, fu la sede del potere civile di Poggibonsi fino alla costruzione, nel 1862, del nuovo Palazzo Comunale. Affiancata ad esso è la torre del Podestà, preesistente costruzione duecentesca. I vari podestà che si sono succeduti nel tempo hanno impresso sulla facciata i loro stemmi in pietra, ancora ben visibili sopra le arcate del piano terreno. Nei secoli l’edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti finché, negli anni Trenta, un restauro lo ha riportato all’aspetto originario. Dal Novembre 1997 il palazzo ospita il Museo di Paleontologia, con testimonianze di Archeologia e Scienze Naturali.

2. Fortezza Medicea di Poggio Imperiale e Archeodromo

Realizzata dai fratelli Sangallo su incarico di Lorenzo il Magnifico e, come abbiamo visto, mai portata a termine, per oltre 500 anni è stata abbandonata a se stessa. Venne invece edificato il Cassero, a pianta pentagonale, che oggi, restaurato, domina i colli circostanti.

Sulla collina di Poggio Imperiale, che sovrasta il centro abitato di Poggibonsi, il Comune di Poggibonsi e l’Università di Siena hanno realizzato, “Il Parco Archeologico e Tecnologico di Poggio Imperiale” in cui si possono osservare le diverse fasi di insediamento riportate alla luce, e apprezzare, durante i periodi di scavo, il lavoro degli archeologi. Nel Parco si trova, infatti, un cantiere archeologico in continua evoluzione, tanto che il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena lo ha reso uno dei punti di eccellenza per la propria attività di ricerca e formazione.

Porta San Francesco, Fortezza Medicea di Poggibonsi, Val d'Elsa,

3. Chiesa di San Lorenzo

La chiesa risale al XIV secolo, sebbene nel corso degli anni i lavori di ristrutturazione e ammodernamento, soprattutto nella facciata, ne abbiano fortemente modificato l’aspetto. Ha tuttavia giocato un ruolo importante nella storia: fu utilizzata, infatti, nel 1495, come luogo d’incontro tra l’invasore Carlo VIII di Francia e Girolamo Savonarola. Sfortunatamente, molte delle opere d’arte e dei notevoli affreschi sono andati perduti, nonostante qualcuno rimanga ad arricchire gli interni.

4. Castello Magione

Questo castello, edificato nel XII secolo, nonostante sia stato ristrutturato, conserva ancora evidenti tracce della sua originale architettura medievale, tanto che nel 2012 è stato incluso tra le 1000 Meraviglie d’Italia. Il complesso, che faceva parte della Mansio medievale – ubicata vicino alla via Francigena e al ponte Bonizio, in origine appartenuta ai cavalieri templari, oggi purtroppo distrutta -, è composto anche da una chiesa e dallo “spedale”, che un tempo offriva rifugio ai pellegrini in viaggio verso la Città Santa.

La facciate della chiesa di San Lorenzo a Poggibonsi

5. Convento di San Lucchese

È uno dei rari esempi di architettura gotica italiana. Il nome omaggia San Lucchese che, dopo aver condotto una vita all’insegna dell’avidità e dell’usura, seguì l’esempio di Francesco di Assisi: regalò tutti i suoi averi ai più poveri per vivere, insieme alla moglie, in totale indigenza. La chiesa, in una posizione collinare e panoramica con vista sulla Fortezza, custodisce al suo interno una ricca collezione di opere d’arte.

6. Castello di Badia

L’attuale edificazione ottocentesca non rende omaggio all’originaria, formidabile, costruzione di una delle Badie più antiche della Tuscia longobarda e franca, insieme a quella di S. Salvatore all’Amiata e all’insediamento della famiglia dei Cadolingi a Fucecchio e a S. Miniato. Dopo le alterne vicende delle diverse comunità monastiche che vi si sono susseguite, la Badia è pervenuta a privati che l’hanno trasformata nell’odierna struttura.

La chiesa di San Lucchese a Poggibonsi in Valdelsa, Toscana

7. Fonte delle Fate

Sei archi in pietra compongono questa bellissima fontana del Trecento, probabilmente realizzata da artisti del Nord Italia. Durante la costruzione della Fortezza, la Fonte delle Fate venne sepolta, dal momento che era proibito distruggere qualsiasi sorgente d’acqua, oltre al fatto che, trovandosi sulla via Francigena, la rendeva un’importantissima fonte di approvvigionamento per tutti i pellegrini.

È stata riportata alla luce soltanto nel XIX secolo, e oggi è circondata da un interessante parco pubblico, disseminato di opere d’arte contemporanea.

La Fonte delle Fate è una fontana pubblica a Poggibonsi in Toscana

Prodotti tipici del borgo senese

Tra i prodotti tipici di Poggibonsi troviamo senz’altro il Chianti e il Chianti Classico, nelle sue tre declinazioni, annata, riserva e gran selezione.

Le birre Ruppel – rustica ottenuta da una particolare miscela di malti selezionati – e Chana – chiara artigianale, di puro malto d’orzo ad alta fermentazione, in stile Ale. Ma soprattutto i salumi di cinta senese: capocollo, finocchiona, prosciutto e spalla, rigatino e gota.

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La Cinta senese, razza toscana molto pregiata di suini, nel 2012 ha ottenuto il riconoscimento di DOP

Eventi principali del territorio

Durante l’estate la città è animata e piena di eventi. Il 28 Aprile è la Festa del santo Patrono. A maggio si svolgono la Festa della Gradinata e la Festa della Magione. Tra maggio e giugno, ecco il Festival internazionale delle Ombre. In autunno è ricca di sagre. A inizio dicembre c’è la Festa del “Pigio”, la pigiatura dell’uva con le relative gare tra rioni.

Dove mangiare: Antica Osteria Di Bazzino; I Boceri
Dove dormire: Fattoria di Cinciano; Castello della Paneretta.

Una pentola di cinghiale in umido, tipica ricetta toscana

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