Francesco I dei Medici, figlio di Cosimo I, Granduca di Toscana, e della sua amatissima moglie, Eleonora di Toledo, è una figura controversa e per certi versi misteriosa, contrassegnata da una forte passione per l’alchimia e l’esoterismo, da un grande amore clandestino, da possibili omicidi, e da una doppia morte oscura.

Francesco I dei Medici: magia, omicidi e morti oscure

Già nel 1564, il padre Cosimo I – duramente provato dalla prematura scomparsa della moglie e di 2 dei suoi 11 figli a causa della malaria contratta durante un viaggio in Maremma – aveva abdicato in suo favore e si era ritirato nella sua villa di Castello. Francesco I dei Medici gli subentrò e ben presto si dimostrò dispotico come il padre, ma molto meno risoluto nel gestire la politica interna e soprattutto estera.

Francesco I dei Medici, figlio di Cosimo I, fu il Granduca appassionato di magia, colui che col Buontalenti creò la Porcellana dei Medici

La casata dei Medici poteva ormai essere considerata alla pari con le altre grandi casate dell’epoca, tanto che nel 1565 Francesco I dei Medici sposò addirittura Giovanna d’Austria, figlia dell’Imperatore Ferdinando I d’Asburgo, pur senza amarla. Fu un errore. I due non si presero mai, il carattere algido della moglie non piaceva a Francesco, lei “gli dette” 6 figlie femmine e neppure un maschio, insomma, c’erano tutti i presupposti perché il matrimonio andasse a rotoli, come andò. Il loro rapporto subì il colpo di grazia quando Francesco I dei Medici conobbe Bianca Cappello.

L’amore per Bianca Cappello

Bianca Cappello era la figlia del nobile veneziano Bartolomeo Cappello, una donna molto bella e raffinata che a soli 15 anni (anche per l’epoca erano pochi) aveva sposato il gentiluomo fiorentino Pietro Bonaventuri, collaboratore del banco dei Salviati. Anche questa una storia da romanzo: Bianca e Pietro si erano sposati di nascosto dopo che lei era fuggita dal padre tratta in inganno circa le reali sostanze del marito che nel frattempo aveva ben pensato di farsi consegnare i preziosi gioielli della dote. Altro matrimonio destinato al fallimento.

Francesco I dei Medici, figlio di Cosimo I, fu il Granduca appassionato di magia, colui che col Buontalenti creò la Porcellana dei Medici

Bianca evitò il rimpatrio forzoso voluto dal padre furibondo grazie all’intercessione e alla protezione di Cosimo, e quando conobbe Francesco I dei Medici era già pronta a cadere nelle sue braccia. Francesco la sedusse con non troppa difficoltà regalandole abiti e gioielli e alla fine assumendola come damigella di corte. Al marito di lei venne offerto un lavoro come impiegato granducale e divenne subito accondiscendente. La tresca, con la benedizione del felice cornuto, era servita. Bianca si spostò anche in un edificio (l’attuale Palazzo di Bianca Cappello in via Maggio) più prossimo a Palazzo Pitti per stare vicina all’amante Granduca, finché, nel 1572, il marito, Pietro Bonaventuri, venne assassinato in strada. C’è chi dice che fu a causa della sua vita dissoluta. C’è chi dice che ci fosse lo zampino dei due amanti. Il sospetto viene.

Delitti efferati

Bianca non riusciva però a entrare nelle grazie dei fiorentini, né della corte, né tantomeno in quelle del fratello di Francesco, il cardinale Ferdinando, secondogenito di Cosimo. Francesco I dei Medici, dal canto suo, soffriva di crisi da vassallaggio acuto nei confronti del suocero, Ferdinando I d’Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero, e non era capace di rendere Firenze indipendente dai suoi disegni egemonici come invece aveva saputo fare il padre.

Francesco I dei Medici, figlio di Cosimo I, fu il Granduca appassionato di magia, colui che col Buontalenti creò la Porcellana dei Medici

Terrorizzato dall’idea della congiura dei Pucci – un complotto per uccidere Cosimo I, ideata da Puccio Pucci e altri -, che non ebbe mai luogo per la morte del Granduca, decise di agire preventivamente e si vendicò con grande ferocia. Se non proprio architettò, dette comunque il suo benestare all’omicidio di sua sorella, Isabella, e della cognata Leonora Álvarez de Toledo y Colonna, moglie di Pietro dei Medici, ree d’intrattenere rapporti col partito antimediceo: le due disgraziate furono assassinate dai rispettivi mariti, l’una a una settimana di distanza dall’altra, in circostanze stranamente simili. Ancora sangue sulla famiglia dei Medici, ancora le mani dei potenti che si macchiavano di orrendi crimini.

La Porcellana dei Medici

Francesco I dei Medici non s’interessava molto di politica e lasciava l’amministrazione dello stato ai propri funzionari verso cui nutriva illimitata fiducia. S’interessava di alchimia, però, e di porcellane cinesi importate. Si mise in testa di risolvere il problema degli impasti per realizzare le porcellane, e sotto la direzione del Buontalenti, nel Casino di San Marco, a Firenze, scatenò gli “arcanisti” di cui controllò personalmente i progressi partecipando a ogni esperimento. Per questi e altri studi fece realizzare dal Vasari il famoso “studiolo” di Palazzo Vecchio, atto a “… servire per un guardaroba di cose rare et pretiose, et per valuta et per arte, come sarebbe a dire Gioie, Medaglie, Pietre intagliate, cristalli lavorati e vasi…”. Alla fine ebbero successo, e nel 1575 furono realizzate le prime opere di porcellana a pasta vitrea dell’occidente, la cosiddetta “Porcellana dei Medici“.

Francesco I dei Medici, figlio di Cosimo I, fu il Granduca appassionato di magia, colui che col Buontalenti creò la Porcellana dei Medici

La nascita di Antonio e di Livorno

Nel 1578, la mai amata moglie Margherita d’Austria morì, Francesco fece passare poco tempo e, nel 1579, finalmente si risposò con Bianca Cappello che poteva ormai uscire dalla sua chiacchierata clandestinità di amante. I due ex vedovi ebbero un figlio, Antonio, che forse fu addirittura adottato, ma i familiari gli fecero fin da subito una tale guerra che alla fine ottennero la sua esclusione dalla successione.

Rispettando la secolare tradizione medicea, Francesco coltivò la vocazione della famiglia al mecenatismo, ospitando a corte numerosi artisti. Il Buontalenti ebbe l’incarico di costruire una villa a Pratolino. La villa adesso non c’è più, ma viene descritta come la più sfarzosa tra quelle medicee, creata per circondare la sua amata Bianca di un ambiente fiabesco.
Sempre il Buontalenti, in seguito, ricevé l’incarico di progettare la città-fortezza di Livorno, allo scopo di assicurare ai traffici del Granducato un adeguato sbocco verso il mare.

Francesco I dei Medici, figlio di Cosimo I, fu il Granduca appassionato di magia, colui che col Buontalenti creò la Porcellana dei Medici

Malaria o fratricidio?

Francesco I dei Medici e la bella Bianca non ebbero però moltissimo tempo per godersi il loro idillio d’amore alla luce del sole. Circa 8 anni dopo il matrimonio, l’8 ottobre del 1587, Francesco, insieme al fratello Cardinal Ferdinando e a Bianca cenarono nella villa di Poggio a Caiano. La notte, prima il Granduca e poi la moglie si sentirono male. Violente febbri e vomito a intermittenza per entrambi. Molto strano. Mentre il Cardinal Ferdinando, niente, stava bene. Molto sospetto. L’agonia durò 11 giorni, finché sia Francesco che Bianca lasciarono questo mondo senza che l’uno sapesse dell’altra. La morte gli si celò agli occhi così come per anni avevano celato il loro amore.

Fu febbre terzana da malaria, come sostengono alcuni, o fu la mano omicida del Cardinal Ferdinando che detestava Bianca e che così sarebbe succeduto al fratello sul trono mediceo? L’enigma secolare della loro morte è sembrato risolversi di recente, nel dicembre 2006, quando degli studiosi tossicologi dell’Università di Firenze hanno trovato nei resti dei tessuti epatici di Bianca e Francesco tracce di arsenico somministrato loro in dose letale ma non massiccia: questo spiegherebbe gli 11 giorni di agonia. Tuttavia, nel 2010, un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa ha isolato nel tessuto osseo di Francesco il Plasmodium falciparum, agente della malaria perniciosa, e quindi ha confermato la morte per malaria.

Francesco I dei Medici, figlio di Cosimo I, fu il Granduca appassionato di magia, colui che col Buontalenti creò la Porcellana dei Medici

L’arsenico c’era. C’era anche la malaria, però. Forse che la malaria potrebbe avere dato un’ulteriore mano al lento piano omicida del Cardinal Ferdinando? Chissà, l’enigma continua.

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