Di quel vasto scrigno di tesori ambientali e culturali che è l’intera Maremma, il viaggiatore curioso, ma anche il turista in cerca di riposo, non può non visitare il gioiello più autentico e grezzo: il Parco della Maremma, primo parco della Toscana e primo parco nazionale riconosciuto dalla Comunità Europea.

Parco della Maremma: un armonico alternarsi di torri e colline

Il territorio del Parco della Maremma appare agli occhi del visitatore come un’armoniosa fuga di colline fittamente vegetate e punteggiate di torri di guardia: sono i monti dell’Uccellina, che si snodano paralleli alla costa.

In basso il forteto (come viene chiamata in Maremma la macchia mediterranea) lascia il passo alle coltivazioni, scoprendo qua e là il rosso dell’argilla o aspri spuntoni calcarei. Tutto intorno la pianura alluvionale sulla quale si stendono pigri i meandri dell’Ombrone.

Parco della Maremma, il primo parco della Toscana e d'Italia riconosciuto dalla Comunità Europe, ideale per godere di un weekend in Toscana

Le torri del Parco della Maremma

Le torri del Parco della Maremma risalgono al XVI sec. e vennero fatte erigere dai Medici: fanno parte di un sistema difensivo creato, inizialmente, per controbattere le scorrerie dei mori ottomani che qui imperversavano.

A ciò è legata la leggenda della Bella Marsilia, ossia di Margherita dei Marsili, nobile giovinetta senese, che sarebbe stata rapita dal feroce Khair-al-din per l’Harem di Solimano Secondo, di cui divenne la favorita (👉trovi la “Bella Marsilia e altre leggende del Parco della Maremma” negli approfondimenti in fondo all’articolo) .

Collegate alle fortezze di Talamone e Castiglione della Pescaia, insieme a a Orbetello e Porto Santo Stefano, queste torri costituivano un possente sistema difensivo e di allerta, che fu mantenuto fino all’epoca napoleonica.

Parco della Maremma, il primo parco della Toscana e d'Italia riconosciuto dalla Comunità Europe, ideale per godere di un weekend in Toscana

Il borgo di Alberese

Giungendo da nord, dall’Aurelia si arriva ad Alberese, borgo intorno al quale ruota tutta la vita del Parco della Maremma e sede del centro visite, con il suo chiosco nella piazza.
Le visite sono possibili, da soli o con una guida, su itinerari prestabiliti, dei quali alcuni piuttosto lunghi e impegnativi, altri di più agevole percorribilità, come quello che andremo a descrivere nel dettaglio, riguardante la parte pianeggiante del Parco della Maremma.

Da Alberese, riprendendo a destra l’unica strada di attraversamento del Parco, si arriva, dopo due chilometri, all’ampia corte della Fattoria di Spergolaia, una fattoria-borgo che costituisce il centro amministrativo dell’azienda regionale, e proseguendo fra due alti pilastri ci si incammina verso Marina di Alberese.

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La Pineta Granducale del Parco della Maremma

La strada corre attraverso campi bonificati, con butteri a cavallo e mandrie di bovini maremmani al pascolo; specialmente nelle stagioni migratorie è facile avvistare aironi, pavoncelle e chiurli.

Proseguendo oltre la sbarra, si arriva alla fitta Pineta Granducale, a pino marittimo e domestico, intervallata da tratti più bassi (lame), allagati in inverno; ancora più oltre, si giunge ai cordoni di dune che degradano nel mare.

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Foce d’Ombrone

Tornando indietro a piedi per circa 500 metri, invece, si può prendere il sentiero a sinistra, sull’itinerario della Foce d’Ombrone. Si percorre dapprima una strada asfaltata attraverso la pineta, che si fa sempre più rada e alternata a belle sughere, aprendosi su quelle che furono, un tempo, le Saline di San Paolo, della cui esistenza restano a testimonianza costruzioni come l’Idrovora di San Paolo o il Casello di Ponte Chiavica.

Con il procedere del percorso la vegetazione gli elementi palustri si fanno sempre più frequenti e ben presto si arriva fino all’argine del fiume, ricco di vita e ancora selvaggio, che si può seguire fino al mare. Le dune sabbiose con i loro ciuffi di ammofila, i bozzi salmastri, la macchia a lentisco e cedrolicio dominano splendidamente l’intorno.

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Il ritorno può avvenire a ritroso, oppure lungo la spiaggia. Il tempo di percorrenza è di circa 3 ore, ma la bellezza dei luoghi e la voglia di scoprire i piccoli segreti della vita animale possono richiederne assai di più.

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Un’esplosione di vita tra la macchia mediterranea

Per gli appassionati, i recinti di cavalli maremmani saranno certo un richiamo, ma la forza e la mole dei bovini maremmani, eredi diretti del mitico bue primigenio, non cesseranno di stupire.

Gli amanti degli animali sappiano però che non troveranno solo cavalli e bovini: il cinghiale, simbolo del Parco della Maremma, è uno degli elementi faunistici maggiormente rilevanti, insieme a capriolo, daino, volpe, tasso e istrice; tutte specie attivamente monitorate per una loro migliore protezione e gestione.

La volpe fa parte della fauna del Parco della Maremma

Lungo l’Ombrone

Lungo l’Ombrone, ed ancor meglio nella Palude della Trappola (raggiungibile da Principina a Mare, lungo la spiaggia), sostano anatre, rallidi e trampolieri al momento della migrazione; il bosco è fittamente popolato di uccelli canori, i canali riflettono il lampo metallico del martin pescatore.

Flora e vegetazione sono quelle tipiche della macchia mediterranea e dei litorali sabbioso-limosi. Estese sono le piantagioni di pino domestico (da pinoli), messe a dimora, sin dal XVIII secolo dai Lorena, Granduchi di Toscana, che largamente operarono per la bonifica della Maremma.

Le alture sono fitte delle essenze mediterranee più nobili, che si sviluppano come macchia (qui detta forteto) oppure, nelle zone marine o percorse dal fuoco, come bassa gariga cespugliosa.

Il martin pescatore è uno degli uccelli presenti nel Parco della Maremma

Il versante orientale

Sul versante orientale, coltivato, sono ben rappresentati l’olivo, la vite e la sughera. Ricchissime sono le essenze erbacee ed arbustive, con associazioni tipiche delle dune, di lame e acquitrini, del sottobosco. Il culmine delle fioriture si ha da aprile a giugno, periodo ideale per il riconoscimento delle specie erbacee ed in particolare del rilevante contingente di orchidee spontanee.

Da fine luglio a settembre, invece, è il momento migliore per ammirare la flora palustre e delle spiagge, fra cui spicca il bianco giglio di mare.

Il giglio di Mare è tipico delle spiagge della Maremma toscana

 

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Tommaso Baldassini
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