Parlare di Filippo Brunelleschi è parlare di uno dei più grandi geni dell’umanità. Al pari di Leonardo, di Galileo, di Michelangelo, di Dante. E pochi altri. Tutti fiorentini o toscani, tutti quanti immenso vanto e sconfinato orgoglio della nostra terra. Sì, lo possiamo dire a voce alta. Lo possiamo urlare da ogni strada, da ogni piazza, da ogni collina.

Filippo Brunelleschi e il miracolo della cupola del Duomo di Firenze

Architetto, ingegnere, scultore, matematico, orafo e scenografo, Filippo Brunelleschi, nato a Firenze nel 1377, fu uno dei primi tre grandi iniziatori del Rinascimento fiorentino insieme a Donatello e a Masaccio. A lui si deve l’invenzione della prospettiva a punto unico di fuga, o “prospettiva lineare centrica“. A lui si devono opere figurative di rara bellezza – tra cui le statue per Orsanmichele, lo Spedale degli Innocenti, la Basilica di San Lorenzo, la Cappella de’Pazzi, e molte altre -, a lui si deve, soprattutto, la celeberrima cupola di Santa Maria del Fiore, la più grande cupola in muratura mai costruita al mondo.

La cupola del Duomo di Firenze è molto più che un capolavoro. E' quasi un miracolo, un favoloso mistero non del tutto svelato, creato dalla mente geniale di Filippo Brunelleschi

La cupola del Duomo di Firenze

Ci concentriamo su di essa, non solo perché è la sua più imponente creazione di Filippo Brunelleschi, ma anche perché è un’impresa di proporzioni bibliche ammantata di mistero e arcano, un’incredibile avventura che il suo autore, col suo genio, la sua perseveranza, la sua incrollabile fiducia nella razionalità, ha reso mito moderno, attuale.

Dal 1404 al 1417, Filippo Brunelleschi, come architetto, era già stato interpellato più volte riguardo alla fabbrica del Duomo. Tra il 1410 e il 1413 era stato costruito il tamburo ottagonale, alto 13 metri dal soffitto della navata maggiore, largo non meno di 42 metri, con muri spessi quattro metri, che aveva complicato ulteriormente il progetto originario di Arnolfo di Cambio. La cupola sarebbe risultata enorme e le tecniche tradizionali che prevedevano impalcature e armature in legno apparivano assolutamente inadatte per quelle altezze vertiginose e per la vastità dello spazio da coprire: quale tipo di legno, pur rinforzato, avrebbe potuto reggere il peso?

La cupola del Duomo di Firenze è molto più che un capolavoro. E' quasi un miracolo, un favoloso mistero non del tutto svelato, creato dalla mente geniale di Filippo Brunelleschi

Il bando di concorso

Così, per risolvere l’immane problema della copertura, il 19 agosto del 1418 fu bandito un concorso pubblico e furono offerti 200 fiorini d’oro a chi avesse fornito modelli e disegni appropriati per le centine, le armature, i ponti, le macchine atte a sollevare il materiale, e quant’altro fosse risultato utile allo scopo. Inoltre la cupola doveva anche chiudere armonicamente l’edificio, esaltandone il valore simbolico e imponendosi sugli spazi intorno.

Su 17 partecipanti rimasero in lizza soltanto Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti. Brunelleschi allora perfezionò il suo modello in legno, grande come un forno, per dimostrare che la cupola si poteva fare anche senza un’armatura interna e, alla fine del 1419, nello spiazzo tra il Duomo e il Campanile di Giotto, inscenò una dimostrazione realizzando un modello di cupola, in mattoni e calcina, priva d’armatura. La dimostrazione ebbe successo, gli Operai del Duomo ne rimasero impressionati, e la consultazione finale assegnò i lavori a Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti. Il tutto fu festeggiato con una colazione a base di vino, baccelli, pane e melarance.

La cupola del Duomo di Firenze è molto più che un capolavoro. E' quasi un miracolo, un favoloso mistero non del tutto svelato, creato dalla mente geniale di Filippo Brunelleschi

L’inizio dei lavori per la cupola

I lavori iniziarono il 7 agosto 1420. L’Opera del Duomo aveva disposto che il modello da seguire fosse quello costruito da Filippo Brunelleschi in piazza, tanto che fino al 1431 rimase visibile per tutti i cittadini.
Il progetto del grande architetto prevedeva la costruzione di una cupola a doppia calotta con camminamenti nell’intercapedine, edificabile con impalcature autoportanti, senza armatura, una soluzione ancora oggi avveniristica che all’epoca, è comprensibile, non ebbe mai vita facile, e che avanzò piano vincendo a poco a poco le perplessità, le critiche e le incertezze degli Operai del Duomo che gli affidarono l’incarico solo fino a un’altezza di 14 braccia fiorentine, riservandosi la conferma a un momento successivo, solo nel caso il lavoro, pur parziale, avesse corrisposto a quanto descritto.

Gli scontri tra Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti

Lorenzo Ghiberti era un ulteriore problema per Brunelleschi. I continui scontri tra i due non favorivano l’armonico procedere della costruzione e minavano la già precaria fiducia degli Operai, così Filippo Brunelleschi decise di levarselo letteralmente dai piedi dimostrando la sua inadeguatezza.

La cupola del Duomo di Firenze è molto più che un capolavoro. E' quasi un miracolo, un favoloso mistero non del tutto svelato, creato dalla mente geniale di Filippo Brunelleschi

Si finse malato, lasciò che l’altro soprintendesse ai lavori, e alla fine i suoi errori tecnici furono tali che presto se ne riconobbe l’incapacità. Dal 1426 al 1433 il Ghiberti seguì il cantiere solo in modo marginale, e questo portò a Filippo Brunelleschi anche un notevole beneficio economico dato che a lui, a quel punto, spettavano cento fiorini all’anno, mentre al primo, per la sua collaborazione a tempo parziale, solo tre.

La tecnica muraria della cupola del Duomo di Firenze

La tecnica muraria della cupola è interessantissima: in pietra fino ai primi sette metri circa, poi in mattoni a “spinapesce”. Ossia, tra mattoni orizzontali veniva inserito, a intervalli regolari, un mattone per lungo così che le sporgenze dei mattoni “in piedi” facevano da sostegno all’anello successivo. Una tecnica a spirale già usata in edifici orientali ma mai sperimentata nell’area fiorentina.

Filippo Brunelleschi, costretto da necessità pratiche ed estetiche, scelse per la cupola una forma a sesto acuto, “più magnifica e gonfiante”, dato che le dimensioni non permettevano una forma semisferica. Optò inoltre per la doppia calotta, cioè due cupole, una interna e una esterna, ognuna divisa in verticale da otto vele. Il maggior sviluppo in altezza del sesto acuto compensava l’eccezionale sviluppo orizzontale della navata, unificando nella cupola tutti gli spazi.

La cupola del Duomo di Firenze è molto più che un capolavoro. E' quasi un miracolo, un favoloso mistero non del tutto svelato, creato dalla mente geniale di Filippo Brunelleschi

Per edificare la doppia calotta Brunelleschi studiò un’impalcatura aerea che s’innalzava in modo graduale da una piattaforma di legno montata all’altezza del tamburo. Finché la parete della cupola rimaneva quasi verticale, il ponteggio veniva sostenuto da travi infilate nel muro, mentre per il tratto in cui la calotta si curvava convergendo al centro c’era un ponteggio sospeso nel vuoto in mezzo alla cupola, forse poggiato con lunghe travi a piattaforme poste a quote inferiori, dove si trovavano anche i depositi di materiali e di strumenti.

La cupola esterna

La cupola esterna poggia su 24 supporti posizionati sopra gli spicchi di quella interna e incrociati con un sistema di sproni orizzontali simili a una griglia di meridiani e paralleli. La cupola esterna è mattonata con cotto rosso inframmezzato da otto costoloni bianchi, quella interna, più piccola e robusta, regge il peso di quella esterna e, per mezzo di appoggi intermedi, le permette lo sviluppo in altezza.

Nell’intercapedine c’è il sistema di scale che consente di salire sulla sommità. La cupola, soprattutto con la lanterna, che col suo peso consolida ulteriormente costoloni e vele, è in realtà una struttura organica in cui i singoli elementi si conferiscono forza reciproca riconvertendo i pesi, in potenza negativi, in forze che accrescono la coesione.

La cupola del Duomo di Firenze è molto più che un capolavoro. E' quasi un miracolo, un favoloso mistero non del tutto svelato, creato dalla mente geniale di Filippo BrunelleschiDetto così sembra semplice, ma la verità è che dopo quasi 600 anni gli studiosi non sanno ancora spiegarsi del tutto come Filippo Brunelleschi sia riuscito a costruire una cupola di tali dimensioni senza l’ausilio di centine, e quanto a lui, uomo dal carattere difficile e incline alla burla anche feroce, si guardò bene dallo spiegarlo.

Le tecnologie di costruzione della cupola del Duomo di Firenze

Filippo Brunelleschi migliorò anche le tecnologie per alzare i pesanti blocchi di laterizio, e durante i lunghi lavori fu costretto ad affrontare di petto problemi in cantiere come lo sciopero dei muratori fiorentini che pretendevano condizioni di lavoro migliori. Lui, per tutta risposta, assunse manovali lombardi meno esigenti. Questo indusse i manovali fiorentini a più miti consigli, tanto che alla fine furono riassunti.

La cupola del Duomo di Firenze è molto più che un capolavoro. E' quasi un miracolo, un favoloso mistero non del tutto svelato, creato dalla mente geniale di Filippo Brunelleschi

Brunelleschi quasi non si muoveva dal cantiere e si occupava di tutto, dalla progettazione di macchinari, agli argani, alle carrucole, alla scelta del materiale nelle cave, dal controllo dei mattoni nelle fornaci fino al disegno di imbarcazioni per il trasporto, come quella brevettata nel 1438 che prevedeva una propulsione a eliche, ad aria e ad acqua, che tuttavia perse in modo rovinoso una parte del proprio carico mentre risaliva l’Arno nei pressi di Empoli.

L’inaugurazione di Santa Maria del Fiore

Il 25 marzo 1436, giorno di inizio del calendario fiorentino, ci  fu la solenne inaugurazione della cattedrale alla presenza di papa Eugenio IV. Brunelleschi fece costruire un coro ligneo provvisorio intorno all’altare maggiore, con le dodici statue degli apostoli. La cupola venne poi terminata il 31 agosto quando il vescovo di Fiesole salì in cima alla volta e benedisse l’opera posando l’ultima pietra. Il banchetto di celebrazione si svolse mentre tutte le campane delle chiese suonavano a festa.
La cupola era ormai un simbolo religioso, ma anche civile. Spesso è stato detto che la sua ombra incombe su tutti i popoli della Toscana.

La cupola del Duomo di Firenze è molto più che un capolavoro. E' quasi un miracolo, un favoloso mistero non del tutto svelato, creato dalla mente geniale di Filippo Brunelleschi

La costruzione della lanterna

Rimaneva solo da costruire la lanterna il cui progetto, incredibile dictu, non fu assegnato in automatico a Brunelleschi. All’architetto toccò rimettersi in gioco gareggiando col Ghiberti e col Manetti, ma alla fine vinse di nuovo lui.
La costruzione iniziò nel 1446, ma un mese dopo Brunelleschi morì e la lanterna fu portata a termine da Andrea del Verrocchio, il quale creò anche la palla dorata con la croce che svetta in cima.

Al pari della Cappella Sistina o del David di Michelangelo, la cupola del Duomo di Firenze è più che un capolavoro: è quasi un miracolo, comunque un favoloso mistero che a tutt’oggi non è stato interamente svelato.

Riproduzione Riservata ©Copyright TuscanyPeople

 

Scopri come diventare “Ambasciatore di TuscanyPeople” ed essere premiato. Vedi linkScopri come diventare “Ambasciatore di TuscanyPeople” ed essere premiato.

Commenti

Commenti