Una piccola guida dedicata al Castello di Poppi, l’antico maniero dei conti Guidi, signori del Casentino per oltre 400 anni

Castello di Poppi: alla scoperta dell’antico maniero dei Conti Guidi in Casentino

Di cosa parliamo in questo articolo:

  • Il Castello di Poppi, i Conti Guidi e la sua fondazione
  • Avvicinandosi al castello
  • Le meraviglie di un antico maniero
  • Visitare il Castello di Poppi
  • La leggenda del terribile fantasma della Contessa Matelda

Il Castello di Poppi è considerato il simbolo, non solo del borgo toscano, ma di tutto il Casentino. Visibile da buona parte di questa valle della Toscana orientale, in provincia di Arezzo, la sua possente, dominante, mole, appare, secondo il punto di vista e la luce, in fogge diverse, tutte però molto suggestive ed estremamente affascinanti.

Il Castello di Poppi nell'omonimo borgo toscano, in Casentino

Il Castello di Poppi, i Conti Guidi e la sua fondazione

Fin dalle sue origini la storia del castello è strettamente legata a quella della più importante famiglia feudale del Casentino. I conti Guidi posero infatti Poppi al centro delle loro grandi proprietà e abitarono questo maniero per quasi 400 anni.

Nonostante i primi documenti scritti sull’esistenza del castello siano datati al 1191, la sua architettura e la circostanza che i Guidi fossero già all’epoca titolari di vasti possedimenti in Toscana e Romagna ci fa dedurre che la sua fondazione sia avvenuta due o tre secoli prima, nel periodo fra le invasioni longobarde e quelle franche che si succedettero in questi territori.

La sua “giovinezza” è anche il segreto della sua integrità

Sta di fatto che il castello si trova a essere ufficialmente il più “giovane” tra tutti quelli edificati da questa potente famiglia casentinese. E proprio questa sua relativa giovinezza, oltre alla cura e alla solidità con cui fu realizzato, sono i motivi per cui il Castello di Poppi – a parte la torre che a fine Ottocento divenne oggetto di un rifacimento nella sua parte alta – si presenta oggi con un aspetto molto simile a quello che poteva avere nel periodo medioevale.

Poppi è uno dei 23 borghi più belli d'Italia in Toscana. Si trova in Casentino (Arezzo), terra ricca di cultura, storia, e prodotti tipici

Avvicinandosi al Castello di Poppi

Da svariati punti di osservazione, a Poppi e nei suoi dintorni, il castello diffonde già enorme possanza, che tuttavia aumenta ancora avvicinandosi. Osservato dai giardini antistanti, trasmette tutta la forza della sua imponente struttura in pietra. Al contempo però mostra anche l’eleganza della sua composizione d’insieme nonché di alcuni suoi elementi architettonici: la torre quadrata, i merli e le finestre bifore ornate di stemmi gentilizi.

Tutto iniziò con la torre quadrata

Il nucleo originario del castello è rappresentato dalla torre quadrata che ancora oggi domina l’intera costruzione e la valle. Come accennato, l’aspetto attuale non è quello iniziale, essendo la torre stata trasformata nell’Ottocento in campanaria, durante l’opera di restauro successiva ai danni subiti per la caduta di un fulmine. La torre all’epoca doveva essere molto più alta e dotata di un apparato a sporgere con beccatelli, se è vero che sarebbe stata presa a esempio da Arnolfo di Cambio per la costruzione di quella di Palazzo Vecchio a Firenze.
Tre-quattro metri della sua base sono attualmente interrati, sottraendoci alla vista la scarpatura, complemento alla difesa piombante dell’epoca. Le rade aperture presenti nella muratura sembrano essere originali. In seguito, attorno alla torre, fu costruito il recinto fortificato, dal quale si svilupparono gli altri edifici della fortezza.

Lapo e Arnolfo di Cambio furono gli architetti del Castello di Poppi?

Data l’asimmetria stilistica con cui si presenta la facciata del castello, per quanto riguarda i progettisti, gli studiosi propendono per due architetti: Lapo di Cambio, prima, e Arnolfo di Cambio, poi, seppure non esistano riscontri storici documentati.

Dante e il Castello di Poppi

Un busto di Dante Alighieri posto nella piazza antistante ricorda il legame del poeta con l’edificio. Qui infatti, nel 1310, il letterato fu ospitato per 1 anno durante il suo esilio dal Conte Guido di Simone da Battifolle. Dante potrebbe addirittura aver composto il XXXIII canto dell’Inferno proprio in questo periodo.

Il castello dei conti Guidi a Poppi e la statua di Dante al tramonto

Accedendo al castello e scoprendone le meraviglie

Per entrare nel Castello d Poppi si attraversa un ponticello su un fossato a secco che ci introduce nella “munizione”, costruzione a basa quadrata adibita a guardia armata della struttura. Attraversato questo piccolo edificio ci si trova nel cortile esterno che circonda il palazzo dei conti Guidi, dove si trova un pozzo elegante.

Prima di entrare nel castello è bene soffermarsi davanti al portone d’ingresso e guardare verso l’alto. Un bassorilievo raffigurante un grande leone svetta sopra la nostra testa insieme ai 50 metri di altezza della possente torre.

Appena entrati dentro ci si trova nella corte interna. Lo sguardo vaga sullo sviluppo verticale dell’edificio, sui ballatoi in legno, sull’armoniosa scala realizzata al termine del XV secolo in base al progetto dell’architetto Jacopo di Baldassarre Turriani, opera straordinaria dal punto di vista tecnico.

Il leone all'ingresso del Castello di Poppi in Casentino

Visitare il Castello di Poppi

Il tavolo della giustizia e la sala di Tommaso Crudeli

Al piano terreno, a destra, appena entrati, una piccola porta immette nella stretta e angusta prigione. Continuando il giro della corte in senso antiorario si trovano le Scuderie dei Guidi, un’ampia sala con una caratteristica architettura medievale, utilizzata oggi per delle mostre. In fondo alla corte, ecco un tavolo in pietra denominato “tavolo della giustizia”. Bisogna infatti sapere che dalla metà del Quattrocento – periodo in cui Poppi cominciava a essere amministrato da un vicario inviato dalla Repubblica Fiorentina -, qui venne istituito il tribunale. Ed era proprio su questo tavolo che si faceva, per l’appunto, giustizia, emettendo sentenze e comminando condanne, secondo i principi penali dell’epoca.
A qualche metro dal tavolo una porta conduce a una sala che si apre sotto la corte e che è stata dedicata a Tommaso Crudeli, poeta di Poppi della prima metà del Settecento, fulgido esempio di libero pensiero e primo martire della massoneria

Le pareti e gli stemmi gentilizi dei della Robbia

Le pareti interne dell’intero Castello di Poppi sono impreziosite da numerosissimi stemmi gentilizi. Al piano terreno si trovano i più raffinati, realizzati in terracotta invetriata dai Della Robbia, la celeberrima famiglia di scultori e ceramisti fiorentini.

Il sontuoso Salone delle Feste

Al primo piano, ecco il Salone delle Feste. Qui i Conti Guidi solevano tenere banchetti, feste e spettacoli di varia natura. La sala è riccamente decorata, in particolar modo il soffitto che sfoggia belle opere d’arte, tra le quali una terracotta di Benedetto Buglioni raffigurante la Madonna della Cintola e Santi. Oggi questa prestigiosa sala è spesso utilizzata per convegni e conferenze.

Il gioiello del Castello: la Biblioteca Rilliana

Allo stesso piano spicca il gioiello culturale, non solo del castello e di Poppi, ma dell’intero Casentino: la Biblioteca Rilliana. Si tratta di un inestimabile patrimonio di 25mila volumi antichi. Fu realizzata alla morte del Conte Fabrizio Rilli Orsini (1828) che donò il suo enorme patrimonio librario alla comunità di Poppi.

Il piano nobile e le stanze dei conti Guidi

All’ultimo piano, il nobile, si aprono le stanze residenziali dei Conti Guidi. In cima all’ultima rampa di scale accoglie il visitatore la cariatide del conte Guido Simone da Battifolle, che visse a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, e che rappresentò una delle figure di maggior rilievo della casata. Fu lo stesso conte che nel 1310 ospitò Dante in esilio: con lui il Castello di Poppi crebbe fino a diventare più o meno quello odierno.

Le stanze dei conti Guidi sono tutte affrescate. Nella più grande è esposto l’interessante plastico della Battaglia di Campaldino, che mostra la disposizione degli schieramenti delle truppe guelfe e ghibelline prima del sanguinoso scontro che si verificò l’11 giugno 1289 nella piana di Campaldino, a poca distanza (e in vista) dal castello.

Un’altra di queste sale è la Cappella dei Guidi, uno dei gioielli artistici del Casentino. La parte alta delle sue pareti e la volta a crociera ci mostrano affreschi di Taddeo Gaddi, allievo di Giotto, eseguiti nella prima metà del Trecento, e raffiguranti 6 scene sacre: due dedicate a Giovanni Evangelista, due alla Vergine, due a Giovanni Battista.

Un’ulteriore stanza, posta tra le prime due, è la “Sala del Caminetto”,  connotata da questo elemento molto elegante.

Alla torre!

Dal ballatoio del piano nobile s’inerpica su un’irta scalinata che conduce alla cella campanaria posta in cima alla torre. Interessante, salendo i 104 scalini che la compongono, è soffermarsi a osservare l’antico meccanismo dell’orologio.
La fatica, una volta in cima, sarà tuttavia premiata dagli ampi panorami che spaziano sul Casentino.

La torre del Castello di Poppi in Toscana, Casentino

La leggenda del terribile fantasma della Contessa Matelda

Come tutti i castelli che si rispettino, anche quello di Poppi vanta il suo illustrissimo fantasma, stavolta nientemeno che una donna tanto bella quanto terribile che ancora oggi non cessa d’infestarlo.

La Contessa Matelda visse intorno agli inizi del XIII secolo, ed era così bella che non esisteva un solo maschio nelle vicinanze che non sognasse di averla. Lei però era la consorte dell’uomo più potente del luogo, che tuttavia era spesso assente “per guerra”, per cui Matelda trascorreva oziose giornate nel silenzio del Castello che mal si addicevano alla sua indole libera e ribelle.

Così la contessa ben pensò di risolvere la questione a modo suo. Si dice infatti che quando il marito era lontano ricevesse nelle sue stanze ogni volta un amante diverso, e che dopo l’amplesso, per assicurarsi che la sua infedeltà non fosse rivelata, facesse precipitare i poveretti in un fossato irto di lame affilate.

Ma le donne del borgo, insospettite dalla scomparsa dei bei giovani del luogo, istigarono il popolo ad aggredire Matelda, che alla fine venne trascinata sulla torre e murata viva.

Eppure la terribile e affascinante contessa pare non sia mai davvero uscita di scena. In molti, infatti, giurano di averla vista, vestita di bianco, affacciare di notte il suo avvenente volto da qualche finestra del castello, e si dice anche che aliti sul collo dei giovani più belli, invitandoli a trascorrere del tempo con lei, una proposta che, ancora oggi, qualcuno stenterebbe a rifiutare.

La corte interna del Castello dei conti Guidi a Poppi in Casentino, Toscana

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