Una breve guida completa ai principali siti archeologici etruschi e romani della Toscana da visitare per scoprire la storia dell’antica Etruria e della sua grandiosa civiltà

I principali siti archeologici etruschi e romani della Toscana

La Toscana è una terra dal passato molto antico. Vi si trovano numerosissimi siti archeologici etruschi, romani, altomedievali, senza dimenticare i Liguri Apuani, dei quali è rimasto il cospicuo patrimonio delle statue stele, oggi conservate nei musei archeologici delle province di Massa-Carrara e La Spezia.

Statua di bronzo della Chimera etrusca di Arezzo a porta San Lorentino

La culla della civiltà etrusca

La Toscana è però soprattutto considerata, insieme al Lazio, la culla della civiltà etrusca. Vi sono conservate tracce di frequentazione umana continuative dal Paleolitico all’Età del Bronzo, soprattutto nell’area delle Grotte di Belvedere. La cultura villanoviana è testimoniata dal passaggio da piccoli villaggi a centri urbani articolati, ma l’emblema della regione rimangono comunque loro, gli Etruschi, una delle civiltà più studiate ed enigmatiche della storia.

Gli Etruschi prima dell’arrivo dei Romani

Dominatori del Tirreno, gli Etruschi si erano assicurati anche il controllo delle materie prime e della loro lavorazione. Il mondo greco ne influenzò molto lo stile di vita, ma finì per contribuire alla decadenza di questa grande civiltà, poi schiacciata dalla crescita del dominio romano.

La fine della civiltà etrusca sotto il dominio romano

In un primo periodo l’Etruria, sotto il nascente astro romano, godette di grande prosperità, per poi, a poco a poco, iniziare a perdere d’importanza a causa delle continue guerre civili e della malaria, piaga micidiale in quest’area. Tanto che sotto Ottaviano Augusto diventò Regio VII e seguì il destino dell’Impero.

Una testa etrusca rinvenuta in uno dei tanti scavi archeologici della Toscana

Una breve guida completa ai siti archeologici della Toscana

Nella regione sorgono dappertutto musei più o meno importanti che conservano i numerosi reperti archeologici rinvenuti sul territorio, ma quali potrebbero essere i migliori siti archeologici da visitare in Toscana?

Premesso che ce ne sono centinaia, nella nostra breve guida ai siti archeologici toscani, abbiamo seguito il seguente criterio. Abbiamo diviso il territorio per province e citato tutti i siti archeologici della Toscana degni di nota, raccontando però solo quelli più importanti. Purtroppo non esiste altro modo per  affrontare un argomento tanto vasto.

Acropoli dell'antica città di Cosa, sorge nel sud della Maremma, ad Ansedonia

Siti archeologici da visitare in provincia di Arezzo

La nostra guida ai siti archeologici della Toscana inizia in provincia di Arezzo, antichissima città toscana fondata nel I millennio a. C. dagli Umbri e poi passata sotto dominio degli Etruschi che nel V secolo a.C. la dotarono di mura, trasformandola in una lucumonia.

Visitare l’Anfiteatro romano di Arezzo

Nei secoli profanato e saccheggiato, anche per costruire chiese e palazzi, quel che resta dell’Anfiteatro romano di Arezzo è la sua ellissi di pietra arenaria e laterizi, le arcate e i due ingressi principali.
Fondato tra il 117 e il 138 d.C, in età adrianea, per le celebrazioni dei giochi e delle festività cittadine, poco più piccolo del Colosseo – con un’asse maggiore di 121 metri e una minore di 68 metri -, questo anfiteatro riusciva a contenere fino a 8.000 persone. Oggi ospita eventi, spettacoli e concerti nel periodo estivo. I resti dell’epoca romana di Arezzo sono conservati nelle sale dell’ampio Museo Archeologico Gaio Cilnio Mecenate, adiacente all’Anfiteatro.

Anfiteatro romano di Arezzo in una giornata di sole

L’Area archeologica del Sodo a Cortona

Ricordiamo anche l’Area archeologica del Sodo, situata a valle dell’abitato di Cortona, nell’omonima località ai margini di Camucia.

Qui si trovano 3 tumuli etruschi, chiamati localmente “meloni” per la loro forma di colline tondeggianti.

👉  Leggi anche: Arezzo, la città toscana più antica di Ninive

Tomba etrusca vicino a Cortona

Siti archeologici in provincia di Firenze

La principale area archeologica vicino Firenze è quella di Fiesole, antico borgo fondato dagli Etruschi sulle colline circostanti quella parte della valle dell’Arno che qualche tempo dopo avrebbe ospitato la fondazione della romana Florentia.

Area archeologica di Fiesole

La storia di Fiesole comincia in epoca etrusca. Nell’area archeologica, una delle più famose della Toscana, si possono osservare le stratificazioni del lungo passato della cittadina: il tempio etrusco-romano, il teatro romano (uno dei più famosi della regione), le terme.

Gli scavi di Fiesole cominciarono ai primi dell’Ottocento grazie al barone Friedman von Schellersheim; la campagna d’indagini archeologiche fu avviata sistematicamente solo negli anni Settanta dell’Ottocento, quando fu il Comune stesso a far riprendere gli scavi e a istituire il primo nucleo dell’odierno Museo Archeologico.

Il Teatro di Fiesole – che risale a un periodo compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., rimane uno tra i meglio conservati in Italia. Viene tuttora utilizzato come sede dell’Estate Fiesolana, cartellone di eventi teatrali e musicali che si tengono ogni anno da giugno fino ad agosto.
Nell’area archeologica si può visitare anche la necropoli longobarda, che risale alla fine del VI secolo: nel Museo Archeologico di Fiesole si possono ammirare le ricostruzioni di 4 sepolture.

Altri siti archeologici vicino a Firenze da visitare

Ricordiamo, sempre in provincia di Firenze, i siti archeologici di Montaccianico; la Necropoli di Palastreto, Poggio Colla; Semifonte; il Tempio di Iside a Firenze; le Tombe etrusche di via del Bargellino.

Anfiteatro romano di Fiesole in una giornata di sole

Provincia di Grosseto: l’area toscana più ricca di siti archeologici etruschi

La Maremma grossetana e l’Alta Maremma sono i territori che gli Etruschi avevano scelto come loro sbocco sul mare. Molti sono infatti i siti archeologici da visitare in provincia di Grosseto.

Area archeologica di Cosa

L’area archeologica di Cosa si estende sulla cima del promontorio di Ansedonia, a 114 metri slm, davanti al Monte Argentario. L’antica città di Cosa era una colonia romana sorta con funzione di controllo tra il mare e l’entroterra, dopo la conquista delle città di Volsinii e Vulci, nel 280 a.C.
Continuò a svolgere il suo ruolo essenzialmente strategico, nonostante avesse anche commerci marittimi, fino alla tarda età imperiale; a partire dal IV secolo d. C. fu progressivamente abbandonata.

Oggi della città di Cosa rimangono i resti delle mura, il foro con le tracce della basilica e con le rovine del complesso della curia e del comizio, sedi della vita amministrativa della città, il tempio della Concordia, il tempio di Mater Matuta, numerose domus (a partire dalla casa di Diana e dalla casa del Tesoro), e altre importanti vestigia.
Dal 1981, all’interno dell’area archeologica, si trova il Museo Archeologico Nazionale di Cosa nato da una collaborazione tra lo Stato e la American Academy in Rome, che negli Anni Quaranta avviò gli scavi.

L'antica città di Cosa, sorge nel sud della Maremma, ad Ansedonia. Consiglio: visitate gli scavi archeologici, offrono panorami mozzafiato

Parco archeologico del Lago dell’Accesa

Il Lago dell’Accesa, nella Bassa Maremma, ha una piccola superficie di 14 ettari, ma è estremamente interessante per le specie locali. Fu sede di un antico insediamento etrusco, situato a 9 km da Massa Marittima, nel cui territorio comunale si trova il parco archeologico.

L’antico borgo etrusco risale al VII-VI secolo a.C., ma l’insediamento potrebbe addirittura risalire al IX secolo. Probabilmente il centro, di cui non si conosce il nome etrusco, era legato alla vicina città di Vetulonia. Fu scavato per la prima volta tra gli Anni Venti e Trenta del Novecento per iniziativa dell’archeologo Doro Levi. Solo a partire dagli Anni Ottanta, con le indagini e gli scavi dell’Università di Firenze guidate dal noto etruscologo Giovannangelo Camporeale, ci si rese conto della vastità dell’insediamento, di cui sono stati ritrovati 5 quartieri (nominati con le prime cinque lettere dell’alfabeto) disposti lungo le sponde del lago, e diverse necropoli.

Il Lago dell'Accesa vicino a Massa Marittima

La città etrusca di Vetulonia

Vetulonia, nel territorio comunale di Castiglione della Pescaia, è un’antica città le cui origini risalgono al IX secolo a.C.. Fu un fiorente centro della Dodecapoli etrusca, le 12 città-stato etrusche governate dal lucumone, dette, appunto, lucumonie; la sua prosperità è resa palese dai tanti ritrovamenti di oreficerie e oggetti d’importazione, oltre che da interessanti prodotti di artigianato locale.

La città di Vetulonia fu conquistata dai Romani, dei quali divenne un municipium, e diminuì gradualmente d’importanza. Per secoli si sono perse le sue tracce, finché i primi scavi, realizzati alla fine dell’Ottocento su iniziativa dell’archeologo Isidoro Falchi, portarono alla scoperta della lucumonia.

Le tombe monumentali di Vetulonia

Oggi, la storia di Vetulonia ci viene narrata soprattutto dalle numerose testimonianze funerarie, che iniziano dal IX secolo a.C. e che culminano nelle più evidenti tracce della magnificenza dell’antica città, ossia le tombe monumentali del Belvedere, del Diavolino, della Pietrera.

Antiche rovine di Vetulonia in Toscana

L’antica area archeologica di Roselle

A pochi chilometri da Grosseto, Roselle è uno dei più famosi siti archeologici della Toscana. È possibile ammirarvi i resti dell’antica città etrusca di Rusel (la Rusellae dei Romani), dirimpettaia di Vetulonia, visto che le due città si fronteggiavano sulle opposte sponde del Lago Prile.

Come Vetulonia, era una delle città della Dodecapoli etrusca. Fondata nel VII secolo a.C., Roselle era un rilevante snodo di comunicazioni e un polo commerciale. La cruenta conquista da parte dei Romani risale al 294 a.C.; Tito Livio, nel suo Ab urbe condita, narra della devastazione della città da parte del console Lucio Postumio Megello, della riduzione in prigionia e del massacro di centinaia di suoi abitanti.

Roselle sopravvisse fino a buona parte del Medioevo, tanto da divenire una sede diocesana che fu in seguito trasferita a Grosseto nel 1138. Oggi sopravvivono le mura etrusche, parte dell’anfiteatro romano, le rovine d’un complesso termale, gli splendidi mosaici della cosiddetta “domus dei mosaici”, i resti della basilica paleocristiana.

Statua romana nel sito archeologico di Roselle nella Maremma toscana vicino Grosseto

Parco Archeologico “Città del Tufo” di Sorano

Il Parco Archeologico “Città del Tufo” di Sorano comprende diversi siti archeologici di notevole rilevanza e di diverse epoche. Tra i più celebri, le Vie Cave di Sovana, note anche come Cavoni. Si tratta di un sistema viario di epoca etrusca che correva tra le pareti delle rocce di tufo in una zona compresa tra le attuali Sovana, Sorano e Pitigliano. Fu utilizzato anche in epoca romana e fino al Medioevo.

Bellissimi anche l’imponente necropoli di Sovana (anch’essa di epoca etrusca), e i siti rupestri medievali di San Rocco e di Vitozza; in quest’ultimo, abitato fino al tempo dei Lorena e definitivamente abbandonato alla fine del Settecento, si trovano i resti di un castello, un tempo possedimento degli Orsini. Alcune delle necropoli sono collegate dalle Vie Cave: camminare tra queste alte pareti di roccia tufica è un’esperienza che non si può ripetere in altri siti archeologici.

Altri siti archeologici da visitare in provincia di Grosseto

Ricordiamo, sempre in provincia di Grosseto, i siti archeologici di Tino di Moscona; Area dei templi dello Scoglietto; Castello di Capalbiaccio; Ghiaccio Forte; Necropoli della Banditella; Necropoli di Poggio Buco; Pian di Palma; Tempio di Talamonaccio; Villa romana delle Paduline; Villa Settefinestre.

Le Vie Cave vicino a Sorano, borgo toscano nell'area del tufo

Aree archeologiche da visitare in provincia di Livorno

Visitare Baratti e Populonia

Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, nel comune di Piombino, è situato in un contesto paesaggistico di grande bellezza. Aperto nel 1998, è parte dei Parchi della Val di Cornia.
Populonia è l’unico caso noto di città etrusca costruita direttamente sulle rive del mare. Fufluna o Pupluna faceva parte delle dodici città della Dodecapoli etrusca, e raggiunse il periodo di massimo splendore nel VI secolo a.C..

Parliamo di un’importante città con migliaia di abitanti, difesa da mura, che fiorì grazie all’industria del ferro, come testimoniano i numerosi ritrovamenti. Populonia iniziò a decadere a partire dal I secolo a.C., per essere distrutta dai Longobardi nel 570 e saccheggiata nell’809 dai pirati saraceni: all’epoca, il borgo contava già pochi abitanti.

La grandezza della città antica è testimoniata dall’acropoli, il luogo dove si concentrava la vita civile e religiosa della comunità. Nella parte bassa è invece possibile visitare le necropoli etrusche e l’antica zona industriale, dove si trovano le tracce delle strutture in cui si lavorava il ferro.

Il borgo medievale e il castello di Populonia

Interessante anche una visita al borgo medievale. Populonia, infatti, benché quasi del tutto disabitata durante l’Alto Medioevo, rifiorì nel Quattrocento, quando il borgo, parte del principato di Piombino, fu ricostruito e fortificato dagli Appiani, signori della cittadina toscana.

Tomba etrusca a tumulo a Populonia

Altri siti archeologici da visitare in provincia di Livorno

Ricordiamo, sempre in provincia di Livorno, i siti archeologici di Castiglione di Campo; Castiglione di San Martino; Cava medievale di San Piero in Campo; Chiusa Borsella; Circolo megalitico di Monte Còcchero; Insediamenti protostorici del Monte Capanne; Le Calanche; Le Grottarelle; Le Mure; Lo Spino; Masso alla Guata; Masso dell’Aquila; Masso dell’Omo; Monte Castello (Elba); Monte Fabbrello; Monte Giove (Elba).

Monte Puccio; Necropoli di Casa del Duca; Necropoli ellenistica di Capoliveri; Necropoli rupestre di Rio Marina; Parco archeologico di San Vincenzino; Piane alla Sughera; Pietra Murata; Relitti di Sant’Andrea; Relitto del Nasuto; Relitto di Chiessi; Relitto di Procchio; Relitto di Punta Cera; Rocca San Silvestro; Sassi Ritti; Serraventosa; Villa romana della Linguella; Villa romana delle Grotte; Villa romana di Capo Castello.

Castello di Populonia sul Golfo di Baratti all'interno Costa degli Etruschi

Siti archeologici in provincia di Pisa

La nostra guida ai siti archeologici della Toscana ci conduce in provincia di Pisa alla scoperta di due importanti parchi: Enrico Fiumi e Santa Maria a Monte.

Parco Archeologico Santa Maria a Monte

Sulla parte sommitale del borgo di Santa Maria a Monte, ecco uno dei più recenti parchi archeologici toscani: è stato infatti aperto nel 2013, dopo trent’anni di scavi coordinati dall’Università di Pisa e dall’Università dell’Aquila.

Qui si trova il nucleo più antico del borgo, risalente all’epoca etrusca, a partire dal V secolo a.C.. Dove oggi si trova la parte più alta del borgo, un tempo si trovava un villaggio piuttosto florido, come emerso dai ritrovamenti. Il sito è stato variamente abitato, dall’epoca etrusca fino al Medioevo, per poi essere inglobato nel borgo attuale. La particolarità di Santa Maria a Monte sta nel sommarsi delle stratificazioni che hanno lasciato le loro tracce nel parco.

Si possono trovare dunque testimonianze etrusche, resti di edifici romani, ma anche di costruzioni longobarde e carolinge. Da vedere, l’area dei forni fusori, dove in epoca longobarda si fondeva il metallo per la produzione delle campane, la cripta e la cisterna.

Manciano è un bellissimo borgo della Maremma. Grazie alla sua vicinanza a Saturnia e Montemerano è una meta ideale per un weekend in Toscana

Parco Archeologico di Enrico Fiumi

Il Parco archeologico di Enrico Fiumi è la principale area verde di Volterra, proprio a ridosso della fortezza medicea. All’interno è possibile visitare gli scavi dell’acropoli della città etrusca.

Considerati i ritrovamenti nel resto della città, si suppone che l’area di Volterra fosse interessata da insediamenti importanti già dal IX secolo a.C., con villaggi distribuiti per tutta la collina. L’acropoli è però senz’altro il più importante, e la sua occupazione è documentata con continuità fin dall’età del Bronzo Medio, ovvero dal XVIII- XIV secolo a.C..

Già dall’VIII secolo a.C. la zona fu utilizzata per la costruzione di santuari a beneficio di culti comunitari. Tra la fine del VI secolo e gli inizi del V secolo a.C., tutti i villaggi si riunirono qui per formare un unico insediamento. Venne poi costruito un grande tempio di cui rimangono oggi le parti decorative architettoniche, esposte presso il Museo Guarnacci.

Della grande ristrutturazione urbanistica e architettonica che coinvolse quest’area in epoca ellenistica, ancora oggi visibile, spiccano due templi, chiamati convenzionalmente tempio A e tempio B. Quest’ultimo, il più antico (fine III secolo a.C.), si trova ad ovest, al limite del pianoro dell’acropoli, mentre il tempio A risale alla metà del I secolo a.C..

Altri siti archeologici da visitare in provincia di Pisa

Ricordiamo, sempre in provincia di Pisa, i siti archeologici di San Genesio; Bagni di Nerone; Grotta del Leone; Area naturale protetta di interesse locale Monte Castellare.

Parco intorno alla Fortezza medicea di Volterra

Siti archeologici etruschi in provincia di Prato

La Necropoli di Prato Rosello è un’area archeologica etrusca in località Artimino, nel comune di Carmignano. Identificata nel 1965, è stata poi oggetto di campagne di scavi proseguite con regolarità fino a oggi. Vi si accede dalla strada tra Artimino e Poggio alla Malva.

Numerose sono le tombe identificate, tra cui la Tomba a pozzo di un Guerriero, di fine VIII – inizi VII secolo a.C., rinvenuta intatta all’interno del Tumulo B. Mentre nel Tumulo C è stata scoperta una tomba a camera rettangolare, a pareti monolitiche, preceduta da un piccolo vestibolo e da una scala splendidamente conservata.

Da quest’ultima proviene uno splendido incensiere di bucchero (ultimo ventennio VII secolo a.C.). Altri monumenti visibili sono la tomba a camera rettangolare del Tumulo B, con un lungo corridoio di accesso e area lastricata antistante, e i Tumuli A, X e Z, con tombe-camera a pianta rettangolare.

Aree archeologiche minori nel pratese

Sempre in provincia di Prato, ricordiamo i siti archeologici toscani di Gonfienti; Tomba di Boschetti; Tumulo di Montefortini.

Bassorielievo etrusco trovato in scavi archeologici in Toscana

Aree archologiche in provincia di Siena

Anche la provincia di Siena è interessata dalla presenza di molti siti archeologici etruschi. I più affascinanti, a nostro parere sono gli scavi sulla collina di Poggio Imperiale, vicino al paese di Poggibonsi, e il Labirinto di Porsenna, nell’antico borgo di Chiusi.

Parco archeologico di Poggibonsi

Situato a Poggibonsi, sulla sommità della collina nota come “Poggio Imperiale”, domina la città. Gli scavi dimostrano che qui si trovava il più antico nucleo abitato del borgo, con testimonianze che risalgono al V o al VI secolo a.C..

Gli scavi, condotti tra il 1993 e il 2007 dall’Università di Siena, hanno però fatto emergere soprattutto tracce dell’insediamento medievale risalenti a varie epoche, da quella longobarda fino ad arrivare al XII secolo. Vi si trovano resti di abitazioni, una curtis (“corte”, una sorta di azienda agricola) del periodo franco (IX-X secolo), vestigia di edifici del XII secolo, epoca della fondazione di “Podium Bonizi”, un castello situato lungo il percorso della via Francigena.

L’itinerario culmina con la visita alla Fortezza di Poggio Imperiale, costruita all’epoca di Lorenzo il Magnifico, in parte ancora conservata.

Ricostruzioni di case medievali nel Parco Archeologico di Poggio Imperiale a Poggibonsi

Il Labirinto di Porsenna

Il Labirinto di Porsenna è costituito da una serie di cunicoli sotterranei che si snodano sotto l’antico abitato di Chiusi. Il nome del labirinto deriva dalla descrizione di Plinio il Vecchio  del mausoleo di Porsenna, il leggendario sepolcro del sovrano etrusco protetto, secondo gli storici latini, da un labirinto. Con tutta probabilità si tratta invece del sistema di approvvigionamento idrico, scavato dagli Etruschi in epoca arcaica, ed erroneamente definito “Labirinto di Porsenna” dagli archeologi che negli Anni Venti avevano scoperto le prime gallerie e che credevano di avere trovato il mausoleo descritto da Plinio.

Il sistema è particolarmente vasto e ingegnoso, scavato a una profondità massima di 25 metri circa. Nei cunicoli si trovano un tratto della cinta muraria ellenistica, romana e medievale (a sud) e, sotto l’abside del duomo, i resti di una lussuosa abitazione privata di epoca imperiale.

Scavi archeologici minori nel territorio senese

Ricordiamo, sempre in provincia di Siena, i siti archeologici di Area archeologica di Malignano; Castello di Miranduolo; Castelvecchio (San Gimignano); Dometaia; Le Ville (Colle di Val d’Elsa); Necropoli del Poggino; Necropoli di Cellole; Pieve di San Pietro a Pava; Poggio Civitate; Tomba Lattaia; Tumulo di Montecalvario.

Sarcofago etrusco del V secolo a.C. conservato nel Museo di Chiusi

Le aree archeologiche di interesse in provincia di Lucca

Il principale sito archeologico della Lucchesia è senza dubbio la Via Etrusca del ferro, definita dall’archeologo Michelangelo Zecchini che, nel 2004, trovò 300 metri ben selciati e glareati, risalenti al VI secolo a.C. in località Frizzone, a Capannori, come fosse una “superstrada del lontano passato”.
L’associazione culturale omonima, con sede a Prato, è nata per tentare di ritrovarne altri tratti, utili a certificarne la reale esistenza. Se questo accadesse, risulterebbe probabilmente essere la più antica strada selciata d’Europa.

Ricordiamo, sempre in provincia di Lucca, i siti archeologici di Fossa Nera; Fanciulla di Vagli; Montecatino; Terme di Massaciuccoli.

Le antiche terme romane di Massaciuccoli in provincia di Lucca

Teatri romani in Toscana

Quanto ai Teatri romani in Toscana, dopo l’Anfiteatro romano di Fiesole e quello di Arezzo, di cui abbiamo già parlato, merita una menziona a parte il Teatro romano di Volterra.

Il Teatro romano di Volterra

Riportato alla luce negli Anni ’50 da Enrico Fiumi, storico volterrano, il teatro risale all’età imperiale. Fu realizzato per volontà della ricca famiglia dei Caecina. La capienza doveva aggirarsi sui 3500 spettatori, viste le sue dimensioni (diametro di 60 metri per 24 gradini). Vi era anche un velarium, ossia un telo sostenuto da corde che copriva l’intera area per proteggere spettatori e artisti. Alla fine del III secolo a.C. venne abbandonato e sostituito da uno stabilimento termale.

La cavea, ovvero lo spazio destinato agli spettatori, sfrutta, come nei teatri greci, il pendio naturale della collina, ed è costituita da un doppio ordine di gradinate. Al centro della gradinata è l’orchestra, spazio originariamente destinato ai musici e al coro, che a Volterra era occupata dai posti per i personaggi più illustri della città.

L'anfiteatro romano a Volterra

Le più importanti tombe etrusche della Toscana

Tra le più importanti tombe etrusche in Toscana ricordiamo la Tomba dell’Arciere, a Montefiridolfi, nel comune di San Casciano in Val di Pesa (FI); la Tomba della della Quadriga Infernale a Sarteano (Siena); la Montagnola a Sesto Fiorentino (Firenze); il Tumulo di Montefortini e Tomba di Boschetti a Carmignano (Prato); l’Ipogeo del Belvedere a Terricciola e, sempre in provincia di Pisa, il Tumulo del Principe etrusco.

La Tomba dell’Arciere a Montefiridolfi

La Tomba dell’Arciere, scoperta nel 1978, è costituita da una sola camera quadrata che misura 5,30 metri di lato, preceduta da un breve dromos orientato verso ovest.
La copertura, unica nel suo genere nella zona volterrana e fiorentina, era una pseudo-cupola sorretta da un grande pilastro centrale alto circa 4 metri.

Già in tempi antichissimi la tomba era stata depredata e violata: sono stati ritrovati soltanto frammenti di ceramica, avorio, bronzo, e una piccola fibula d’oro. La tipologia di questi oggetti ha fatto datare la tomba alla metà circa del VII secolo a.C.. L’oro e l’avorio denotano come la famiglia proprietaria fosse ricca e potente.

La tomba della Quadriga infernale a Sarteano

Un’altra tomba etrusca importantissima è quella della Quadriga infernale, a Sarteano, in provincia di Siena. Scavata nel travertino a una profondità di 5 metri, ha un dromos d’accesso di 20 metri; è decorata da un ciclo pittorico dai colori vivaci e accesi, oltre che conservati in modo sorprendente.

Le immagini sono particolarmente originali e inedite: sul lato destro del corridoio è raffigurata una quadriga in cui due leoni e due grifoni trainano un carro condotto da un demone. È una rappresentazione del tutto innovativa di Charun – simile al Caronte greco, nella sua funzione di accompagnatore di anime all’Ade -,  ma raffigurato in veste di auriga, cosa mai ritrovata prima nell’arte etrusca.
Interessanti anche le recentissime scoperte del maggior numero di sculture in pietra fetida provenienti da scavi moderni: cippi decorati a rilievo, una statua maschile semidistesa e l’eccezionale gruppo cinerario con Vanth.

La Tomba della Quadriga infernale a Sarteano in Toscana

La Tomba della Montagnola a Sesto Fiorentino

La Tomba della Montagnola, a Sesto Fiorentino, in località Quinto Alto, dentro il parco di una villa privata, è uno dei più importanti monumenti etruschi del periodo orientalizzante di tutta l’Etruria settentrionale. La tomba a tholos (ovvero falsa cupola) risale al VII secolo a.C., e fu scoperta da Giacomo Caputo nel 1959.

È composta da un corridoio scoperto e da uno interno coperto da un tumulo di 70 metri di diametro che conduce a un vestibolo rettangolare e a due celle laterali. Un passaggio stretto e lungo porta alla camera sepolcrale a tholos, con pareti alte 3 metri e sormontate da una cupola di 5 metri di diametro. In diversi punti sono state ritrovate tracce di intonaco colorato (rosso e azzurro), con resti di graffiti e iscrizioni.

La Tomba della Montagnola, insieme alla vicina tomba della Mula, è uno dei più grandiosi esempi di sepolture gentilizie che caratterizzano il corso medio dell’Arno. I pochi reperti venuti alla luce negli scavi oggi sono in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Altre importanti tombe etrusche in Toscana

Da citare anche, a Carmignano, in provincia di Prato, il Tumulo di Montefortini – monumentale collina artificiale del diametro di 7 metri e di 12 metri di altezza, che ospita due camere sepolcrali, e la Tomba di Boschetti; l’Ipogeo del Belvedere, a Terricciola, in provincia di Pisa, e infine, sempre a Pisa, il Tumulo del Principe etrusco, un complesso sistema monumentale funerario incentrato su un grande tumulo di trenta metri di diametro, attorno a cui, al di là di una corona di stele, si collocavano sepolture più semplici, ricavate all’interno di piccoli dolia deposti direttamente sul terreno e sormontati da cumuli di terra.

Scheletro di donna in una tomba etrusca

Siti archeologici in Provincia di Massa Carrara

Per il territorio di Massa-Carrara segnaliamo l’area archeologica Gretta di Patigno, un antico insediamento preistorico, probabilmente anche altomedievale, situato nel Comune di Zeri e realizzato sulla sommità di un dorso roccioso denominato “Gretta”.

E a proposito di sistemi monumentali, siamo in fondo a questo gigantesco articolo sui principali siti archeologici etruschi e romani della Toscana. Ci saremo senz’altro dimenticati qualcosa, forse non avremo soddisfatto ogni aspettativa; ma tu, caro lettore, cara lettrice allora aiutaci, contattaci, facci sentire la tua voce: commenta il nostro articolo! Ti aspettiamo sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Instagram.

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