Montemerano è uno dei 23 Borghi più belli d’Italia della Toscana. Si trova in Maremma, tra Saturnia e Manciano, sospeso tra le verdi vallate del Monte Amiata e il profondo blu del Mar Tirreno.

Montemerano, lo splendido Medioevo che non è mai passato

In questo mio girovagare tra i borghi toscani più belli d’Italia, oggi arrivo a Montemerano, in Maremma (mappa) delizioso paesino arroccato tra Saturnia e Manciano.

Montemerano è uno dei 23 Borghi più Belli d'Italia della Toscana. Questo borgo medievale si trova in Maremma, tra Saturnia e Manciano

Un vento fresco (un tempo si diceva “tramontana”, ora sono masse d’aria fredda che calano, barbariche, dalla Siberia, dalla Groenlandia, dalla Scandinavia) spazza il cielo e le strade. Le immagini, i contorni delle cose si fanno nitidi, netti, quasi accecanti nella loro evidenza. Tempo da foto turistiche, da cartoline, un po’ meno interessante per chi ama gli aspetti artistici della realtà.

Attraverso la porta di piazza Canzanelli, percorro Via Italia. Giro a destra salendo su per Via del Castello. Passo sotto un ampio arco, entro in Piazza del Castello. Da quando è stata costruita, in pieno Medioevo, non è cambiata d’un mattone. Una piccola bolla antica, senza tempo, in una realtà dal tempo sempre più accelerato. Respiro storia. Raccolta, tutta in pietra, la piazza sembra il set di “Non ci resta che piangere”. Mi immagino Troisi affacciato sul balcone, il frate che gli urla: “Ricordati che devi morire!”, e lui che risponde: “Sì sì, mo’ me lo segno”. Insuperabile Massimo.

Breve storia di Montemerano

La tradizione impone che il nome “Montemerano” derivi da Mons Marianus, in memoria del console Caio Mario che, nel I secolo a.C., venne sconfitto proprio da queste parti durante la guerra civile contro Lucio Cornelio Silla. Ma la radice latina potrebbe anche far riferimento a personaggi o famiglie locali, come Marius, Amerius o Mirius.

Come sempre, da queste parti, la storia riguarda gli Aldobrandeschi, gli importanti comuni limitrofi, e alla fine, inevitabilmente, i Medici del Granducato.
Nell’896, l’imperatore Arnolfo concesse all’Abbazia di San Salvatore, sul Monte Amiata, il dominio sul «castello» di Montemerano.
Dopo il Mille, il borgo passò sotto l’egida degli Aldobrandeschi, conti palatini, che eressero la rocca circondando di mura il nucleo originario del paese, ossia la piazza dove mi trovo adesso.
Nel XIII e XIV secolo il borgo fu feudo della famiglia orvietana dei Baschi, filo-imperiale, ghibellina, legata agli Aldobrandeschi da un matrimonio d’interesse.

Montemerano è uno dei 23 Borghi più Belli d'Italia della Toscana. Questo borgo medievale si trova in Maremma, tra Saturnia e Manciano.

Sotto il dominio di Siena

Nel 1382, Ranieri de’ Baschi vendette al Comune di Siena il castello di Montemerano, allontanandolo dall’influenza del Comune guelfo di Orvieto. Siena favorì la nascita della Civitas Montis Merani ricostruendo la cinta muraria, nel 1407, e la rocca – di cui oggi resta soltanto la torre quadrata – e circondando con mura la nuova chiesa e le case sorte all’esterno della vecchia cinta.

Nella seconda metà del XVI secolo, la «Terra di Montemerano», inglobata nel vicariato di Sovana, entrò a far parte del ducato mediceo e, nel 1783, per legge granducale, furono soppresse 38 comunità del territorio grossetano, tra cui Montemerano, che così perse ogni autonomia amministrativa.

Incontro con i locali

Mi siedo sul primo gradino di una stretta scalinata che porta al secondo piano di una casa. Perché adesso queste meraviglie non le costruiscono più? Perché adesso è tutto tozzo, squadrato, geometricamente piatto, abbrutente? Un bel gattone tigrato mi si avvicina, miagola. Magari da questo “forestiero” raccatto qualcosa, pensa. Divido con lui la mia frugale colazione. In cambio mi concede qualche carezza al suo bel manto morbido. Lo scambio mi pare equo.

Montemerano è uno dei 23 Borghi più Belli d'Italia della Toscana. Questo borgo medievale si trova in Maremma, tra Saturnia e Manciano.

È un ruffianone,” – mi informa un signore anziano che passa lì davanti tenendosi a un bastone – “chiede sempre a tutti”. Gli sorrido, annuisco: è la sua natura, penso, fa quello che deve fare, noi possiamo dire lo stesso della nostra natura? Ma questa è un’altra storia.

Riparto alla scoperta di Montemerano, dei suoi tesori, delle sue chicche. Vicolo della Libertà, supero il campanile. Oltrepasso una porta ad arco. A destra, il teatro, anticamente Pieve di San Lorenzo. Una targa ricorda che prima esisteva l’antico monastero della Pieve e ammonisce: “Qui il tempo si è fermato e si ascolta il silenzio”. Un’altra bolla fuori dalla realtà in un borgo che è già di per sé un’irrealtà. Irrealtà al quadrato. O è forse la nostra pazza corsa verso…cosa? la vera irrealtà al quadrato?

La parte settentrionale del borgo

Scendo per Via della Chiesa, ennesima porta ad arco, l’attraverso. Sono nella parte settentrionale di Montemerano, in Piazza della Chiesa, quella di San Giorgio. La chiesa, consacrata nel 1430, è un gioiello d’arte romanica, e conserva una straordinaria collezione d’opere d’arte rinascimentali che qui in Maremma grossetana non hanno uguali.Montemerano è uno dei 23 Borghi più Belli d'Italia della Toscana. Questo borgo medievale si trova in Maremma, tra Saturnia e Manciano.

Dentro c’è la celebre “Madonna della Gattaiola“, creata intorno al 1450 da un artista della scuola del Sassetta, dal soprannome che concede poco all’immaginazione: “Maestro di Montemerano”. La peculiarità è che ha un foro circolare nella parte inferiore. Ancora non si sa se il foro sia stato fatto prima o dopo che il dipinto fosse terminato.

La leggenda vuole che un parroco, usando la tavola come porta d’un magazzino, l’abbia bucata per far passare i gatti. Ecco perché: “Madonna della Gattaiola”. Saresti passato anche tu, mi dico pensando al tigrato con cui ho condiviso la colazione. Le pareti sono decorate con affreschi della scuola senese del XV sec.. Tra le opere più interessanti, un Polittico di Sano di Pietro del 1458.

Montemerano è uno dei 23 Borghi più Belli d'Italia della Toscana. Questo borgo medievale si trova in Maremma, tra Saturnia e Manciano.

Campagna e borgo senza soluzione di continuità

Abbandono la chiesa, esco dalla cinta muraria più esterna, attraverso la porta grossetana. Le mura portano ancora i segni, è il caso di dirlo, delle varie dominazioni di Montemerano: dal periodo medievale a quello rinascimentale. La parte più antica si concentra a ridosso della Chiesa di San Giorgio, dove si vedono una porta ad arco e una torre quadrata, la parte rinascimentale è più spostata nella sezione occidentale dove ci sono due porte d’accesso e il camminamento di ronda.

Sto tornando al punto di partenza, all’origine di tutto. Dall’alfa all’omega. Mi piace l’idea del viaggio circolare, lo trovo simbolico per ogni esistenza. Seguo Via dello Spedale, tra le mura s’intravedono antiche torri, oggi abitazioni private. Il passato, mai davvero passato, fa capolino nel presente.

Montemerano è uno dei 23 Borghi più Belli d'Italia della Toscana. Questo borgo medievale si trova in Maremma, tra Saturnia e Manciano.

Qui campagna e paese sono uniti, non esiste soluzione di continuità, come accadeva un tempo. Tutt’intorno, una vista che va dall’Argentario al Monte Amiata, dal Tirreno alla valle dell’Albegna, dal Giglio alle colline del Fiora. Laggiù un gregge di pecore bruca ignaro d’essere osservato. Ignaro anche d’essere gregge. E chissà quanti, prima di me, hanno osservato un gregge simile dal punto in cui mi trovo. E hanno pensato cose simili. La circolarità del tempo.

Il ristorante stellato nel borgo senza tempo

Cammino lento, sereno, senza il tempo, circolare o meno, che m’incalza alle spalle. Che ore sono? Le una. Potrei anche andare a far visita a una nostra cara conoscenza, Valeria Piccini, grande chef del ristorante – 2 stelle Michelin – Da Caino. Scoprire cosa propone la sua sublime cucina in questa stagione.

Intervista allo chef Michele Griglio che racconta la sua carriera in cucina.

Perché no? Riappare il simpaticone tigrato da dietro un cantuccio. No, tesoro bello, stavolta non puoi venire, non è posto da gatti, quello. E neanche da tutti gli umani. Un’ultima carezza e lo lascio nel suo paese senza tempo. Un po’ lo invidio.

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