Sapete quante sono le oasi del WWF in Toscana? Sono 17. L’avreste mai detto? Io no. Probabilmente avrei sparato: 5-6. E avrei sbagliato di grosso. Da un lato sono stupito, dall’altro sono orgoglioso che la nostra regione sia stata presa di mira, in senso buono ovviamente, dal WWF.

Oasi del WWF in Toscana: sono 17. E tutte bellissime

La prima oasi del WWF in Toscana nasce nel 1967 ed è quella del Lago di Burano, un’ex tenuta di caccia nel comune di Capalbio. A seguire, l’altra storica, l’oasi naturale di Orbetello, poi il resto, via via, fino ad arrivare al cospicuo numero di 17. Territori vergini, panorami mozzafiato dal fascino selvaggio, gioielli naturali in cui poter ammirare una miriade di specie protette di uccelli e mammiferi.

Le Oasi del WWF in Toscana sono in tutto 17 diffuse su tutto il territorio: dalla Bassa Maremma alla Versilia fino all'Appennino Pistoiese

Ci sono itinerari da percorrere, osservatori faunistici, camminamenti, passerelle e capanni. Non mancano le attrezzature e i servizi per i diversamente abili, il personale qualificato e i mezzi di trasporto. Una bellissima serie di esperienze edificanti, rilassanti, corroboranti, adatte a tutta la famiglia, compresi il nonno e la nonna.

Le oasi del WWF in Maremma

Laguna di Orbetello

Iniziando dall’area maremmana, che per tradizione, storia e morfologia del territorio, è la più ricca di oasi, troviamo, andando in ordine cronologico la seconda oasi del WWF in Toscana: la Laguna di Orbetello. Con 1.000 ettari di fondo chiuso, che comprendono anche la riserva naturale, è la più importante laguna del Tirreno: qui è possibile avvistare un famoso uccello acquatico, il cavaliere d’Italia, che nel 1964 indusse Fulco Pratesi e Hardy Reichelt a creare una delle prime oasi WWF. A causa della sua posizione lungo le rotte migratorie si concentrano, soprattutto d’inverno, migliaia e migliaia di uccelli.

Le Oasi del WWF in Toscana sono in tutto 17 diffuse su tutto il territorio: dalla Bassa Maremma alla Versilia fino all'Appennino Pistoiese

Lago di Burano

Il Lago di Burano, nel comune di Capalbio, è stata non solo la prima oasi del WWF in Toscana, ma la prima in assoluto su tutto il territorio nazionale (1967). Inizialmente era una riserva di caccia, poi l’ente le ha cambiato totalmente la destinazione e di conseguenza il destino. Nei suoi 410 ettari vi sono ricompresi un tratto intatto di costa di duna sabbiosa, la macchia tipica della zona e un lago salmastro retrostante su cui domina una torre. Duna, laguna, macchia: una meravigliosa oasi nel senso stretto del termine.

Oasi di San Felice

L’Oasi San Felice, a Marina di Grosseto, di cui abbiamo scritto più ampiamente (Nella grande oasi naturale della Maremma, il gioiello dell’Oasi San Felice), è un gioiello di 47,7 ettari di rara bellezza. Similmente al lago di Burano, contiene un tratto di duna sabbiosa, una folta e vasta pineta e la fiumara, un canale realizzato completamente a mano.

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Bosco Rocconi e Oasi Affiliata Capra Matilda

Nella zona di Roccalbegna ci sono altre due belle oasi del WWF in toscana: Bosco Rocconi e l’Oasi Affiliata Capra Matilda.
La prima, di 130 ettari, e una riserva naturale regionale. Vi si trovano due corsi d’acqua che scorrono attraverso degli spettacolari canyon di roccia. L’oasi è quasi un’antinomia di se stessa, aspra e selvaggia, dolce e avvolgente. È il regno dal falco lanario, un predatore raro, e del bosco mediterraneo che contiene alberi secolari di grandi dimensioni.

La seconda, più piccola (62,5 ettari), abbraccia un’area in alta collina, alle pendici del Monte Amiata, in una zona ricca di boschi e pascoli adatta all’allevamento brado e semibrado. Tra campi coltivati a cereali, zone boscose e prati naturali, sorge un’azienda agrituristica privata affiliata al WWF che testimonia come uomo e natura possano convivere insieme in perfetto equilibrio.

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Le oasi del WWF in Alta Maremma

Padule Orti Bottagone

Continuiamo il nostro viaggio tra le oasi del WWF in Toscana spostandoci in Alta Maremma, nel comune di Piombino, dove troviamo il Padule Orti Bottagone, un’area di 126 ettari, preziosa testimonianza di come fossero le paludi della bassa Val di Cornia prima della bonifica. La palude d’acqua dolce del Bottagone e quella salmastra degli Orti danno vita a una vera e propria oasi di biodiversità, habitat naturale per molte specie animali e vegetali.

Padule di Bolgheri

Nella zona di Bolgheri, e precisamente nel comune di Castagneto Carducci, troviamo il Padule di Bolgheri, o meglio il Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri “Marchese Mario Incisa della Rocchetta” – Oasi Affiliata. Nel 1959, su iniziativa del marchese che ne era il proprietario, divenne la prima area privata protetta in Italia. All’interno degli ampi 513 ettari si può ammirare il fulgido esempio d’un ambiente originario dell’Alta Maremma: stagni, pineta, bosco igrofilo, prati allagati. L’oasi rappresenta anche un rifugio faunistico per tante specie animali.

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Dune di Tirrenia

Nel comune di Pisa, nella zona di Tirrenia, si trova una piccola area di 24 ettari, le Dune di Tirrenia, una delle meravigliose oasi del WWF in toscana. In mezzo a dune che raggiungono anche i 10 metri di altezza, si trovano tutte le specie tipiche della macchia mediterranea, oltre alla periploca graeca, una rara specie di liane, tra le poche presenti nel nostro Paese.

Bosco della Cornacchiaia

Non lontano da questa, inserita nel Parco Regionale di Migliarino, a San Rossore, c’è il Bosco della Cornacchiaia caratterizzato dall’alternanza di tomboli, ossia cordoni di dune sabbiose, e aree allagate. Questo bosco rappresenta una zona vergine, col suo sottobosco quasi impenetrabile e l’immancabile presenza della periploca graeca.

Le Oasi del WWF in Toscana sono in tutto 17 diffuse su tutto il territorio: dalla Bassa Maremma alla Versilia fino all'Appennino Pistoiese

Prima di passare ad altre oasi del WWF in Toscana, è bene sottolineare che per i maremmani le oasi naturalistiche non sono separate dal resto del territorio, ma costituiscono il simbolo di un modo di vivere in armonia con la natura e col sereno avvicendarsi delle stagioni.

Le oasi del WWF in Versilia

Dune di Forte dei Marmi

Spostandoci più su, verso la Versilia, ecco le Dune di Forte dei Marmi. Quest’Oasi WWF rappresenta l’antico paesaggio della Versilia precedente allo sviluppo turistico-balneare. L’area è molto ridotta, solo 3,17 ettari, e include un piccolo orto botanico impiantato negli anni ‘70 dall’Università di Bologna per studiare gli effetti dell’inquinamento sulla vegetazione costiera.

Le Oasi del WWF in Toscana sono in tutto 17 diffuse su tutto il territorio: dalla Bassa Maremma alla Versilia fino all'Appennino Pistoiese

Parco didattico dei Ronchi

Ancora un po’ più su, a Massa, c’è invece il Parco didattico dei Ronchi (solo 1,5 ettari), una benefica passeggiata tra i profumi, i suoni e i colori del bosco mediterraneo lungo il litorale.

Bosco del Bottaccio

Nell’entroterra, a Capannori, si estende il Bosco del Bottaccio, 20 ettari che rappresentano un esempio di come fossero un tempo i boschi planiziali che circondavano il lago di Bientina e la zone umide nelle pianure interne della Toscana.

Le oasi del WWF vicino Firenze

Oasi WWF di Focognano e Val di Rose

Verso Firenze troviamo due delle oasi del WWF in Toscana: una a Campi Bisenzio, e una a Sesto Fiorentino, ci sono le Oasi WWF di Focognano e Val di Rose.

Le Oasi del WWF in Toscana sono in tutto 17 diffuse su tutto il territorio: dalla Bassa Maremma alla Versilia fino all'Appennino Pistoiese
La prima è un complesso di 5 bacini lacustri di 65 ettari, tipica testimonianza del paesaggio storico della Piana Fiorentina e tassello essenziale delle “vie d’acqua” seguite dagli uccelli, oltre che un microambiente fondamentale per la conservazione degli anfibi.
La seconda, di soli 2 ettari, comprende un sistema di stagni realizzati da WWF Toscana e Università degli Studi di Firenze per proteggere le popolazioni di anfibi minacciate.

Oasi Affiliata Dynamo

Andando verso Ovest, sull’Appennino pistoiese, ecco l’Oasi Affiliata Dynamo. Estesa su circa 900 ettari, si tratta d’un’area montana, a cavallo della linea di spartiacque tra il Mar Tirreno e il Mar Adriatico, ricca di boschi e pascoli. Ogni anno, per una settimana, il Dynamo Camp accoglie gratuitamente bambini provenienti da ospedali italiani ed esteri, affetti da patologie gravi e croniche, che hanno bisogno d’un periodo di terapia ricreativa. Nell’oasi, oltre alla ricerca scientifica e ad azioni di conservazione, si possono svolgere anche escursioni e attività sportive e di didattica ambientale.

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Oasi WWF di Gabbianello

Più verso nord, nell’Appennino tosco-emiliano, a Barberino di Mugello, si trova l’Oasi Naturale del Gabbianello. 25 ettari di ambiente umido, che durante il periodo migratorio ospitano migliaia di uccelli, in cui è possibile svolgere molte diverse attività didattiche per tutte le età.

Oasi Lago di Chiusi

L’ultima tappa del nostro viaggio tra le oasi WWF in Toscana, la diciassettesima, si trova nella parte meridionale del Lago di Chiusi, nella Val di Chiana senese. È una zona di 8 ettari che include una parte di acque basse, ricca di piante acquatiche e un bosco igrofilo a salici e pioppi. Inoltre ospita una delle più importanti colonie di aironi (garzaie) dell’Italia centrale.

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