L’isola di Montecristo, una delle meravigliose isole della Toscana, offre ai suoi visitatori paesaggi selvaggi che rimangono nel cuore. Visitarla vi darà la sensazione di entrare in un luogo senza tempo, un’oasi di vita, circondata da un profondo mare blu.

La primavera è arrivata e le condizioni del tempo sono perfette per una gita nelle stupende isole dell’Arcipelago Toscano. Sono un gruppo di sette isole maggiori: Giglio, Capraia, Isola di Montecristo, Gorgona, Pianosa e Giannutri), di cui l’Isola d’Elba è la principale.

Tutte queste terre hanno una tipica vocazione turistica che si sviluppa tutto l’anno, ma soprattutto nella stagione estiva. Per chi non vuole però trovarsi nella confusione di un turismo di massa, ed evitare quindi le urla festose delle famiglie in vacanza, consiglio una visita all’Isola di Montecristo, esperienza davvero unica.

E' possibile visitare l'Isola di Montecristo, riserva biogenetica della Toscana, solo con minicrociere organizzate e accompagnati dall'autorità forestale

Ai più è conosciuta per uno dei più famosi romanzi attribuiti ad Alexandre Dumas, completato nel 1844 . Il protagonista, Edmond Dantès, riesce a trovare un tesoro in una grotta dell’isola, fregiandosi del titolo romantico di Conte di Montecristo, da cui il libro prende il nome.

Nel 1977  l’Isola di Montecristo è stata inclusa nella rete europea delle riserve biogenetiche tanto da poterla definire uno scrigno prezioso per la sua particolare flora e fauna. La sua attenta tutela prevede necessariamente un accesso ai visitatori regolamentato per circa mille unità all’anno.

Ma un’avventura simile vale proprio la pena, anche se dobbiamo chiedere un permesso all’autorità Forestale di Follonica ed aspettare il “nostro turno”. Io preferisco affidarmi ad un’associazione che svolge un servizio di minicrociere, ce ne sono diverse come la “Toscana trekking” che organizza  partenze da Castiglione della Pescaia.

La nostra gita inizia di buon mattino alle 8,30 circa, ci imbarchiamo e arrivati a Cala Maestra scopriamo che le nostre guide saranno proprio gli agenti del corpo Forestale; sbarchiamo ed io per un attimo alzo lo sguardo, che bellezza! Una grande roccia si staglia di fronte a me, imponente, solitaria ma ricca di vegetazione. I colori sono fantastici, da ogni tipo di verde fino alle sfumature del grigio della pietra, questa luce li rende ancora più vivi.

Ci incamminiamo e veniamo a sapere che la scelta dei percorsi è su due o tre itinerari e il tempo di percorrenza varia dalle due alle tre ore. Iniziamo a salire incontrando l’ex villa reale che si trova proprio sopra Cala Maestra e fu fatta costruire dal botanico George Watson Taylor, che abitò sull’isola alcuni anni fino al 1860. In seguito fu invece abitata da Vittorio Emanuele. Oggi, ci spiegano che è un importante centro per studiosi e ricercatori.

Mi guardo attorno e la natura è veramente rigogliosa e in primavera, vedere tutte queste specie in fiore è veramente un piacere. Dall’alto i panorami sono fantastici, come sempre ne approfitto e catturo questi scorci marini.

Sull'isola di Montecristo si trova la ex villa reale appartenuta ai Savoia, vicino all'incantata Cala Maestra

L’Isola di Montecristo oggi è completamente disabitata, un tempo ci viveva il guardiano, ma a causa della crisi nel 2013 il suo contratto non è stato rinnovato. La sua assenza in realtà è una vera e propria novità, è dal 1890 che si hanno notizie dettagliate sui guardiani di Montecristo, da quando i Savoia inviarono Cesare e Argia Donati che vi rimasero per 30 anni.

Da quella data si sono avvicendate una ventina di persone con la sola interruzione dal 1945 al 1956. Il controllo dell’Isola di Montecristo ora resta esclusivamente al Corpo forestale dello Stato: due agenti che si danno il cambio ogni due settimane.

Il guardiano abitava proprio qui a due passi, dove è stato creato un piccolo museo. Qui possiamo osservare nello specifico esempi di flora locale, i minerali presenti e per i più appassionati ci sono anche interessanti volumi da poter consultare.

E' possibile visitare l'Isola di Montecristo, riserva biogenetica della Toscana, solo con minicrociere organizzate e accompagnati dall'autorità forestale

Un luogo veramente particolare, che mi ha colpito è la “Grotta del Santo” che ho trovato proseguendo il sentiero su una vera e propria mulattiera. Mi sembra di essere di fronte ad una piccola cappella scavata nella roccia, probabilmente costruita dai frati benedettini. E’ dedicata a San Mamiliano che, secondo la leggenda, nel V secolo per fuggire dal Re dei Vandali, si rifugiò sull’isola. Visse poi in solitudine e meditazione in una grotta (detta appunto “Grotta del Santo”), ribattezzando l’isola in Mons Christi” (Monte di Cristo).

Si racconta che San Mamiliano uccise un drago nella grotta, dalla quale sarebbe sgorgata la sorgente d’acqua tuttora esistente e di cui, sino al XIX secolo, veniva fatto mercato. All’interno si possono osservare numerosi ex voto che costituiscono la testimonianza del passaggio di generazioni di pellegrini e di marinai.

L’emozione è forte, mi soffermo a guardare questo luogo e penso a chi ha vissuto qui secoli addietro. Il sentiero mi mette alla prova con le sue salite, ma ciò che posso vedere e toccare non ha paragone con le mie piccole fatiche, voglio proseguire, voglio assaporare ogni attimo di questa esperienza, che probabilmente farò solo una volta.

Il monastero dell'isola di Montecristo venne costruito tra il 1200 e il 1300 dai monaci camaldolesi

L’ultima tappa prevista è un monastero, dopo però aver incontrato le rovine di un mulino. Fu costruito dai frati camaldolesi tra il 1200 e il 1300 ed oggi è divenuto parte integrante di questo paesaggio incontaminato.

Isola di straordinaria bellezza, rigogliosa e selvaggia, mi hai offerto tanto. Spero che l’uomo sia saggio e ti mantenga così pura, incontaminata, angolo di paradiso fuori dal tempo.

 

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